Disneyland arriva a Shanghai

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Eurodisney continua a essere la destinazione turistica europea più gettonata. I dati ufficiali saranno resi noti solo tra una decina di giorni, ma già si parla di una riconferma del risultato record ottenuto nel corso della passata stagione quando i visitatori furono 15 milioni e 300 mila. Dopo un avvio a chiaroscuri, il resort parigino – che comprende i parchi Disneyland e Disney Studios, il Disney Village e un complesso alberghiero, ha consolidato con il tempo la propria presenza e la propria forza economica riuscendo nel 2008, dopo anni di investimenti da recuperare, a registrare anche degli utili.

Eurodisney continua a essere la destinazione turistica europea più gettonata. I dati ufficiali saranno resi noti solo tra una decina di giorni, ma già si parla di una riconferma del risultato record ottenuto nel corso della passata stagione quando i visitatori furono 15 milioni e 300 mila. Dopo un avvio a chiaroscuri, il resort parigino – che comprende i parchi Disneyland e Disney Studios, il Disney Village e un complesso alberghiero, ha consolidato con il tempo la propria presenza e la propria forza economica riuscendo nel 2008, dopo anni di investimenti da recuperare, a registrare anche degli utili.

Il 12 agosto di quell’anno ha varcato i tornelli il 200 milionesimo visitatore dal giorno del taglio del nastro, nell’ormai lontano 1992. E oggi il resort è uno dei simboli di Parigi, al punto che Bernie Ecclestone, patron della Formula Uno, lo ha preso in considerazione come possibile alternativa a Magny Cours come location per il Gran Premio di Francia.

RADDOPPIO CINESE – Non altrettanto bene sembrano essere andate le cose nell’ultimo nato tra i parchi Disney del mondo, quello di Hong Kong, dove i risultati sono stati al di sotto delle aspettative (ci sono però nuovi piani di investimento per aumentare l’offerta di attrazioni e per rilanciarne l’immagine), ma questo non frena l’interesse della compagnia per l’area asiatica, dove è operativo anche il Disney World di Tokyo. Nei giorni scorsi, infatti, il governo cinese ha dato il proprio via libera alla realizzazione di un nuovo parco dei divertimenti a Pudong, nell’area commerciale di Shanghai. Un disco verde che era atteso da circa vent’anni e che può ora dare il via alla fase progettuale del nuovo complesso, il cui costo complessivo è stimato in circa 3,5 miliardi di dollari – uno dei più grandi investimenti stranieri nel Paese di tutti i tempi – e che richiederà almeno cinque o sei anni di lavori. Due parchi nella stessa nazione (Hong Kong dal punto di vista geografico è Cina) era un privilegio fino a ora concesso alla patria di Topolino, gli Stati Uniti, che ne hanno uno sulla costa atlantica, in Florida, e uno su quella pacifica, in California. Ma con un miliardo e 300 milioni di abitanti, oltre a tutto il potenziale bacino dell’area asiatica, la Cina è considerata un mercato in forte sviluppo, dove c’è spazio per entrambi. Di più: cadute, almeno in gran parte, le ostilità nei confronti della cultura occidentale e considerando il livello di crescita dell’economia cinese e quindi il numero sempre maggiore di persone che possono essere considerate potenziali clienti, gli strateghi della Disney arrivano a ipotizzare – secondo quanto riporta l’International Herald Tribune – un successo pari a quello del Disney World di Orlando, il capostipite dei «Topo-parchi», che viaggia su quote di 45 milioni di visitatori ogni anno. Non a caso l’amministratore delegato della Walt Disney Co. è arrivato a parlare del via libera dato da Pechino come di una «pietra miliare» per lo sviluppo della compagnia.

LA VISITA DI OBAMA – Il benestare del governo centrale – a cui dovrà fare ora seguito la trattativa sui dettagli del complesso tra la Disney e le autorità di Shanghai – è arrivato a pochi giorni dall’arrivo in visita ufficiale del presidente Usa, Barack Obama, e la coincidenza è stata fatta notare da più parti, considerando il lungo tira e molla che ha preceduto la decisione di Pechino. Tuttavia potrebbe essersi trattato semplicemente di una scelta di realpolitik, ora che l’economia di mercato sta iniziando a fare breccia anche in Cina e in considerazione delle migliaia di posti di lavoro che la struttura porterebbe a cui si aggiungerebbero tutti quelli dell’indotto e del movimento turistico conseguente, come ha dimostrato appunto l’esperienza francese.

L’EUROPA VA IN CROCIERA – L’Europa, dal canto suo, non starà immobile: non ci sono per ora i presupposti per un secondo resort, ma la Germania farà partire il prossimo anno le prime Disney Cruises, le crociere su enormi navi trasformate di fatto in parchi di divertimenti che transiteranno anche nel Mediterraneo (si parla di una possibile tappa in Sicilia) e che già stanno avendo grande successo negli Usa.

Fonte: www.corriere.it

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