Formentera Hippy

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Delle Baleari, Formentera è la più bucolica. L’ideale per una vacanza in bermuda e pareo, tra chiringuito, musiche chillout e notti sulla spiaggia.

Ha concesso poco al lusso, perché l’isola più glam del Mediterraneo è rimasta bucolica e contadina, con le case fatte di legno, pietra e tetti in coppi. Non è cambiata molto da quando si lanciavano al mondo messaggi di pace e fratellanza, da quando negli anni Settanta gli hippy arrivavano in massa dalla California, da Londra, Parigi e pure dall’Italia.

Delle Baleari, Formentera è la più bucolica. L’ideale per una vacanza in bermuda e pareo, tra chiringuito, musiche chillout e notti sulla spiaggia.

Ha concesso poco al lusso, perché l’isola più glam del Mediterraneo è rimasta bucolica e contadina, con le case fatte di legno, pietra e tetti in coppi. Non è cambiata molto da quando si lanciavano al mondo messaggi di pace e fratellanza, da quando negli anni Settanta gli hippy arrivavano in massa dalla California, da Londra, Parigi e pure dall’Italia.

Non è tutta vip e movida come Ibiza e non ha avuto il boom turistico di Minorca; a Formentera non ci sono aeroporti e neppure mega discoteche o albergoni per sbarchi di massa low cost. Ci sono fincas di charme in affitto e chiringuito per aperitivi in spiaggia, una natura selvaggia di fichi, potati come buffi ombrelli, vigneti, pini, muretti a secco e greggi di pecore. Da esplorare a piedi, in bicicletta, o motorino, lungo una rete di sentieri e strade di campagna che collegano tra loro borghi come Sant Francesc Xavier, il capoluogo, un pugno di case attorno alla chiesa catalana settecentesca dalla facciata severa, La Savina, il porto e Sant Ferran. Senza dubbio, è il mare la grande attrazione dell’isola. A seconda dell’immancabile vento, si sceglie la spiaggia. A nord, le spettacolari Platja Llevant e Platja de Ses Illetes, lungo una penisola che si protende sul mare. Sul lato ovest, acque caraibiche trasparenti, sabbia bianca e decine di yacht ormeggiati a un centinaio di metri da riva; a est, invece, qualche onda in più e acqua color cobalto. Per gli amanti del buon cibo, e non solo del buon mare, Formentera è il paradiso dei gastronauti. Il ristorante più chic è Juan y Andrea, nella Playa de Ses Illetes, aperto 25 anni fa, quando non c’era la strada e qui si arrivava solo via mare, come molti fanno ancora oggi. Per assaggiare la paella di aragosta, le sarde alla piastra, l’astice di Minorca alla piastra, la torta di fragole e i pregiati champagne rosé.

Serviti ai tavoli sulla sabbia, tra le palme, all’ombra delle tende. Il tramonto, invece, irrinunciabile rito isolano, si aspetta, rigorosamente a piedi nudi, con un bicchiere di mojito al mitico Big Sur (www.bigsurlife.net ), sempre a Ses Illetes. A sud, l’infinita mezzaluna di Platja de Mitjorn, una sfilata di dune e calette di sabbia lunga 8 chilometri, è punteggiata di chiringuitos, baretti in legno dove assaggiare insalata payesa, a base di pesce essiccato, pane, pomodori, peperoni. Come l’inossidabile Blue Bar, dove si incontrano davvero tutti. Can Carlos, nel sonnolento villaggio di Sant Francesc Xavier, è l’indirizzo preferito del momento, tappa dell’enclave radical-chic, da Carlo Sama a Philippe Starck, entusiasti delle sapienti arti culinarie dello chef italiano Franceschino Manzoli, che si esibisce in pesce abbinato alle verdure isolane, come il carpaccio di zucchine. La Mola è un’altra tappa dei gourmet che si fermano a Pequeña Isla per l’arroz negro, una paella rivisitata, ma anche il polpo in umido, il coniglio arrosto e le costine di agnello. Accompagnati da una sangria ghiacciata. Ma il meglio gli chef patron lo danno al ristorante Mediterraneo, appena inaugurato sul porto della Savina (cell. 0034.637.97.86.88, da 35 €).

Un luogo insospettabile, a pochi passi dal porto brulicante di barche e gente a ogni ora del giorno, una sfilata di negozi di souvenir, baretti, noleggi di tutto, dalla barca allo scooter. Nel bel locale con tocchi di design, pareti di acciaio, pavimento in cemento e legni di recupero si cena a base di raffinati piatti di pasta fatta in casa, insaporita con grande uso di verdure, coniglio agli aromi del luogo. Poi, quando c’è luna piena ci si disperde nella notte isolana. Sulle terrazze protese verso il mare, in spiaggia, in barca nell’acqua color argento. Ma per chi tira l’alba tra chiacchiere e musiche chillout, l’appuntamento è a Cap de Barbaria. Di prima mattina, nelle giornate terse, appare come un miraggio la costa dell’Africa.

Fonte: www.corriere.it

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