Divanetti in Economy Class

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E’ l’incubo di molti passeggeri. Viaggiare ore e ore in aereo, magari verso una meta esotica per una meritata vacanza, e ritrovarsi con schiena a pezzi e collo dolorante a causa di sedili scomodi e non reclinabili o quasi. Ma ora c’è la soluzione al problema. Si chiama Cuddle Class, letteralmente "classe che abbraccia, che coccola" e l’ha trovata la Air New Zealand. Si tratta di un’area in cui sedili hanno un design innovativo, tale da permettere ai passeggeri di sdraiarsi come se fossero a letto.

E’ l’incubo di molti passeggeri. Viaggiare ore e ore in aereo, magari verso una meta esotica per una meritata vacanza, e ritrovarsi con schiena a pezzi e collo dolorante a causa di sedili scomodi e non reclinabili o quasi. Ma ora c’è la soluzione al problema. Si chiama Cuddle Class, letteralmente "classe che abbraccia, che coccola" e l’ha trovata la Air New Zealand. Si tratta di un’area in cui sedili hanno un design innovativo, tale da permettere ai passeggeri di sdraiarsi come se fossero a letto.

Una sorta di cuccetta, insomma. Un’opzione per ora lontana dalle nostre "lande", impiegata perlopiù su tratte transpacifiche o nella più vicina delle ipotesi transatlantiche, ma che potrebbe avere un seguito, alternativa alle opzioni recenti, che vanno dalla premium economy di molte compagnie, che semplicemente "allungano" lo spazio longitudinale, a quella, molto più terra-terra, di sovrapprezzare le file di sedili collocate vicino all’uscita d’emergenza.

Per ricavare lo spazio necessario è stato eliminato il poggia gomito tra i sedili e introdotto un pannello poggiapiedi imbottito che si alza fino ad arrivare a livello del sedile.   Due passeggeri hanno bisogno di tre sedili per sdraiarsi. Due a prezzo pieno e uno, il terzo, scontato della metà. Si parla di una cifra tra i 500 e gli 800 dollari per un volo notturno.
 
Il progetto di rendere più comodi i sedili degli aerei, per far sì che anche il sonno fosse più confortevole, è partito nel 2004, quando la Air New Zealand commissionò 17 nuovi Boening 787 e 777. Addirittura la compagnia, da tempo nella top ten delle migliori al mondo, mise in piedi un laboratorio nel centro di Auckland.con un team di esperti che si occupassero di tutte le ricerche in merito.
 
Molteplici le idee e i tipi di sperimentazione che si sono avvicendati nel tempo. Problema numero uno è sempre stato cercare di arrivare a una soluzione che rientrasse negli standard di sicurezza. Altra questione è legata a come commercializzare questi "sedili letto", da un lato non paragonabili a quelli della business class ma dall’altro nemmeno a livello della classe turistica. Vendere i posti culla implicava creare una nuova classe, il che poteva essere problematico per i sistemi di prenotazione dei computer.

"Così, tra un problema e l’altro, fummo costretti a parcheggiare il progetto anche se eravamo sicuri che ne avremmo riparlato", racconta il responsabile del gruppo di sviluppatori Kerry Reeves.  Promessa mantenuta. Tempo dopo la Air New Zealand ordinò ai suoi fornitori di produrre modelli dimostrativi di sedili-letto. Non solo: la compagnia invitò alcuni alcuni suoi clienti e membri dello staff a testarli, ricreando l’atmosfera che si respira a bordo di un volo di tre ore. E dunque informazioni di sicurezza, distribuzione di sandwich e succo d’arancia, rumori e intrattenimento a bordo dell’aeromobile. Addirittura vennero arruolati degli attori per interpretare i tipici comportamenti dei passeggeri nel tentativo di ricostruire un ambiente il più vicino possibile a quello reale.

Tanto sforzo che portò a risultati totalmente diversi dalle previsioni: invece di apprezzare lo spazio in più, i clienti odiavano i nuovi sedili. Alcuni raccontarono di essersi sentiti come seduti nel mezzo di una stanza mentre tutti li fissavano.  Alla fine la compagnia ha deciso di installare i sedili-letto nei corridoi laterali da tre posti e non nella fila centrale da quattro in modo tale da far sentire le persone meno esposte agli occhi degli altri.
 
Per il momento l’esperimento funziona. E dalle critiche, i passeggeri sono passati ai complimenti. "E’ così semplice, perché nessuno ci ha pensato prima?". Le richieste per viaggiare in cuddle class sono tante. Basti pensare che su un volo Los Angeles-Auckland del mese scorso sono stati venduti 15 dei 20 posti disponibili sui sedili-letto. Vista la loro popolarità, la compagnia sta già pensando di aggiungerne di nuovi. E anche i concorrenti non stanno a guardare. "Abbiamo già ricevuto tante domande da altre compagnie", fanno sapere dalla Air New Zealand.
 
Circa la metà delle "culle" sono stati acquistate da coppie. Seguono le famiglie. Poco conveniente questa soluzione per i single, visto che il costo di un sedile letto, cioè due sedili a prezzo pieno e uno scontato del 50 per cento, è molto vicino a quello di un posto in business class.
 
Una soluzione azzeccata. Tuttavia, anche in questo caso, le limitazioni non mancano. Per ricavare lo spazio necessario, la Air New Zealand è infatti dovuta intervenire sui propri aerei. Stringendo i corridoi, ad esempio. E siccome il "letto" è lungo non più di un metro e mezzo, la maggior parte delle persone deve piegare le gambe per evitare che i propri piedi finiscano in mezzo al passaggio. Scomodo, forse, ma si può sempre migliorare.

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