Dormire in un igloo

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Avvertenza: non bisogna soffrire il freddo. Dormire in un igloo può essere una dura prova o un’esperienza unica. Per capire da che parte stare basta andare in Svizzera dove le casette di ghiaccio sono diventate un classico. Durano giusto il tempo dell’inverno ma, si sa, tra i cantoni della Confederazione Elvetica la stagione fredda è lunga e il ghiaccio resiste. Ce ne sono quattro – Davos, Engelberg, Gstaad, Zermatt – con una new entry: da quest’anno anche St. Moritz ha il suo hotel-igloo.

Avvertenza: non bisogna soffrire il freddo. Dormire in un igloo può essere una dura prova o un’esperienza unica. Per capire da che parte stare basta andare in Svizzera dove le casette di ghiaccio sono diventate un classico. Durano giusto il tempo dell’inverno ma, si sa, tra i cantoni della Confederazione Elvetica la stagione fredda è lunga e il ghiaccio resiste. Ce ne sono quattro – Davos, Engelberg, Gstaad, Zermatt – con una new entry: da quest’anno anche St. Moritz ha il suo hotel-igloo.

Il villaggio-igloo di Zermatt, nel Vallese, è storico. Sono anni ormai che tra Riffelberg e il Gornergrat si diventa eschimesi e si prova a vivere come loro. Dal bar alla lobby dell’albergo, dalla Whirlpool, gelata ma bollente, al ristorante tutto è rigorosamente di ghiaccio. C’è posto solo per 30 persone: poche “camere” di neve, finemente decorate da artisti Inuit venuti dal Canada proprio per arredare gli igloo. Di notte, il caldo è assicurato da soffici pelli di agnello e da sacchi a pelo termici. C’è anche la possibilità di fare escursioni notturne con le racchette da neve accompagnati dalle guide del posto.

A 1800 metri d’altitudine, nel bucolico paesaggio lungo il Trubsee, d’estate ricoperto di prati, d’inverno una distesa bianca senza fine, sorge l’hotel-igloo Engelberg Titlis. Sette igloo, per sei o due persone, attrezzati con ogni comfort, dalla spa riscaldata all’aperto al ristorante che serve fonduta no stop. Certo, lo spirito di adattamento resta una condizione necessaria.

Nel cantone dei Grigioni, a Disentis Sedrun, l’igloo per dormire bisogna costruirselo. Insieme ad “architetti” del ghiaccio si modella la neve per creare il rifugio. Per sicurezza, meglio portarsi da casa sacco a pelo, materassino e una tenda da campeggio, in caso andasse storto qualcosa.
L’esperienza da eschimese da quest’anno si fa anche a Davos, paradiso sulle Alpi svizzere rinomato per l’area sciistica di Parsenn. Dopo la giornata sulle piste, pronti ad accogliere gli sportivi ci sono 17 igloo indipendenti collegati da lunghi corridoi. Anche qui non manca l’angolo benessere, con sauna integrata e idromassaggio ghiacciato a 2620 metri.

La specialità dell’Oberland bernese è la cucina. Esperienza meno dura ma altrettanto affascinante è quella di mangiare tra le nevi, nella neve. Per i gourmet due soluzioni: a Gstaad, in cima all’Eggli, la montagna simbolo della regione, c’è l’igloo-bar dove gustare la fondue al gruyère. Stesso menu ad Adelboden nel ristorante di ghiaccio sull’Engstligenalp, l’altopiano più vasto delle Alpi svizzere occidentali. Obbligatoria la prenotazione.

Fonte: www.corriere.it

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