Cuba, il cimitero di Colon

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Il custode lucida le cadillac per guadagnare qualche dollaro all’ombra lieve dei flamboyant. Un ovo taxi a pedali sgattaiola tra le bianche tombe barocche. Una banda di muchacho gioca a baseball tra le lapidi, incurante delle urla lanciate dalle madri che hanno preparato bocadillos all’uovo stendendo la tovaglia sopra la tomba dell’amato defunto protetta da un albero di palma. Nel cimitero di Colon, inaugurato a fine ‘800 sui campi coltivati a verdura dagli immigrati cinesi nei boschi intorno al Vedado, l’idea della morte sembra lontanissima.

Il custode lucida le cadillac per guadagnare qualche dollaro all’ombra lieve dei flamboyant. Un ovo taxi a pedali sgattaiola tra le bianche tombe barocche. Una banda di muchacho gioca a baseball tra le lapidi, incurante delle urla lanciate dalle madri che hanno preparato bocadillos all’uovo stendendo la tovaglia sopra la tomba dell’amato defunto protetta da un albero di palma. Nel cimitero di Colon, inaugurato a fine ‘800 sui campi coltivati a verdura dagli immigrati cinesi nei boschi intorno al Vedado, l’idea della morte sembra lontanissima.

Oltrepassato l’Arco di Trionfo, si resta quasi accecati dall’abbacinante chiarore delle tombe, esaltato dall’azzurro del cielo. Le cappelle sembrano un modellino dei palazzi sontuosi dell’Avana coloniale con archi, colonne, monumenti funebri in marmo di Carrara e granito, figure alate, cherubini che fanno di questo campo santo non soltanto il più grande delle Americhe, ma anche il più interessante sul piano artistico. Farsi seppellire qui, nel cimitero dedicato a Cristoforo Colombo, era infatti motivo di vanto per le più agiate famiglie della città habanera che sceglievano sculture degne di un museo europeo per fare una scolta leggiadra ai propri cari. Non ci sono fiori, forse perché costano troppo, sulle tombe del cimitero di Colon, tranne che su quella di Amelia Goyri de la Hoz, fiori di ogni colore, ma anche giocattoli, scarpe da ballo, fotografie, corredi per battesimi.

Sono doni lasciati dai devoti al "culto" della Milagrosa che giungono a centinaia, ogni giorno, per chiedere una grazia o omaggiare la protettrice delle giovani madri e delle puerpere per averla ricevuta e si inginocchiano sulla tomba di questa giovane donna morta nel 1903 a soli 23 anni. Prima che cali l’oscurità, poi, le suore di Madre Teresa di Calcutta in corteo vengono a raccogliere tutti i regali e le offerte per donarli agli orfani de l’Avana, compiendo un rituale ben preciso: bisogna girare intorno alla tomba in senso antiorario, depositare fiori freschi e allontanarsi tenendo lo sguardo fisso sulla statua che raffigura la donna col bimbo in grembo. Eppure fu proprio questa fama di cui era probabilmente geloso, lui che non voleva dividere con nessuno il culto per la sua adorata compagna, a far morire di crepacuore il marito di Amelia dopo che per tanti anni, tutte le mattine, si recava al sepolcro della moglie, la svegliava battendo il bastone sulla tomba, e trascorreva l’intera giornata a parlarle. Josè Vicente volle seppellire la sua amata Amelia insieme al figlioletto morto pochi giorni prima nella tomba offerta dalla famiglia dell’amico Gaspar Betancourt in sfregio ai marchesi Balboa, i genitori di Amelia, che si erano tenacemente opposti al matrimonio.

Quando, qualche anno dopo, le salme furono riesumate, i due corpi furono rinvenuti abbracciati. Da quel giorno nacque la leggenda della Milagrosa. Che è solo una delle tante che circolano sul cimitero di Colon. C’è ad esempio il monumento funebre in memoria dei pompieri, c’e’la tomba dell’Amore: il vedovo Modesto ogni pomeriggio sul far della sera intonava un concerto di violino in memoria della sua amata Margherita. Le sue sonate divennero cosi popolari che, alla sua morte, i figli continuarono a suonare in ricordo di entrambi i genitori. Ora le coppie di innamorati si fermano per un saluto ai due immortali amanti. Del resto il Cimitero di Colon – unico luogo in cui Fidel Castro ha mantenuto il diritto di proprietà privata – è un luogo non soltanto devoto al culto dei defunti ma anche di passeggio, come una calle de l’Avana centro, che prevede altri riti ben precisi come un cenno di saluto alla poetessa Dulce Maria Loynaz, autrice di versi rimasti indimenticati dal popolo cubano come m "murió de madrugada y era dulce como todas las niñas". Anche le tombe più anonime, che rappresentano la maggior parte delle quasi 800 mila presenti nel campo santo cubano, cinte da cancelli in ferro battuto ormai arrugginiti, sembrano bianche lenzuola sui quali cadono petali di flamboyant. Le guide improvvisate – anziani e giovani studenti sono pronti a offrire i loro – giurano che di notte in questo luogo i fantasmi volteggino e facciano piroette. Ma chi ha voglia di verificarlo?

INFORMAZIONI
Il Cimitero de Colon si trova nel quartiere del Vedado, vicino a Plaza de la Rivolucion. Lo si raggiunge in taxi per due dollari americani o salendo su uno dei tanti cammelli, gli autobus doppi diretti a Plaza de la Rivolucion. Gli stranieri devono pagare un biglietto per entrare al cimitero che costa cinque pesos convertible

Fonte: www.lastampa.it

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