Cosa rubiamo dagli hotel

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I topi d’albergo sono sempre esistiti, ma talvolta sono proprio i clienti a vestire i panni del ladro. Ne sa qualcosa il sito venere, specialista europeo delle prenotazioni alberghiere online, che ha raccolto una lunga serie di segnalazioni di oggetti spariti «misteriosamente» dalle stanze degli hotel e appartenenti agli stessi alberghi. Passi per le saponette e lo shampo che tutti o quasi si mettono in valigia, ma ci sono casi in cui l’ospite non si accontenta e punta decisamente in alto: telefoni, tv al plasma, quadri, fotocopiatrice della sala meeting e così via.

I topi d’albergo sono sempre esistiti, ma talvolta sono proprio i clienti a vestire i panni del ladro. Ne sa qualcosa il sito venere, specialista europeo delle prenotazioni alberghiere online, che ha raccolto una lunga serie di segnalazioni di oggetti spariti «misteriosamente» dalle stanze degli hotel e appartenenti agli stessi alberghi. Passi per le saponette e lo shampo che tutti o quasi si mettono in valigia, ma ci sono casi in cui l’ospite non si accontenta e punta decisamente in alto: telefoni, tv al plasma, quadri, fotocopiatrice della sala meeting e così via.

«Portare via souvenir dalle camere degli alberghi è, da sempre e internazionalmente, uno sport tra i più praticati – conferma Pier Carlo Capozzi, titolare dell’Hotel Città dei Mille a Bergamo e Consigliere regionale di Federalberghi Lombardia -. Non metterei nel conto la “linea cortesia” del bagno oppure penne, fiammiferi e block notes, tutto materiale marchiato che l’albergatore, spesso, desidera che venga portato via per veicolare meglio il nome della sua struttura, ottenendone così in cambio una costosa, ma efficace pubblicità. Diversa è la sparizione della biancheria: accappatoi in pole position, poi spugnoni e salviette, ma anche tovaglioli e, per un salto di qualità e di materiale, posateria, portasale, tazzine del caffè, bricchi per il latte e quanto possa servire ad allargare le dotazioni della propria cucina. Classico è il furto da frigobar: si stappano dieci tra bottiglie e mignon e si dichiara un succo di frutta».

«Anche oggetti che non si penserebbe mai sono nelle mire del topino d’albergo: le pile dei telecomandi dei televisori, ultimamente, vanno via come il pane – prosegue Capozzi -. E, parlando di pane, è impensabile quanto i clienti riescano ad imbertarsi al mattino, durante la colazione a buffet: alcuni si confezionano i panini imbottiti che consumeranno durante la giornata, altri fanno incetta di miele monoporzione, crema al cioccolato, marmellatine, biscotti e, soprattutto, quintalate di frutta da nascondere in borsette e borsoni».

«Nel corso degli anni, poi, abbiamo registrato furti singolari: al Città dei Mille rubarono un telefono old style, molto di moda qualche anno or sono, e una doccia a telefono con tutto il gruppo (smontata dalle piastrelle del bagno, un lavoro da specialista) – aggiunge Capozzi -. Molto dolorosa fu la scomparsa di un soffione da doccia tedesco, prezioso e, soprattutto, acquistato il giorno prima. Ma l’evento più incredibile accadde ad un collega del centro, nel mirino di un cliente misterioso che faceva incetta di posateria d’argento: ebbene, una mattina il sospettato lasciò la stanza e, malauguratamente per lui, dimenticò una borsa pesantissima che suonava di metallo. Conteneva, insieme a posateria dello stesso hotel, decine tra preziosi coltelli, cucchiaini, portacenere e quant’altro, provenienti da alberghi di tutta Europa. Quello fu una specie di contrappasso, una dimenticanza in punta di forchetta».

Curioso anche l’elenco delle cose più strane scomparse nel nulla stilato dal sito Venere.com: asse da stiro, numeri delle stanze, tende, fiori, una spada medievale, cardini delle porte, un orso di legno alto 1,20 mt, addirittura un camino di marmo. Ma di sicuro, il vincitore è un signore che ha rubato una testa impagliata di un cinghiale selvatico: una volta scoperto e restituito, se lo è visto riportare come regalo di nozze dagli amici.

C’è anche chi testimonia di aver visto rubare uno scaffale per le scarpe, una porta scorrevole dell’armadio, chi addirittura si è travestito da operaio per rubare un pianoforte a coda dalla hall. Si dice perfino che una coppia abbia chiesto una camera vicino al parcheggio per poi rubare tutto l’arredamento della stanza, caricandolo su un camion dei traslochi.

Poi c’è la categoria dei ladri-poveri che si accontenta di rubare le lampadine sparse per la stanza senza dimenticare il porta lampadina, il cavo della luce e la placchetta. Tra i furti più insoliti non può mancare la lista degli apparecchi elettronici scomparsi all’appello: se rubare un telefono anche se non funziona fuori dall’hotel è un gioco da ragazzi, far sparire un condizionatore di quasi 130 kg montato alla finestra sembra un’impresa ardua da gestire. Ma i veri creativi del furto sono quelli che non solo rubano lo schermo al plasma, ma per non avere problemi di compatibilità portano via i cavi elettrici e quelli di collegamento al web o al lettore dvd.

Fonte: www.ecodibergamo.it

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