Dalmazia verde

Condividi questo articolo su :

Un lembo lussureggiante di Mediterraneo, prediletto dai turisti italiani per la facile raggiungibilità e perché regno di mare, sole, paesini di pietra, gemme architettoniche, buon vino, cucina a base di pesce: la Dalmazia è il cuore dell’Adriatico croato (http://croatia.hr), ideale per chi cerca spiagge suggestive  e fondali per immergersi, ma anche per i novelli eco-turisti che non vogliono oziare e sono alla ricerca di una vacanza "verde" con tutta la famiglia o con un gruppo di amici.
 

Un lembo lussureggiante di Mediterraneo, prediletto dai turisti italiani per la facile raggiungibilità e perché regno di mare, sole, paesini di pietra, gemme architettoniche, buon vino, cucina a base di pesce: la Dalmazia è il cuore dell’Adriatico croato (http://croatia.hr), ideale per chi cerca spiagge suggestive  e fondali per immergersi, ma anche per i novelli eco-turisti che non vogliono oziare e sono alla ricerca di una vacanza "verde" con tutta la famiglia o con un gruppo di amici.
 

La regione meridionale della Croazia inizia ai piedi del Velebit, considerato il "re" delle montagne croate, e si estende fino all’estremità della regione di Dubrovnik garantendo al viaggiatore in cerca di natura e paesaggi incontaminati una sorpresa dietro l’altra. I gioielli naturalistici non sono solo marini, come il Parco Nazionale dell’arcipelago Kornati, ma sono custoditi anche nell’entroterra, seguendo il percorso di fiumi, lasciandosi incantare da cascate, canyon, gole, laghi e boschi.
 
Una settimana a disposizione è sufficiente per un itinerario nelle regioni di Spalato, Sebenico e Zara, che coniughi un po’ di mare, percorsi storici e culturali e soprattutto una full immersion di verde e natura alla scoperta di almeno un paio dei parchi nazionali più affascinanti del Paese. L’ideale è disporre di un’auto, propria o in affitto, in modo da avere libertà di spostamenti e riuscire in pochi giorni ad affiancare più tappe. Split (Spalato – www.dalmatia.hr) è un buon punto di partenza, facilmente raggiungibile dall’Italia sia in aereo (con Croatia Ailines o la low-cost EasyJet, con quest’ultima dal 5 luglio) sia via mare da Pescara o Ancona con numerosi operatori (Jadrolinija, Bluline e Snav per i traghetti). In quest’ultimo caso sul portale www.traghettilines.it si trovano numerose soluzioni di trasporto, auto compresa: in due, con un veicolo di medie dimensioni, si spende a partire da 500 euro per la tratta di andata in cabina interna.
 
Spalato sorge "nel posto più bello del mondo", dove nel lontano 305 a.C. l’imperatore Diocleziano fece erigere la sua residenza estiva per trascorrervi gli ultimi anni di vita. Oggi l’antica dimora è patrimonio culturale mondiale dell’Unesco ed è il fulcro della vita culturale della città, racchiuso in mura possenti e torri. La cattedrale di San Doimo occupa da secoli il Mausoleo dell’imperatore, costruito a cavallo fra il III e il IV secolo. Al di fuori delle mura del palazzo si può passeggiare nella piazza neo-rinascimentale Prokurative, oppure si può visitare uno dei tanti musei spalatini. Raccomandati il Museo archeologico croato e il Museo nazionale marittimo croato. Nell’antichità il centro di Spalato era Salona, i cui ruderi oggi si possono visitare appena fuori città.
 
Dopo un giorno e una notte a Spalato, di buon mattino si inforca il volante alla volta di Sibenik, Sebenico (www.sibenikregion.com). La strada più veloce per arrivare è senz’altro l’autostrada A1 Sibenik/Zagreb (circa 40 minuti dal centro di Split), ma un’alternativa allettante (un po’ più di un’ora per un’ottantina di chilometri) è percorrere la via panoramica che costeggia il mare e che consente due soste intermedie da non lasciarsi sfuggire: Trogir, città-isola museo a cielo aperto con la cattedrale patrimonio dell’Unesco, e Primosten, le cui vigne sono un esempio della tenacia umana in un ambiente naturale ostile (una foto di questo paesaggio è presente anche su una parete dell’atrio del palazzo dell’Unesco).
 
Un giorno a Sebenico – la città del re Kresimir, fondata mille anni fa dai Croati – è doveroso, in particolare per visitarne il centro storico, per ammirare la cattedrale gotico-rinascimentale di San Giacomo (patrimonio Unesco), risalente al XV e XVI secolo, e anche un mini tour di una bellezza più moderna: la nuova biblioteca comunale "Juraj Sizgoric". Da non perdere le fortezze di San Michele, San Giovanni, Subicevac e San Nicola. Una buona idea per pernottare, distante sei chilometri dalla città, può essere Camping Solaris, che tra l’altro propone gite interessanti alla scoperta del mare e dell’entroterra. Soluzione alternativa, per chi cerca anche una pausa spirituale, sono gli alloggi gestiti da don Stipe a Draga (Primosten), nelle cosiddette "corti di Jurlina", protette da Governo come oggetto d’antiquariato, un gruppo di case in pietra fatte in forma di un cerchio che creano un cortile chiuso.
 
Dal punto di vista enogastronomico questo angolo di Dalmazia offre specialità da leccarsi i baffi: il prosciutto crudo di Drnis, il formaggio di pecora di Misina e il vino rosso Babic di Primosten. Ricco il menu di pesce: sardine, filetto di tonno fresco alla griglia. Da assaggiare il soparnjak, una semplice pasta farcita con una miscela di olive, fichi e olio d’oliva, arrotolato e cotto in forno, servito freddo. La torta di Skradin è un ottimo dessert.
 
Il terzo giorno di viaggio può essere dedicato interamente, e senza rimorsi, al Parco Nazionale di Krka (www.npkrka.hr), che prende il nome dal fiume che rende verde l’entroterra dell’area di Sebenico: la città sorge proprio alla sua foce, mentre la fonte del fiume è situata più a Nord, in corrispondenza di Knin. Krka è perfetta per chi ama la natura e in più, con le temperature estive, è un ottimo rimedio alla canicola delle spiagge. Le sue cascate, ben sette, nate grazie al depositarsi del travertino, sono le attrazioni maggiori, visitabili seguendo i tanti percorsi di trekking in maniera autonoma o con una delle visite guidate, anche in battello, organizzate nel Parco. La cascata più estesa è la Roski slap, incastonata fra le pareti rocciose del canyon e la fitta vegetazione, ma la più conosciuta – e anche la più imponente – è la Skradinski buk, che vanta 17 gradini per un dislivello complessivo di 46 metri. I sentieri indicati dalle cartine del parco spesso seguono vie molto antiche e non a caso prevedono il passaggio su piccoli ponti di pietra, mentre se si vuole optare per brevi pause l’area del parco è disseminata di antiche case di pietra con vecchi alberi. Il fiume scorre nel letto del canyon solo per due terzi, mentre per il resto dà origine ad alcuni laghi. Il maggiore ospita un isolotto, una specie di "intruso" verde nel blu dell’acqua, dimora del convento di Visovac, che si può raggiungere in barca. L’ingresso meridionale del parco, dove si trova anche il Centro Informazioni, è a Skradin, dove si può decidere di pernottare. L’hotel Skrandiski buk, tre stelle, offre ospitalità anche in appartamenti oltre che nelle stanze d’albergo (a luglio e agosto per la camera doppia con prima colazione si spende 89 euro a notte). Dopo la cena si può però anche decidere di proseguire direttamente per Zara.
 
Zadar (www.tzzadar.hr/it), in croato, vanta tremila anni di storia e anche il maggior foro romano riportato alla luce sulla sponda orientale dell’Adriatico. Una visita alla città non può prescindere da una tappa alle chiese romaniche di Sant’Anastasia e San Crisogono, alla chiesa di San Donato, simbolo della città. Sul lungomare il peculiare complesso architettonico dell’Organo marino e del Saluto al sole, concepiti dall’architetto Nikola Basic. Consigliata la visita anche al Museo del vetro antico. Un rito singolare al quale può essere interessante partecipare è quello del caffè mattutino nei piccoli bar del centro: l’odierno Forum è stato continuativamente aperto dal 1796. La vita notturna offre divertimento anche ai più giovani: l’aperitivo per eccellenza è il Maraschino, il liquore da dessert dell’amarena autoctona Maraska. A Petrcane, nei dintorni di Zara, dal 6 al 13 luglio c’è il Garden Festival (www.thegardenfestival.eu), appuntamento da segnare in agenda.

Dopo una doverosa giornata di passeggiate in città per ammirarne le bellezze storiche e artistiche, il quinto giorno di viaggio può essere dedicato al volto montuoso della contea zaratina, che comprende la parte meridionale del Parco naturale del Velebit (la montagna, lunga 150 chilometri, è stata dichiarata dall’Unesco riserva mondiale della biosfera), ovvero il Parco nazionale della Paklenica. L’area si estende su una superficie di 96 chilometri quadrati e nonostante il suo aspetto aspro e selvaggio è facilmente raggiungibile sia dalla strada litoranea, sia dall’autostrada. I must della visita sono le due gole di Velika e Mala Paklenica, vere e proprio fenditure, dal basso, che spaccano la montagna. L’area protetta è impreziosita da un patrimonio botanico e faunistico molto ricco (in particolare farfalle e rapaci). Esplorare il parco non è difficile grazie alla frequente segnaletica: la stessa grotta di Velika Paklenica può essere visitata da tutti, anche da famiglie con bambini, seguendo il sentiero di trekking segnato lungo il vecchio percorso che un tempo le donne attraversavano per trasportare il sale del litorale e il grano. Ingresso del parco è Starigrad (www.rivijera-paklenica.hr/it), località piccola e quieta a un’oretta d’auto da Zara, sorta sulle rovine dell’antica città romana di Agyruntum, che è il centro della riviera di Paklenica (la spiaggia è di ghiaia).

Per l’ultimo giorno di soggiorno in terra dalmata, Zara è il punto di partenza ideale per una gita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (www.np-plitvicka-jezera.hr/it e www.tzplitvice.hr), situato a poco più di 130 chilometri. Sebbene l’estensione dell’area protetta sia di quasi 30mila ettari, una giornata è sufficiente per ammirarne gran parte dei laghi e delle cascate, riposare dopo uno spuntino (da assaggiare il kiselo mlijeko, il latte acido, offerto in tutti i ristoranti della zona), senza dover "correre". Dichiarati patrimonio Unesco nel 1979, i Laghi di Plitvice sono diventati negli anni ’70-’80 meta assai gettonata del turismo internazionale. Una battuta d’arresto c’è stata soltanto durante la guerra croata d’Indipendenza (1991-1995), quando la zona fu interdetta ai visitatori e l’infrastruttura turistica praticamente distrutta. Frangente che non ha impedito all’industria turistica di riprendersi in fretta, tanto che già nel 2006 il parco ha ospitato 860mila turisti. Rifugio per gli amanti della natura e ispirazione per artisti, i Laghi di Plitvice offrono la possibilità di fare escursioni, percorsi con traghetti elettrici e trenini panoramici, canottaggio. Esplorare l’area è possibile anche seguendo le piste ciclabili intorno ai laghi. Se si sceglie di pernottare in zona, all’interno del parco si trovano alloggi privati, alcuni buoni alberghi anche campeggi. Fra questi quello di Korana, situato in una posizione suggestiva, in pianura sopra il canyon del fiume omonimo.
 
Alla fine della settimana non resta che tornare in Italia. Il rientro può avvenire da Zara se si è arrivati in traghetto con la propria auto (in questo caso si ritorna al porto di Ancona); altrimenti si torna a Spalato, si lascia la macchina all’autonoleggio, e si rincasa in aereo (con questo mezzo da Zara per il nostro Paese si viaggia via Zagabria). La settimana non sarà stata certamente all’insegna del riposo, ma avrà lasciato ricordi e impressioni importanti, nonché la rigenerazione di mente e corpo grazie a madre natura.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: