Cosa NON fare a New York

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New York è la città delle opportunità ma anche delle insidie e dei divieti. Addormentarsi in metropolitana è contro la legge e bere una birra per strada può costare sino a cinque giorni di prigione. A esplorare l’altro volto della Grande Mela è una contro-guida del New York Times sul «cosa non fare», un pratico manuale in miniatura destinato ai turisti, ma soprattutto agli eserciti delle matricole universitarie al loro esordio in città.

New York è la città delle opportunità ma anche delle insidie e dei divieti. Addormentarsi in metropolitana è contro la legge e bere una birra per strada può costare sino a cinque giorni di prigione. A esplorare l’altro volto della Grande Mela è una contro-guida del New York Times sul «cosa non fare», un pratico manuale in miniatura destinato ai turisti, ma soprattutto agli eserciti delle matricole universitarie al loro esordio in città.

Inesperienza e goliardia rischiano di rovinare l’avventura dei giovani visitatori, gran parte dei quali minorenni e per la prima volta lontani da casa, mettendoli in pericolo e costringendoli a fare i conti con gli inflessibili regolamenti cittadini. Ecco allora il manuale-salvagente da infilare in borse e zaini, accanto alle più tradizionali guide sul cosa vedere e sul cosa fare a New York, per garantire una navigazione senza incidenti tra le «street» e le «avenue».

Non dormire in metropolitana, il risveglio potrebbe essere amaro: dall’inizio dell’anno sono stati denunciati alle forze dell’ordine circa 150 furti di portafogli, catenine e altri effetti personali avvenuti sulle linee della metro ai danni di passeggeri che si sono addormentati durante le corse. E per gli incuranti del pericolo interviene la legge: un comma del codice dei trasporti stabilisce che nessun passeggero «deve addormentarsi se questo rischia di mettere a rischio se stessi o gli altri».

Non bere troppo e non usare le strade come bagni: consumare alcolici in luoghi pubblici è punibile con un’ammenda di 25 dollari, cinque giorni di prigione o entrambi. Fare la pipì per strada invece costa dai 50 ai 250 dollari, dieci giorni di reclusione o una combinazione delle due sanzioni. Attenzione a mettere bevande alcoliche dentro le consuete buste di carta o dentro i bicchieroni del caffè. «Non è legale perché si beve comunque per strada», avverte Edison Alban, portavoce del procuratore generale di Manhattan. In ogni caso al di sotto dei 21 anni il divieto di consumare alcolici è totale, anche nei locali.

Non chiedere di «Iuston street» se si cerca Houston street, l’arteria che attraversa da est a ovest la parte bassa di Manhattan, piuttosto si deve chiedere di «Auston street». La via infatti non è intitolata alla città americana che prende il nome da Samuel Houston, primo presidente della repubblica del Texas, bensì ricorda William Houstoun, delegato del Congresso che sposò una facoltosa ereditiera di Manhattan. Il nome della via fu accorciato in Houston nella toponomastica urbana all’inizio del 1800.

Non scommettere soldi quando si gioca a scacchi a Washington Square, la piazza della statua di Garibaldi dove ogni giorno si organizzano partite tra appassionati: potreste imbattervi in persone senza scrupoli che non esitano a truffarvi. Inoltre si corre il rischio di una denuncia per gioco d’azzardo con l’arresto e il processo per direttissima dinanzi alla Corte criminale. «Sarà poi il giudice a decidere la pena a seconda dell’entità della scommessa», spiega Jama Adams portavoce del dipartimento dei Parchi cittadini.

Non fare il bagno nei canali che circondano Manhattan: anche se le acque dell’East River e dell’Hudson River – i fiumi salati che costeggiano l’isola ad est e ad ovest – sono le più pulite degli ultimi decenni, le correnti sono talmente forti che l’ignaro bagnante potrebbe trovarsi in oceano aperto in poco tempo. Inoltre i punti di accesso per risalire sono molto pochi e difficili da raggiungere, specie per nuotatori improvvisati. «Quando mi chiedono se è consentito nuotare nei canali rispondo: siete nuotatori olimpionici?», racconta Beau Ranheim, della Protezione ambientale.

Non seguire le indicazioni stradali per arrivare allo stadio di baseball degli Yankees. I cartelli sulla tangenziale est di Manhattan segnalano genericamente come arrivare nel Bronx, dove si trova lo stadio, ma non consentono di individuare l’uscita esatta, costringendo a compiere una pericolosa inversione di marcia verso sud. Il rischio non sussiste in ottobre quando il campionato di baseball è fermo.

Non spendere soldi in preservativi, il comune li distribuisce gratuitamente: quest’anno New York ha avviato un programma di prevenzione delle malattie. E’ possibile trovarli presso bar e supermercati in apposti contenitori all’entrata, evitando l’imbarazzante incrocio di sguardi con la cassiera di turno.

Non comprare bottiglie d’acqua: l’acqua corrente di Manhattan proviene dalla fonte di Catskill/Delaware, una delle più pure del Paese che permette alla città di classificarsi tra i primi cinque grandi centri urbani degli Usa a non dovere procedere al filtraggio. Quest’anno infatti il dipartimento dell’Ambiente ha concesso a New York l’esenzione decennale dall’obbligo di filtrare le acque, mentre il sindaco Michael Bloomberg ha investito 300 milioni di dollari in misure per garantirne la conservazione della qualità. Operatori del dipartimento della Salute distribuiscono bottiglie vuote agli angoli della città per essere riempite con l’acqua del rubinetto.

Non fumare nei bar e nei ristoranti: il divieto, introdotto nel 2003, riguarda tutti i locali. Fumare una sigaretta, ma anche usare accendini o fiammiferi dove è vietato può essere punito con una multa di 25 dollari, dieci giorni di prigione o entrambi. Attenzione: al di sotto dei 18 anni non è consentito acquistare tabacchi, mentre sotto i 21 non si può entrare nei bar.

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