Flop di turisti alle olimpiadi cinesi (e se la sono voluta)

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Si prevedevano caldo, strade affollate e prezzi alle stelle. Invece, sta emergendo che nell’ anno delle Olimpiadi Pechino farà fatica a riempire gli alberghi. I turisti attesi per il periodo olimpico (dall’8 al 24 agosto), secondo il direttore dell’ Amministrazione per il Turismo della capitale, sono tra i 450 ed i 500 mila, poco più dei 420mila registrati lo scorso anno. Attualmente sono state prenotate, ha aggiunto Zhang, solo il 44 per cento delle stanze di albergo.

Si prevedevano caldo, strade affollate e prezzi alle stelle. Invece, sta emergendo che nell’ anno delle Olimpiadi Pechino farà fatica a riempire gli alberghi. I turisti attesi per il periodo olimpico (dall’8 al 24 agosto), secondo il direttore dell’ Amministrazione per il Turismo della capitale, sono tra i 450 ed i 500 mila, poco più dei 420mila registrati lo scorso anno. Attualmente sono state prenotate, ha aggiunto Zhang, solo il 44 per cento delle stanze di albergo.

Si profila dunque lo spettro di un flop turistico dovuto anche, come ha ammesso lo stesso Zhang nel corso di una conferenza stampa, alle severe misure di sicurezza decise per le Olimpiadi. Prima di tutto è stato reso più complicato ottenere un visto per la Cina. Oggi bisogna mostrare la prenotazione dell’ albergo, il biglietto d’ andata e ritorno e la lettera d’ invito di un residente nella capitale. Inoltre, il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi (Bocog) ha appena diffuso un "vademecum" per i turisti stranieri che suona come un invito a restarsene a casa. Prima di tutto, il Bocog chiarisce a chi ha acquistato un biglietto (impresa peraltro difficilissima, pare che ne sia stata fatta incetta da misteriosi individui che già hanno cominciato a rivenderli su Internet a prezzi maggiorati), che questo non gli dà automaticamente diritto ad un visto. Poi sottolinea che "terroristi, spacciatori di droga, malati di Aids e malati mentali" non avranno accesso alla capitale, cosa che fa presupporre lunghi e puntigliosi controlli su tutti i viaggiatori.

Una volta arrivati, gli "amici stranieri" devono immediatamente registrarsi al più vicino commissariato di polizia. Insomma, non esattamente una vacanza rilassante. A questo va aggiunto il fatto che in agosto Pechino non è tra le destinazioni turistiche più popolari, a causa del clima caldo umido e dell’ inquinamento. La speculazione su affitti e prezzi degli alberghi è già partita, con bilocali messi sul mercato al prezzo di 3.000 dollari al mese. L’ ultimo colpo lo hanno dato i responsabili della sicurezza, che hanno ripetuto più volte di considerare realistica la prospettiva di attentati contro atleti, giornalisti e spettatori da parte dei terroristi musulmani del Xinjiang, la regione del nordovest abitata dalla minoranza etnica degli uighuri. Dopo la sanguinosa rivolta di marzo ed aprile non solo il Tibet, ma anche le altre zone a popolazione tibetana della Cina – in genere tra le mete più ambite per i turisti stranieri – sono chiuse e non si vede quando potranno essere riaperte. Infine, l’ effetto psicologico del terribile terremoto del Sichuan, che ha provocato la morte di decine di migliaia di persone, contribuisce a scoraggiare un turismo internazionale che non sembra entusiasta delle vacanze olimpiche in Cina.

Fonte: www.ansa.it

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