Festa a Paraty

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Nella piccola città brasiliana dallo stile coloniale intatto, non lontana da Rio de Janeiro, una festa letteraria con scrittori da tutto il mondo.

Una festa letteraria in una delle città coloniali più belle del Brasile. La Flip di Paraty è l’occasione di conoscere un gioiello del patrimonio storico brasiliano a poche ore di strada da Rio de Janeiro.

E però, insieme, poter assistere a un rito che si consuma ormai da anni. Quello degli scrittori che giungono da tutto il mondo e un pubblico appassionato che riempie platee all’aperto e circola per librerie improvvissate.

Nella piccola città brasiliana dallo stile coloniale intatto, non lontana da Rio de Janeiro, una festa letteraria con scrittori da tutto il mondo.

Una festa letteraria in una delle città coloniali più belle del Brasile. La Flip di Paraty è l’occasione di conoscere un gioiello del patrimonio storico brasiliano a poche ore di strada da Rio de Janeiro.

E però, insieme, poter assistere a un rito che si consuma ormai da anni. Quello degli scrittori che giungono da tutto il mondo e un pubblico appassionato che riempie platee all’aperto e circola per librerie improvvissate.

Il tutto, affacciato sull’Oceano Atlantico. Giunta alla sua sesta edizione, dall’1 al 5 luglio la festa ospiterà nomi celebri come il portoghese Antonio Lobo Antunes, l’irlandese Edna O’Brian, il veterano giornalista e romanziere italo-americano Gay Talese, oppure la francese Catherine Millet.

Letteratura ma anche musica, con il concerto inagurale della cantautrice Adriana Calcanhotto: e poi teatro, laboratori con gli autori e il consueto spazio dedicato ai bambini,
la flipinha.

TURISMO SOFISTICATO
A circa quattro ore di strada da Rio de Janeiro, Paraty è una delle località più singolari del Brasile. Antico porto di pirati e commercianti di pietre preziose, è una piccola “Venezia tropicale”. Quando si alza il livello del mare, i suoi vicoli acciottolati vengono sommersi dall’acqua e il borgo si traforma in un teatro di riflessi e angoli soprendenti.

Circondata dalla foresta atlantica e da spiagge incontaminate, la cittadina propone decine di pousadas per tutte le tasche, spesso ricavate da vecchie costruzioni in stile coloniale. Grandi stanze, soffitti alti, generosi ventilatori e pavimenti di lucido legno pregiato.

È una meta obbligatoria per chi insegue il Brasile più charmoso e ricco di memoria. Paraty è anche un
polo gastronomico dove è possibile incontrare la tipica cucina regionale e menu internazionali, soprattutto durante i giorni della festa, quando la città di riempie di turisti provenineti da ogni angolo del pianeta.

Chi ama la cachaça, inoltre, il liquore ricavato dalla canna da zucchero – celeberrima per essere alla base della caipirinha – troverà a Paraty di che deliziarsi: distillerie e cantine rinomate sono tipiche della regione. La città è celebre anche per i negozi e le botteghe di artigianato, quest’ultimo non solo locale ma proveniente da tutto il Brasile.

Una via di passaggio Sebbene sia un piccolo centro, collocato nell’estremo sud dello Stato di Rio de Janeiro, quasi al confine con quello di San Paolo, Paraty è storicamente un punto di passaggio. Dal suo porto affacciato su un golfo punteggiato di isole verdi partiva un tempo la celebre Estrada Real, una lunga e serpeggiante pista in pietra che dalla costa si estendeva fino al cuore montagnoso dello Stato del Minas Gerais, verso nord, il cui nome signica “ miniere generali”.

Lì, i coloni portoghesi, spolpavano la roccia alla ricerca di oro, argento e diamanti. La strada, che nelle sue varie diramazioni superava i mille chilometri, serviva dunque per collegare i giacimenti brasiliani all’Europa. Le navi salpavano da Paraty e da Angra dos Reais, poco più a nord, sebbene spesso fossero intercettate dai pirati. E’ possibile ancora oggi percorrere tratti della strada, scegliendo una delle escursioni normalmente offerte dalle pousadas, in geep o a cavallo.

Si tratta di itinerari che portano il viaggiatore a scoprire cascate immerse nella mata atlantica e antiche fazendas di caffé. Il mare e le isole Se da una parte sono molte le escursioni dirette nell’entroterra, il mare però ne offre altrettante. A pochi passi dal centro storico, di fronte alla settecetesca chiesa di Santa Rita, esempio affascinante dell’ essenziale architettura sacra coloniale, c’è il porticciolo.

Un lungo molo, dove sono attraccate decine di lance che offrono escursioni nell’arcipelago. Alcune delle isole sono completamente incontaminate, altre di propietà privata (come quella del celebre navigatore solitario e scrittore Amyr Klink, autore di un bellissimo libro sulle sue avventure edito anche in Italia da Feltrinelli) sulle quali tuttavia è possibile sbarcare a approfittare della spiaggia.

Su altre invece si scende per mangiare, perché ospitano ristoranti. Dal mare, guardando verso la costa, Paraty è un puntino bianco quasi invisibile nelle braccia della foresta: e si capisce perché questo tratto di terra a sud di Rio è chiamato Costa Verde.

LETTERATURA IN DIBATTITO
Patrimonio dell’umanità, Paraty diventa per cinque giorni un palco dove scrittori provenienti da tutto il mondo incontrano il pubblico. Non solo, si confrontano tra di loro nella formula della tavola rotonda intorno a un tema prescelto. Una ricetta di successo giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Le prevendite iniziano sempre circa un mese prima e in poche ore alcuni appuntamenti fanno il tutto esaurito.

Non è una notizia sorpredente che quest’anno accadrà alla mesa (tavola, in portoghese) con il cantautore, drammaturgo e romanziere Chico Buarque – probabilmente l’uomo più adorato del Brasile – e lo scrittore amazzonense Milton Atoum, entrambi autori tradotti anche in Italia.

PALCOSCENICO NATURALE
Chi volesse dare un’occhiata all’atmosfera di Paraty, lo può fare assistendo a Gabriela, versione cinematografica del romanzo di Jorge Amado con Sonia Braga e Marcello Mastroianni. La storia in realtà è ambientata nella città baiana di Ilheus ai primi del Novecento, ma già nel 1983 quando il film fu girato era quasi impossibile trovare una città coloniale affacciata sul mare e perfettamente intatta, uno scenario pronto per trasportare lo spettatore indietro nel tempo.

Paraty, invece, era adattissima al compito. Lo stesso potere lo esercita sul viaggiatore: trasportarlo nel passato, ma nello stesso tempo mostrare una scommessa vinta in fatto di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico.

Fonte: www.repubblica.it

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