Domani a Milano il mercatino di vecchi libri

Condividi questo articolo su :

Domenica 14 settembre ritorna a Milano il tradizionale mercatino «Vecchi libri in piazza», che si svolge tra le 10 e le 17 nei portici meridionali del Duomo e in piazza Diaz. Si terrà ogni seconda domenica del mese, anche se il prossimo anno l’appuntamento di aprile sarà anticipato per la Pasqua e l’edizione di maggio — così riferiscono fonti ben informate — si realizzerà direttamente in piazza Duomo con uno sconfinamento in corso Vittorio Emanuele.

Domenica 14 settembre ritorna a Milano il tradizionale mercatino «Vecchi libri in piazza», che si svolge tra le 10 e le 17 nei portici meridionali del Duomo e in piazza Diaz. Si terrà ogni seconda domenica del mese, anche se il prossimo anno l’appuntamento di aprile sarà anticipato per la Pasqua e l’edizione di maggio — così riferiscono fonti ben informate — si realizzerà direttamente in piazza Duomo con uno sconfinamento in corso Vittorio Emanuele.

In tal caso si parla di oltre 200 bancarelle. È ormai un appuntamento per bibliofili e cacciatori di cose esaurite, ma anche per gli studenti che sovente qui trovano materiale per tesi e ricerche.

Ovviamente è una festa per i malati di febbre cartacea che si aggirano con i loro elenchi tra una postazione e l’altra. Con le sue cento e più bancarelle, quello di piazza Diaz è ormai il mercatino all’aperto più grande d’Europa. Ci sono tomi d’antiquariato ma soprattutto si rivedono i libri perduti del Novecento o quelli mai conosciuti. Ormai fa da Borsa: è diventato un riferimento anche per i prezzi. Certo, non mancano sorprese, giacché qui la scorsa stagione è stata venduta una copia originale del Brindes (dicembre 1815) di Carlo Porta per 80 euro. L’acquirente — narrano le cronache che si sussurrano i bibliofili — saltellava come un merlo dopo il colpaccio, così come fece chi riuscì ad aggiudicarsi una prima assoluta del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa per 100 euro.

Ma questi non sono che semplici esempi: in piazza Diaz ce n’è per tutte le teste e per ogni tasca. Ritornando nella normalità o quasi, diremo, per esempio, che è stata venduta — il riferimento è sempre la scorsa stagione — una carta topografica di Milano acquarellata a mano del 1878 per 500 euro (dimensioni 60×60, con cornice); inoltre la prima edizione de La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati (Mondadori 1945, con la rarissima sovracoperta editoriale) è stata ceduta a 150 euro. Molte cose di Manzoni: de I Promessi sposi sono state messe all’incanto sia la primizia in tre volumi del 1825-27 (6 mila euro), sia la definitiva del 1840 con le incisioni di Gonin (2 mila euro); nè è mancata la prima dell’Adelchi (Milano 1822, a 750 euro).

Certo, può esserci una sproporzione tra i prezzi, ma questo è il bello del mercato, o per dire meglio: del mercatino. Tra le bancarelle di piazza Diaz si incontra, come dicevamo, sia lo studente che il professore, ma è anche il luogo che più di ogni altro richiama volti noti. Umberto Eco è un frequentatore assiduo (cerca tomi del Seicento, testi esoterici e filosofici, oltre a taluni fumetti), Fabio Fazio insegue cose parigine, Oliviero Diliberto qui ha addirittura completato la sua collezione della Bur (quella grigia, la mitica in 2487 numeri corrispondenti a 912 volumi), Marcello Dell’Utri è onnivoro e anche in Diaz spera di placare la sua sete di prime edizioni. Di più: Leandro Cantamessa, avvocato del Milan e massimo esperto di questioni giuridico- sportive, non molla l’astrologia di alto valore editoriale nemmeno in questa piazza; Mario Scognamiglio, direttore de «L’Esopo» e antiquario raffinato, insegue (sovente in coppia con il professore di diritto aeronautico Cesare Fabozzi) il Settecento francese.

Tra i bancarellai troverete persone squisite e colte: Gianandrea Ferrari di Reggio Emilia ha cose anarchiche e socialiste (ma porta anche vino e salame per colleghi e amici); le due signore della libreria Tara di Roma propongono numerosi titoli di filosofia, mentre il professor Miglino ha rarità del Novecento (che tratta con tocco da orefice). Ancora: la libreria Bottazzi di Voghera mostra interessanti titoli su fascismo e resistenza, Claudio Magiacasale ha libri di viaggio, di medicina e per i patiti dei cavalli, Giovanni Sgarban arte a volontà, Angelo Bisi anche foto ottocentesche, Luciano Zagari di Prometeo inonda la bancarella di occasioni ma è sempre pronto a soddisfare le richieste (soprattutto di cose socialiste), Moschetta padre e figlio puntano sull’esposizione più scintillante e curata.

Qui dobbiamo interrompere l’elenco, ché sarebbe impossibile completare. L’evento di piazza Diaz nacque nel maggio 1995 (allora era 20 banchi) per iniziativa di Sergio e Maurizio Malavasi, titolari dell’omonima libreria antiquaria milanese e fondatori di «maremagnum.com», il più grande sito italiano di libri esauriti e di antiquariato. Ma proprio su codesto sito, nel quale navigano 6 milioni abbondanti di titoli, alla voce «mostre» si possono trovare tutte le altre informazioni su piazza Diaz. Quelle che la tirannia dello spazio ci ha impedito di scrivere.

Fonte: www.corriere.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: