Festival dei sapori in Australia

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Dal 26 aprile al 3 maggio, Adelaide – la capitale del South Australia – ospiterà Tasting Australia, il più importante festival enogastronomico degli antipodi. La kermesse comprenderà ottanta eventi con centosessanta tra cuochi, enologi, ristoratori e produttori alimentari che parteciperanno a workshop, sessioni culinarie e incontri su tecniche e segreti della modern australian cuisine.

Dal 26 aprile al 3 maggio, Adelaide – la capitale del South Australia – ospiterà Tasting Australia, il più importante festival enogastronomico degli antipodi. La kermesse comprenderà ottanta eventi con centosessanta tra cuochi, enologi, ristoratori e produttori alimentari che parteciperanno a workshop, sessioni culinarie e incontri su tecniche e segreti della modern australian cuisine.

Perché il Paese dove si mangiavano solo fish & chips (soprattutto flake, polpa di squalo), rump-steak (una bistecca alta due dita ricavata da un taglio posteriore di manzo), pie di carne e costolette di agnello al barbecue, è stato archiviato da un quarto di secolo con l’arrivo di piatti italiani, greci, libanesi e asiatici introdotti dalle varie ondate di immigrati. Ma la vera rivoluzione è avvenuta negli anni Novanta, quando un esercito di giovani chef – contaminati da sapori e tecniche di cottura introdotte dagli ultimi arrivati – ha esaltato gli eccezionali ingredienti locali di terra e soprattutto di mare con soluzioni da nouvelle cuisine, moderne rivisitazioni di antiche ricette e preparazioni fusion. Qui è in voga la cucina East-West che, alla ricerca di nuove frontiere gustative, mescola spesso con ottimi risultati ingredienti e metodi di cottura europei e asiatici. Tra le evocazioni del passato da pionieri e il marketing per appagare il desiderio di esotismo dei turisti, sono però tornate di moda anche le ricette dell’outback (l’interno desolato). I bush tucker restaurant, dilagati in tutta l’Australia, servono bistecche d’emu (lo struzzo locale), coccodrillo fritto o ai ferri, filetto di canguro, larve arrosto (sembrano gamberi), bacche del deserto e barramundi (pesce locale della famiglia del luccio) in tutte le salse.

La sezione marinara dell’evento, avrà luogo – dal 27 aprile al 2 maggio – a Kangaroo Island, l’isola grande metà della Corsica che chiude la baia di Adelaide. Una straordinaria riserva faunistica dove in un solo giorno si può osservare l’intero bestiario australiano (canguri, koala, opossum, emu, echidna) oltre a qualificati interpreti di quello antartico (pinguini, foche e leoni marini) e a 250 varietà di uccelli. Sealink Seafood Festival darà l’opportunità di gustare piatti di pesce, crostacei e frutti di mare provenienti da un oceano molto meno inquinato del Mediterraneo e ricco di varietà ittiche sconosciute. Come marlin, trota dei coralli, butterfish, pagelli rossi, salmone e ostriche della Tasmania, capesante giganti, cozze verdi neozelandesi, king prawn e banana prawn (due tipi di gamberoni), cicale, aragoste e crayfish (un’altra varietà di crostaceo). Perché qui arrivano le aragoste da Kingston, un noto porto di pesca di questo crostaceo in South Australia, dove si trova la colossale scultura di un’aragosta. É uno dei migliori esempi del kitsch australiano, una delle decine di Big Things, “cose grosse”, disseminate in ogni angolo del Paese: colossali riproduzioni di canguri, mucche, pecore, balene, delfini, ananas, fragole, arance, banane, barramundi, coccodrilli. Enormi strutture in metallo o vetroresina in cui spesso è possibile introdursi per scoprire, attraverso pannelli illustrativi, le caratteristiche della “cosa” ingigantita: le fasi della lavorazione del latte o la tecnica di coltivazione dell’ananas. Moderni totem per celebrare riti dell’abbondanza: crocevia plastici tra eredità tribale e prosperità industriale.

Informazioni su Tasting Australia a www.tasting-australia.com.au

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