Dormire in un palazzo storico

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Andare in vacanza e dare una mano al passato a non cadere nell’oblio. È la sfida dal 1965 di una originale fondazione no-profit britannica, il Landmark Trust che, quarantadue anni dopo, vanta adesso un “parco” di più di 180 dimore storiche, non solo in Gran Bretagna ma anche in Italia e negli Stati Uniti. Dimore che vengono affittate a turisti d’élite, amanti dell’arte e dei luoghi, incrociati dalla storia e dalla letteratura, per una vacanza alternativa utile anche alla fondazione.

Andare in vacanza e dare una mano al passato a non cadere nell’oblio. È la sfida dal 1965 di una originale fondazione no-profit britannica, il Landmark Trust che, quarantadue anni dopo, vanta adesso un “parco” di più di 180 dimore storiche, non solo in Gran Bretagna ma anche in Italia e negli Stati Uniti. Dimore che vengono affittate a turisti d’élite, amanti dell’arte e dei luoghi, incrociati dalla storia e dalla letteratura, per una vacanza alternativa utile anche alla fondazione.

Sì, perché grazie anche ai proventi degli affitti il Landmark Trust può proseguire nella sua operazione di recupero e mantenimento di questi luoghi altrimenti ignorati dalle istituzioni ufficiali. Si potrà così, sfogliando un apposito catalogo, scegliere se dormire in un cottage o in un castello o piuttosto in un antico palazzo fiorentino. Tutti perfettamente conservati o ristrutturati secondo i dettami dell’epoca con in più i comfort della modernità, cucine, bagni e in alcuni casi perfino la televisione.

Per quanto riguarda l’Italia proprio quest’anno è entrato a regime nel catalogo lo splendido monastero di Sant’Antonio vicino Tivoli, in provincia di Roma, i cui muri più antichi risalgono addirittura ad una villa romana. Si potrà dormire nelle antiche celle, rivestite di mosaici e godersi la pace del chiostro. Ma tra i luoghi più gettonati la palma d’oro continua andare a Casa Guidi, il celebre palazzo fiorentino dove il poeta Robert Browning, icona della letteratura inglese, visse tra il 1847 e il 1861 insieme alla moglie, anche lei famosa poetessa, Elizabeth Barrett Browning che proprio qui trovò la morte. La Casa, che ospita un museo aperto al pubblico, grazie al Landmark Trust, che l’ha presa in consegna nel 1995, è adesso a disposizione dei turisti che anche solo per un weekend vogliano entrare in punta di piedi nelle vite di personaggi considerati pietre miliari della letteratura inglese. E per chi ha timore ad infrangere questo tabù, resta sempre la possibilità di visitare solo per qualche ora tutte le dimore gestite dalla Fondazione, come fossero un museo. Anche questo è un aiuto per finanziare il mantenimento e i progetti di recupero.

Fonte: www.panorama.it

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