Contemporary Art Week: a Torino è tempo di arte contemporanea

Non c’è solo Artissima, la fiera internazionale più importante del settore: la settimana dell’arte contemporanea torinese si declina in decine di mostre, esposizioni ed esibizioni di arti visive e performative

Torino è una città tematica: c’è il periodo del gusto, quello dei libri, quello dell’automobile. Poi, in autunno, c’è la Contemporary Art Week, ovvero il periodo dell’arte contemporanea, quello in cui tutti i musei e le mostre diventano un po’ più pop e tutti si appassionano al misterioso mondo degli artisti del nostro tempo.

Artissima, la fiera internazionale dell’arte contemporanea
Tutto nacque nel 1994, con la prima edizione di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea che negli anni si è imposta come uno degli eventi più attesi e interessanti del suo genere (è l’unica fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo). Dal 2 al 4 novembre all’Oval Lingotto, Artissima per il suo venticinquesimo anniversario è pronta ad accogliere oltre 50mila visitatori e a portarli a un viaggio nel tempo, fil rouge di questa edizione con il claim “Time is on our side”. Quasi duecento gallerie provenienti da tutto il mondo espongono i loro lavori, con una grande attenzione alla sperimentazione e alla ricerca. Ogni anno, poi, si aggiungono sezioni artistiche specifiche immaginate da board di curatori e direttori di musei internazionali, come le sezioni speciali dedicate agli artisti emergenti, al disegno, alla riscoperta dei grandi pionieri dell’arte contemporanea e ai progetti sonori. Nonostante non sia sempre facile e immediato relazionarsi con l’arte contemporanea, Artissima è più di una fiera per addetti ai lavori. Colorata, divertente, cool, è l’appuntamento principe dell’autunno dell’arte contemporanea torinese.

Paratissima, dove trovano casa gli artisti fuori dal coro
A fianco di Artissima, una decina di anni dopo la prima edizione, nacque invece Paratissima, l’evento off dell’arte contemporanea. Nato come un appuntamento itinerante, che portava per le strade e nei luoghi più impensati l’urgenza artistica di una Torino giovane ed emergente, oggi Paratissima raccoglie gli artisti “indie” negli spazi della Caserma La Marmora di via Asti 22, dal 31 ottobre al 4 novembre. Non a caso, il tema portante di questa quattordicesima edizione è proprio “Feeling different”.
The Others, gli altri dell’arte contemporanea
Evidentemente lo spazio per parlare di arte contemporanea non si era del tutto esaurito, se otto anni fa ha inaugurato uno degli appuntamenti più dinamici e interessanti della Contemporary Art Week torinese. The Others, dall’1 al 4 novembre nell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide, porta in esposizione gli indipendenti e gli emergenti dell’arte contemporanea internazionale, sotto la curatela di una “thinking room” coordinata da Bruno Barsanti. Il tutto, in un ambiente conviviale, che propone accanto all’arte musica live, cibo, incontri e tavole rotonde.

Club to club
Club to Club: spazio alla musica contemporanea
L’arte non è solo quella visiva: per questo da sempre uno degli appuntamenti più attesi della settimana dell’arte contemporanea torinese è Club to Club, festival internazionale di musica elettronica. Nato una quindicina di anni fa come festival itinerante per i club della città, oggi è uno degli appuntamenti più all’avanguardia nella scena musicale europea, con concerti internazionali (attesissimo quest’anno Aphex Twin) che si svolgeranno alle Officine Grandi Riparazioni, alla Reggia di Venaria e al Lingotto Fiere.
Dreamers, progetti di moda contemporanea
L’arte contemporanea torinese sconfina da qualche anno a questa parte anche nel mondo della moda, con la terza edizione di Dreamers, rassegna dedicata alla moda indipendente e di ricerca. Dall’1 al 4 novembre negli spazi di Toolbox, stilisti ed artisti esploreranno il tema della sostenibilità, dalle materie prime rigenerate ai materiali cruelty free, secondo il concetto di “Re-Wear”, proposto come argomento portante della manifestazione.
Flashback e le altre
Riflette sul tema della contemporaneità Flashback (sottotitolo: “l’arte è tutta contemporanea”), che si ispira al tema dell’immortalità dell’arte, proponendo come contemporanee opere che temporalmente non lo sono. Dall’1 al 4 novembre al Pala Alpitour, Flashback propone quest’anno una riflessione che parte dal libro di fantascienza di Chad Oliver le rive di un altro mare, una storia che racconta il dialogo tra diverse culture, diversi mondi, diverse specie. C’è poi Dama, che propone una selezione di gallerie internazionali a Palazzo Saluzzo Paesana, in centro città e c’è Flat, che coniuga l’arte con l’altra grande passione fieristica torinese, quella dell’editoria, con una fiera del libro d’arte.
La contemporaneità nei musei
Al di là degli appuntamenti periodici, è indubbio che l’arte contemporanea sia una delle grandi protagoniste della cultura torinese, grazie a moltissimi musei che ne portano avanti la bandiera con grande professionalità e propositività. C’è il Museo d’arte Contemporanea del Castello di Rivoli, con la sua straordinaria collezione esposta in un percorso lungo oltre trenta sale della residenza sabauda, con opere di Alighiero Boetti, Ai Weiwei, Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto e molti altri. C’è il Museo Ettore Fico, caratterizzato da un raro dinamismo, che lo ha portato in poco tempo a essere una delle eccellenze della città, con eventi, laboratori e mostre frequentatissime nonostante la poca centralità della sua sede. Nel periodo dell’arte contemporanea torinese (e non solo, visto che prosegue fino al 10 febbraio 2019), il MEF ospitala mostra 100% Italia, che raccoglie cento anni di capolavori dell’arte italiana. Ancora, c’è la Fondazione Merz, tempio delle opere di mario e Marisa Merz; e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
L’arte nel piatto: dove mangiare contemporaneo
Proprio la Fondazione Sandretto è uno dei luoghi che meglio offre la possibilità di vivere l’arte contemporanea anche nel corso di una cena. Tra le opere d’arte, infatti, la Famiglia Sandretto Re Rebaudengo mostra l’ecumenicità del proprio mecenatismo costruendo la sede per un ristorante d’eccellenza, Spazio7, guidato dal giovane e capace Alessandro Mecca.
Un altro luogo storico che coniuga arte e esperienze gastronomiche di grande livello è il Combal.Zero di Davide Scabin, una stella Michelin e alcuni piatti che hanno fatto la storia della contemporaneità della cucina italiana, posizionato proprio all’interno del Castello di Rivoli, accanto al Museo di Arte Contemporanea. Infine, anche se non si tratta di un ristorante di museo (anche se un museo c’è, ed è quello che ripercorre la storia dell’azienda Lavazza), un’esperienza di arte contemporanea è certamente quella che si può vivere da Condividere, il nuovo ristorante all’interno dell’headquarter dell’azienda torinese leader nel mercato del caffè. Qui l’arte contemporanea si respira ovunque, dai piatti frutto della collaborazione d’ingegno tra il resident chef Federico Zanasi e il genio della cucina mondiale Ferran Adrià, all’allestimento scenografico che circonda i tavoli, ideato dal Premio Oscar Dante Ferretti.
Last but not least: le OGR
Irrinunciabile per chi viene a Torino per l’arte contemporanea è certamente un giro alle Officine Grandi Riparazioni, spazio che nasce con un cuore legato all’arte (bellissimo lo spazio interattivo dedicato a grandi e bambini “Future Park”) e che si conferma grande protagonista della Contemporary Art Week ospitando, ad esempio, Artissima Sound, nuova sezione della fiera torinese e una serata del Club to Club.

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