Crociera in Groenlandia

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Gli iceberg e i fiordi bianchi della Groenlandia. I geyser islandesi e le scogliere a picco sul mare delle isole Fær Øer. Alla scoperta di una terra selvaggia, fatta di natura estrema e paesaggi mozzafiato. Che si può esplorare solo via mare sulle grandi regine degli oceani. Con tutti i comfort a bordo.

Gli iceberg e i fiordi bianchi della Groenlandia. I geyser islandesi e le scogliere a picco sul mare delle isole Fær Øer. Alla scoperta di una terra selvaggia, fatta di natura estrema e paesaggi mozzafiato. Che si può esplorare solo via mare sulle grandi regine degli oceani. Con tutti i comfort a bordo.

Fiordi, ghiacciai, vulcani, iceberg e balene. Sono gli scenari maestosi di incredibile bellezza del Grande Nord, una terra ancora in molti tratti selvaggia, da esplorare fino in Groenlandia, l’isola più estesa del mondo. Il modo migliore è una crociera di 20 giorni a bordo di Costa Deliziosa oppure, per chi ha meno tempo a disposizione, itinerari più brevi che toccano l’Islanda e le isole Fær Øer con Giver, sulla motonave Kristina Katarina.

Si parte da Amsterdam destinazione Bergen, seconda città della Norvegia, uno dei mercati più fiorenti di tutta Europa ai tempi della Lega Anseatica. Pregevole il Bryggens Museum così come la chiesa di St. Mary, del XII secolo.

Ripresa la navigazione si approda in Islanda ad Akureyri (15 mila abitanti), un porto naturale di straordinaria bellezza, difeso da una lunghissima insenatura. Siamo a soli 100 chilometri dal Circolo Polare, in uno dei pochi angoli dell’Islanda che si è mantenuto sempre sgombro dai ghiacci (con splendidi patrimoni floreali e botanici). Alle terme di Mývatn ci si può rilassare avvolti in nuvole di vapore che fuoriesce da una profonda fenditura della superficie terrestre.

Poi di nuovo in navigazione verso la Groenlandia, Terra verde per gli islandesi, ma la cui superficie è coperta per l’80 per cento dai ghiacci (fino a 400 metri di spessore). Dopo tre giorni si approda a Nuuk, la capitale, sulla costa occidentale: 15 mila abitanti, raggiungibile solo via mare, sulla bocca del fiordo di Godthåbsfjorden, fondata da un missionario norvegese nel 1721, ma già abitata dai Vichinghi nel X secolo. Il monte Gunnbjørn svetta con i suoi 3700 metri. Nuuk è un punto di partenza per le escursioni nell’entroterra tra i pittoreschi paesaggi glaciali. Si possono visitare il Museo Nazionale Groenlandese con le famose mummie di Qilakitsoq. Da non perdere l’escursione a bordo di una barca equipaggiata con i più sofisticati sistemi radar per l’avvistamento delle balene.

La seconda tappa in Groenlandia è Ilulissat, terza città dell’isola situata nella Baia di Disko. In realtà è un piccolo villaggio di nemmeno 5000 abitanti, il cui personaggio più famoso fu il grande esploratore del Polo Nord Knud Rasmussen, a cui è dedicato un museo. In questa zona, dal ghiacciaio di Sermeq Kujalleq, largo cinque chilometri, il più grande del mondo al di fuori dell’Antartide, si staccano giganteschi iceberg, tra cui a suo tempo anche quello del Titanic (il fiordo gelato di Kangia è dichiarato Patrimonio dell’Umanità).

Lasciata la Groenlandia, la rotta punta nuovamente sull’Islanda, verso Reykjavík: 119 mila abitanti, città ordinata e pulitissima, e completamente riscaldata dal vapore proveniente dal sottosuolo. Il Laugavegur, la strada principale del centro, è un gioiello. La Perla invece è un modernissimo edificio sormontato da una cupola che di notte s’illumina grazie all’attività geotermale sottostante. Dopo un altro giorno di navigazione ecco Tórshavn, capitale dell’arcipelago delle Fær Øer formato da 18 isole selvagge. Sono il paradiso degli ornitologi: alte scogliere a picco, 100 mila uccelli migratori ogni anno, cascate, montagne, boschi, casette con il tetto di torba e ricoperto di erba.

L’ultima tappa del viaggio è la scozzese Invergordon. La città è famosa per il gin Gordon, per lo scotch whisky Glen Ord, per essere stata la base militare più importante della Royal Navy e della Raf nel secondo conflitto mondiale, per il Balnagown Castle, acquistato nel 1973 da Mohamed Al-Fayed, e perché è a due passi dai misteri di Loch Ness, il lago più profondo del Paese.

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