È il paesaggio più incredibile della costa australiana ma sta scomparendo

Condividi questo articolo su :

Sono lo skyline più suggestivo della Victoria Coast – fuori Melbourne, in Australia – chiamata anche “costa del naufragio” per descriverne l’inospitalità delle correnti che la solcano. Svettano elegantissimi, piloni di roccia lavorata da mare e vento, un incanto alla vista di chi percorre la lunga, affascinante Great Ocean Road che regala un sottile senso di inquietudine. I 12 Apostoli sono le formazioni rocciose tra le più famose del mondo e tra le più fotografate, iconico reperto geologico di tumultuose ere passate, vere star del Port Campbell National Park.

Al tramonto si screziano di giallo e oro prezioso, avvolte dalla nebbiolina salmastra di una lunga giornata di umidità naturale, all’alba sono dolcemente rosa, di giorno la luce li fa brillare di bianco accecante e meraviglioso. Chi ha la forza di scendere i 70 gradini che portano fino alla spiaggia può provare la sensazione di assoluta piccolezza di fronte alla loro gigantesca imponenza. La loro età si aggira, all’incirca, attorno ai 10-20 milioni di anni, quando erano erano collegati alle scogliere dell’Australia. Ma la loro strepitosa imponenza, con picchi fino a 45 metri di altezza, nasconde una dolorosa fragilità: proprio per la loro sovraesposizione agli agenti atmosferici e per la continua azione erosiva dell’acqua marina, i 12 Apostoli potrebbero venir consumati e sparire alla vista prima di quanto si immagini.

image

Con loro bellezza assoluta contro le intemperie, le rocce scolpite dei 12 Apostoli sono un manifesto delle ere geologiche che le hanno formate e di quelle che potranno ancora accadere. Il loro nome è già, in realtà, un falso accomodato sulle credenze religiose: le svettanti formazioni calcaree erano soltanto 9 quando vennero ribattezzate con questo nome, nel 1922. Fino ad allora i monoliti erano soprannominati “sow and piglets” (la scrofa e i maialini), poi si scelse di optare per un appellativo più suggestivo. Pochi anni fa, nel 2005, uno dei giganti di roccia si è inabissato a causa di una tempesta con ondate altissime e particolarmente aggressive, lasciando le splendide guglie in formazione di 8.

I rimanenti continuano a resistere grazie alle formazioni rocciose subacquee che ne costituiscono, in un certo senso, l’ossatura nascosta e profonda: archi, grotte, corridoi sott’acqua. Ciononostante il loro ritmo di erosione viaggia sui 2 centimetri l’anno. Lentamente, inesorabilmente, i 12 Apostoli d’Australia si sgretolano, rappresentazione perfetta del lavoro imperterrito e costante della potenza atmosferica, e di come la bellezza più imponente sia destinata a sparire per cause naturali.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: