Dublino: Fish&Party

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Definirla appetitosa, forse, è un azzardo. In realtà l’aggettivo si addice molto alla capitale irlandese, in continua trasformazione, che fin dagli anni Novanta coltiva curiosità e vivacità, a dispetto di stagioni economicamente incerte e di scenari europei ancora densi di nuvole. Dublino è una città dalle piccole dimensioni e dalla grande storia, designata nel 2008 e nel 2009 la più “friendly d’Europa”.

Definirla appetitosa, forse, è un azzardo. In realtà l’aggettivo si addice molto alla capitale irlandese, in continua trasformazione, che fin dagli anni Novanta coltiva curiosità e vivacità, a dispetto di stagioni economicamente incerte e di scenari europei ancora densi di nuvole. Dublino è una città dalle piccole dimensioni e dalla grande storia, designata nel 2008 e nel 2009 la più “friendly d’Europa”.

Effervescente e accogliente: in vent’anni non c’è dubbio che abbia affinato i suoi gusti. Non solo culturali. Se palazzi georgiani, giardini, musei e i tanti richiami musicali – dal country al rock – restano infatti la splendida cornice di una vacanza, breve o lunga, i piaceri del palato sono ora uno dei suoi maggiori vanti.

Dublino si sta affermando anche come capitale del gusto, con oltre 250 ristoranti (sei sono stellati). Tantissimi aderiscono all’iniziativa Early Bird, con forti sconti per chi cena prima delle 19.30. Ma per apprezzare il must della stagione, il Dublin Prawn, bisogna spingersi a nord della capitale (mezz’ora di viaggio), in punta al promontorio selvaggio di Howth Head, dove sbarcarono i primi vichinghi. Sino alla pittoresca Howth, secondo porto peschereccio d’Irlanda e primo della costa orientale, nonché piccola capitale della vela e della cucina marinara, che dal 25 al 28 aprile ospita il Dublin Bay Prawn Festival (www.dublinbayprawnfestival.com).

Insieme a salmoni selvaggi, ostriche e altre delizie ittiche, il Dublin Prawn rappresenta uno dei punti di forza della cucina locale, ma è ancora poco conosciuto in Italia. La rassegna di aprile è un’occasione unica per concedersi il lusso di una scorpacciata di gamberi della famosa Baia di Dublino, pescati nelle fredde acque della costa irlandese e soprattutto rispettando un programma di tutela dell’ambiente. Le ricette sono infinite – lessati, sgusciati, impanati, grigliati, marinati, in salsa, in padella, allo spiedo – e le degustazioni si organizzano al Food Village, allestito lungo la Harbour Road e animato anche da dimostrazioni di cucina di chef emergenti, lezioni di sfilettatura del pesce, nozioni di pesca.

In programma anche i Festival Menu, proposti dai ristoranti locali, molti dei quali pluripremiati (tre portate, 30 €); nei tanti e vari pub locali si può ordinare un piatto accompagnato da una bevanda a soli 12 €. Un piacere da condividere. Magari attorno al Big Table, in programma al Festival Marquee, una manifestazione che riunisce i vari commensali attorno a un lungo tavolo per una cena conviviale tutta da vivere, o al Dining in the Dark, cena al buio curata da grandi chef, servita nella più completa oscurità, secondo un percorso gastronomico segreto.

Howth partecipa all’evento da protagonista. In attesa degli spettacoli serali, intrattiene con incontri a tema gastronomico; incoraggia passeggiate sul lungomare, cullati dalla brezza e attratti da quel curiosare a pelo d’acqua di simpatiche foche – autentiche mascotte di molti locali – che attendono pazienti il pasto del giorno. Come in ogni altro periodo dell’anno, il suo marina vive e tramanda la passione per il mare in tutte le sue espressioni. E offre originali Fabulous Food Trail (www.fabulousfoodtrails.ie), percorsi che invitano a riscoprire le tradizioni culinarie più antiche, ma anche talenti emergenti della moderna tavola Irlandese.

Fra le tappe da non mancare, inconfondibile, con la sua allegra facciata rossa, il King Sitric (East Pier, Howth, www.kingsitric.ie) è una pietra miliare dell’accoglienza irlandese. Fra i veterani del Blue Book, associazione delle migliori dimore e locande storiche d’Irlanda (www.irelandsbluebook.com), è una guesthouse vista mare (otto camere, b&b da 75 € a persona), con ristorante di fama internazionale, dove Aidan Mac Manus cucina gamberi, aragoste e il pescato del giorno. All’inizio del villaggio, autentico luogo di perdizione per gli amanti del pesce in genere, e non solo, è l’Ivan Oyster Bar and Grill (17-18, West Pier, www.beshoffs.ie). Qui si può mangiare spaziando fra tutti i tipi di crostacei e molluschi (secondo le stagioni), fare uno spuntino con un tipico Tapas & Sea Grill, comprare ortaggi biologici, salmone organico (da riordinare poi, anche online).

Vis à vis con il mare, in punta alla passeggiata lungo il Pier, Aqua (www.aqua.ie), quintessenza di raffinatezza culinaria e studiato design, aperto nel 1999 nei locali che a fine ’800 furono dell’Howth Sailing Club. Atmosfere da tradizionale pub irlandese, scaldate da muri in pietra e camino che emana profumo di torba, al Bloody Stream (www.bloodystream.ie), pub appena fuori dalla stazione ferroviaria della Dart, con piatti curatissimi. Sulle alture del villaggio, nelle cucine del castello georgiano di Howth, è poi possibile seguire un corso alla Kitchen in the Castle (www.thekitcheninthecastle.com). Tutor d’eccezione, Edwina St Lawrence – proprietaria nonché perfetta padrona di casa –, Hazel McFadden e Liberty Finnegan che, più volte a settimana, propongono corsi su tradizioni e piatti dei Cinque Continenti (da 2 o 4 ore circa, da 65 €). Il 27 aprile, in occasione del Festival, lezione dalle 10 alle 16.30 (150 €, incluso il pranzo) per apprendere segreti e virtù di gamberi & Co.

Chi preferisce i ritmi della capitale, e far base a due passi da Nassau Street, tempio dello shopping, può prenotare al Trinity Lodge, ventitré camere in una dimora georgiana Al 29 della stessa via, per piatti vegetariani e fish & chips in versione raffinata c’è Bite, appena riaperto (www.bitedublin.com).

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