Escursioni in Liguria

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Nel paradiso dello sport: da Levante a Ponente, 2000 vie di arrampicata, 442 km di trekking e ippovie. Con 10 escursioni da non perdere.

Era il 1968 quando un gruppo di alpinisti genovesi iniziò a contendere ai cinghiali i sentieri tra le rocce e a disturbare i rapaci che nidificavano sulle pareti verticali di Finale. Oggi, quarant’anni dopo, le scorbutiche rocce del Finalese sono percorse da 2000 vie di arrampicata, che attirano oltre 100.000 scalatori ogni anno.

Nel paradiso dello sport: da Levante a Ponente, 2000 vie di arrampicata, 442 km di trekking e ippovie. Con 10 escursioni da non perdere.

Era il 1968 quando un gruppo di alpinisti genovesi iniziò a contendere ai cinghiali i sentieri tra le rocce e a disturbare i rapaci che nidificavano sulle pareti verticali di Finale. Oggi, quarant’anni dopo, le scorbutiche rocce del Finalese sono percorse da 2000 vie di arrampicata, che attirano oltre 100.000 scalatori ogni anno.

Provengono da tutti i Paesi d’Europa (Francia e Germania in testa) e, da settembre a giugno, riempiono gli agriturismi e i bed and breakfast della zona. Ma non c’è solo la roccia, in questa Liguria di sorprese. Tra la costa e l’altopiano delle Manie, sentieri e vecchie stradette selciate – le crêuze de mä, le mulattiere di mare cantate da Fabrizio De André – consentono in ogni stagione di andare a spasso a piedi, a cavallo e in bicicletta. I cicloamatori e gli appassionati di mountain bike affollano le ripide strade dell’interno e le sterrate che ricalcano percorsi antichi, come quella della Val Ponci, dove si superano uno dopo l’altro i cinque ponti romani della Via Julia Augusta. Sempre a Finale, d’altronde, ci sono tre su sei degli alberghi liguri affiliati alla Italy Bike Hotels (www.italybikehotels.i t), una catena che offre servizi dedicati a chi ama pedalare. Sulle spiagge di Varigotti e Bergeggi atterrano gli appassionati del parapendio. Per avvicinarsi a questo sport, bisogna rivolgersi alla scuola di volo Albatros di Genova (tel. 010.83.98.710, cell. 349.06.76.701, www.albatrospara.it ), l’unica certificata in Liguria per questa attività.

Gli amanti dello sport nella natura hanno tante alternative. Anche se priva di grandi montagne (la più alta, il Saccarello, culmina a 2200 metri), dal confine con la Francia a quello con la Toscana, vette e valli formano una linea ininterrotta e articolata. Proprio qui passa l’Alta Via dei Monti Liguri, uno dei più importanti trekking italiani, un itinerario di 442 chilometri, diviso in 44 tappe. Il percorso attraversa i parchi regionali liguri del Beigua, dell’Antola e dell’Aveto e quello piemontese delle Capanne di Marcarolo. Andrea Parodi, alpinista di Cogoleto diventato scrittore, fotografo e editore (tel. 010.91.83.297, www.parodieditore.it ), pubblica e aggiorna ogni anno i suoi libri-guida dedicati al percorso. L’Alta Via non dev’essere percorsa tutta d’un fiato. I bus di linea che raggiungono valichi e paesi consentono di dividerla in brevi trekking di una settimana o di un weekend, o di qualche ora. Molti tratti dell’Alta Via dei Monti Liguri seguono delle strade sterrate, e questo crea ampi spazi per gli appassionati della mountain bike e delle escursioni a cavallo, che possono contare su centri specializzati come La Giumenta (cell. 347.70.51.527) di Pontinvrea nell’entroterra di Savona, il non lontano Planet Horse (tel. 019.70.55.11, cell. 349.74.77.437) di Giovo Ligure, il Centro Turismo Equestre Torriglia (tel. 010.94.44.94, cell. 335.81.13.375, [email protected] ) nel parco del Monte Antola e il Ranch Camillo (tel. 0187.84.21.28, cell. 339.85.68.144) del Passo di Cento Croci, che sorge a quasi mille metri di quota nel comune di Varese Ligure, ai piedi del Monte Gottero.

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Fonte: www.corriere.it

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