Come le guide di viaggio hanno descritto e cambiato il mondo

Condividi questo articolo su :

Punto di riferimento per generazioni di viaggiatori globetrotter e conservate nelle librerie come impolverati souvenir con le pieghe sugli angoli, le guide di viaggio svolgono un ruolo influente nello scandagliare e modellare la cultura del viaggio da oltre 200 anni.

In contrasto con le attrazioni intrinsecamente passeggere di internet, questi cimeli pieni di ditate che raccontano tour lussuosi e viaggi economici con lo zaino conservano un fascino nostalgico e romantico che è difficile ricreare online. Aprite una stropicciata Lonely Planet e decine di ricordi affioreranno dalle sbiadite macchie di caffè, le recensioni degli ostelli economici sottolineate con l’evidenziatore giallo, il numero di telefono scarabocchiato di uno studente di sociologia nel suo anno sabbatico che hai conosciuto a Cuzco negli anni \'90 ma con cui non hai mai riallacciato i rapporti.

I diari di viaggio di Marco Polo vengono ritenuti un antenato delle guide di viaggio moderne ©Everett Historical/Shutterstock

La guida di viaggio prende forma

L\'origine esatta delle guide di viaggio è oscura. Le memorie di viaggio sono state scritte sin da quando l’umanità ha esplorato il globo. Tuttavia, quello che separa le guide moderne dai diari di viaggi vecchio stile come Il Milione di Marco Polo è l’inserimento di informazioni pratiche scritte con l’intento di incoraggiare i lettori a seguire le orme dello scrittore.

Una pioniera dell’arte fu Mariana Starke, un’aspirante poetessa inglese e drammaturga che condivideva lo stesso editore di Jane Austen e Lord Byron. Il libro della Starke del 1802 Travel in Italy Between the Years 1792 and 1798 comprendeva una raccolta di diari di viaggio che rinunciavano a descrizioni in prima persona eccessivamente romantiche in favore di ottimi consigli pratici. Desiderosa di spianare la strada ai viaggiatori abbastanza coraggiosi da costeggiare i campi di battaglia della Francia rivoluzionaria, Starke ha annotato le sue osservazioni sulle chiese italiane e le ville usando un metodo di valutazione soggettivo basato su una scala da uno a cinque punti esclamativi.

La guida di Mariana Starke copriva le principali attrazioni in Europa come il Foro Romano ©Rilind H/500px

Il libro della Starke stentò ad avere successo come guida per oltre un decennio, principalmente dal momento che l’Europa era ancora coinvolta nelle Guerre napoleoniche e decisamente a corto di alberghi adatti. Le cose cambiarono nel 1815 quando il Congresso di Vienna inaugurò un lungo periodo di pace e uomini e donne benestanti, ispirati dalla prosa poetica di scrittori come Byron, espressero un desiderio crescente di viaggiare all’estero.

Essendo stata ridisegnata in larga parte la geografia dell’Europa da quando la guida del 1802 della Starke era stata scritta, l’autrice – allora ormai nei suoi cinquanta anni – ha prodotto un aggiornamento esaustivo. Information and Directions for Travellers on the Continent, pubblicato nel 1820, copriva l’Europa dal Portogallo alla Russia ed era ricco di consigli concisi su locande “accettabili”, come noleggiare una carrozza e la condizione variabile delle strade postali del continente.

Il secondo libro della Starke ha toccato il tasto giusto, non solo con il pubblico, ma anche con l’editore inglese, John Murray, un uomo lungimirante che sapeva riconoscere un’idea rivoluzionaria quando gli si presentava davanti (ha poi continuato pubblicando L’origine delle specie di Charles Darwin).

Le guide di viaggio crescono diventando un business

Ispirato dalle riflessioni della Starke, Murray decise di inserirsi nel business delle guide di viaggio. Nel 1836, il suo Handbook for Travellers on the Continent ha dato il via alla prima collana mondiale di guide di viaggio e ha stabilito velocemente un prototipo per tutti i libri che sono venuti dopo. Murray ha preso in prestito diverse idee dalla Starke, incluso organizzare sottosezioni in itinerari, attrazioni turistiche e elenchi di alberghi.

La guida di Murray ha portato I viaggiatori in Europa tra cui tappe come il Castello di Heidelberg, Germania ©clearlens/Shutterstock

La qualità era il marchio di garanzia di Murray. Richiedendo alti standard dai suoi scrittori e ricercatori, i Murray Handbooks con le loro iconiche copertine rosse e caratteri dorati venivano realizzati da un abile gruppo di scrittori, alcuni dei quali erano celebri figure letterarie. Richard Ford, un laureato del Trinity College, Oxford, intraprese una faticosa ricerca di due anni a cavallo in Spagna.

Il conseguente Handbook di Murray del 1845 sulla Spagna si trasformò velocemente in un\'dissea delle guide di viaggio. Di volta in volta spiritoso, presuntuoso, esaustivo e erudito, il libro di Ford e la visione ricca di pregiudizi sulla Spagna hanno aiutato a mettere il paese sul radar dei viaggiatori. I suoi saggi inestimabili offrono alcune delle prime informazioni sulla nascente arte del flamenco, mentre le sue riflessioni esperte sull’arte e la storia hanno aiutato a far nascere una storia d’amore con i viaggiatori inglesi che dura fino ad oggi.

Gli esordi delle guide Baedeker

L’ascesa della Murray Handbooks in Gran Bretagna concise con la nascita di un altro marchio in Germania. Il venditore di libri e editore Karl Baedeker lanciò il suo primo libro, l’infausta Guida del Reno da Magonza a Colonia, nel 1832 basata su informazioni prese da una guida esistente che aveva comprato da una casa editrice in bancarotta.

Dopo aver ridefinito la sua visione con idee prese da Murray, il cosiddetto “padre del turismo moderno” si imbattè in quella che divenne poi la sua formula più venduta: una guida che incoraggiava l’intellighenzia borghese europea a viaggiare autonomamente senza un costoso gruppo di servi e guide pagate.

Alcuni dei metodi di lavoro di Baedeker sono familiari oggi. Intraprese la sua meticolosa ricerca di nascosto solitamente viaggiando da solo. “L’intero contenuto del libro è basato esclusivamente sull’esperienza personale”, scriveva come premessa in tutte le sue prime edizioni. Con i libri che si allargavano a coprire più paesi intorno al 1840 e 1850, la ricerca personale divenne un’impresa ardua. Baedeker, che era padroneggiava dieci lingue fece la maggior parte di questi viaggi da solo e alla fine andò oltre le sue forze. Morì all’età di 57 anni nel 1859, presumibilmente per sovraffaticamento.

La copertina dell’edizione Beadeker della Gran Bretagna © CC BY-SA 2.5

Murray Handbooks venne venduta nel 1900, ma Baedeker sotto la guida del figlio di Karl, Franz, continuò a prosperare, pubblicando 233 guide straordinarie di oltre 40 paesi tra il 1900 e il 1914. Estremamente accurati, sebbene incredibilmente poco politicamente corretti secondo gli standard moderni, molti dei libri divennero classici. La guida della Palestina fu consultata molto da Thomas Edward Lawrence (d’Arabia) durante i suoi scavi archeologici nel Medio Oriente, mentre il tomo egiziano enciclopedico del 1929 viene considerato come una delle guide di viaggio più riuscita mai prodotte. Oggigiorno rare prime edizioni delle classiche Baedeker possono costare fino a 5000 dollari americani in un’asta.

I libri dell’azienda erano talmente onnipresenti che erano spesso nominati da scrittori e drammaturghi contemporanei. Edward Morgan Forster li ha trasformati in una similitudine (“I loro nasi erano rossi come le loro Baedeker") mentre TS Eliot le ha nominate in una poesia (Burbank con una Baedeker: Bleistein con un sigaro). Negli anni ‘20 il verbo inglese “to Baedeker” era diventato sinonimo di viaggiare.

Gli eventi presero una piega sinistra quando nella Seconda Guerra Mondiale i nazisti usarono la Baedeker della Gran Bretagna del 1937 per individuare i monumenti delle città storiche inglesi per devastanti bombardamenti. I cosiddetti “Baedeker raid” vennero condotti in rappresaglia per il bombardamento inglese di Lubecca a marzo 1942. “Ci impegneremo e bombarderemo ogni edificio a cui sono state date tre stelle nella Baedeker”, si dice che abbia dichiarato il propagandista nazista Gustav Braun von Stumm. Siti culturali a Exeter, Bath e York vennero quindi tutti colpiti. Le rappresaglie furono veloci. L’anno seguente i bombardieri britannici distrussero la casa editrice Baedeker a Lipsia.

La copertina della prima guida Lonely Planet "Across Asia on the Cheap" © Lonely Planet

Il viaggio arriva alle masse

Con l’esordio del turismo di massa negli anni ‘60 e ‘70, le guide di viaggio si moltiplicarono, soprattutto nella fetta più economica del mercato. Marchi importantissimi nacquero da umili radici fai-da-te per alimentare una nuova generazione di esploratori liberi battezzati “backpacker”.

La guida auto-pubblicata di Arthur Frommer The GI's Guide to Traveling In Europe (1995), un sottile volume inizialmente pensato per i soldati americani, si trasformò in Europe on $5 A Day.

Le guide Let’s Go nacquero da un’idea nata nella Harvard University nel 1960. I libri, scritti da studenti per americani alla ricerca del risparmio, fungevano da terreno fertile per giovani autori, alcuni dei quali si laurearono per intraprendere carriere in sceneggiatura, giornalismo e politica, tra cui il saggista di viaggio Pico Iyer.

La Lonely Planet, come forse saprete, emerse dopo che i fondatori Tony e Maureen Wheeler trasformarono un viaggio economico attraverso l’Asia in un business di viaggio multimilionario le cui guide furono così autorevoli che divennero conosciute come “bibbie” di viaggio. Il libro iniziale dei Wheeler del 1973 Across Asia on the Cheap racchiudeva più di una dozzina di paesi in solo 94 pagine e includeva gemme dei consigli del periodo hippie (“In Afghanistan in particolar modo potete sballarvi semplicemente facendo un respiro profondo nelle strade”). Entro due decenni, l’azienda aveva ridisegnato la mappa del mondo, venendo incontro alle esigenze di una nuova generazione di ventenni ricchi di tempo ma non di soldi con una predilezione per i pancake alla banana.

Come le Baedeker prima di loro, le guide Lonely Planet vennero talvolta menzionate in opere letterarie. Alex Garand nel romanzo del 1996 L’ultima spiaggia ambientato in Thailandia allude a una nuova cultura di viaggiatori Lonely Planet che rimodellano inconsciamente le destinazioni in cui si recavano. Nel mentre hanno creato quello che viene conosciuto come il “banana pancake trail”, una rete di pensioni economiche e bar nel Sud-est asiatico la cui dimora spirituale era la Khao San Road di Bangkok.

Una copia molto usata della Lonely Planet Europa Matt Munro/Lonely Planet

I libri hanno anche attratto notorietà. Negli anni ’80, Africa on the Cheap di Lonely Planet fu bandita in Malawi poiché criticava il presidente del paese, Hastings Banda. Vent’anni dopo, durante la guerra in Iraq e il dopoguerra, i militari statunitensi usarono la guida del Medio Oriente di Lonely Planet del 1994 per le informazioni sull’economia, sul governo e sulle ambasciate e sugli edifici importanti. “È un’ottima guida,” sosteneva l’ambasciatrice americana Barbara Bodine nel 2007, “ma non dovrebbe essere alla base di un’occupazione.”

Un giorno viaggiando

Ma tutta la storia di come è nata Lonely Planet è raccontata nel volume Un giorno viaggiando scritto proprio da Tony e Maureen Wheeler. È il 1970: lui e lei s'incontrano su una panchina di Regent's Park. Hanno poco più e poco meno di vent'anni. Si piacciono e decidono di stare insieme. Di viaggiare insieme. Di attraversare l'Asia lungo la "rotta hippy" e di raggiungere l'Australia. Arrivano alla meta con 27 cent in tasca e decidono di scrivere una piccola guida per i molti che non conoscono la transasiatica, ma vorrebbero tanto sapere com'è. Nessuno vuole pubblicarla, così la stampano, la rilegano e la vendono da soli. Poi fanno un secondo viaggio e scrivono una seconda guida. Poi un altro viaggio ancora e un'altra guida ancora. Nel 1984 raggiungono il loro primo milione di dollari di fatturato. Un giorno, viaggiando... The Lonely Planet Story è, insieme, un'auto-biografia, la storia di un'impresa commerciale, il racconto di tanti viaggi. Le vicende personali di Tony e Maureen Wheeler s'intrecciano con il percorso professionale, spesso accidentato, attraverso il quale hanno creato, nell\'ambito delle guide di viaggio, la più grande casa editrice indipendente del mondo: le loro prime due guide, Across Asia on the Cheap e South-East Asia on a Shoestring, sono diventate le "bibbie dei backpacker" e hanno aperto la strada a numerosissime altre pubblicazioni dedicate a paesi che fino ad allora l'editoria specializzata non aveva mai esplorato, rivolgendosi a una nuova generazione di viaggiatori indipendenti ben prima dell\'avvento del turismo di massa. Tra ricordi, aneddoti, retroscena divertenti emerge dal loro racconto quello stesso spirito di avventura destinato, come ha scritto il «New York Daily News», a fare di loro "gli specialisti nel portare gente strana in posti strani".

Con i ridotti tempi di attenzione del nostro mondo moderno interconnesso, l’epitaffio delle guide di viaggio è stato scritto a intervalli regolari dall’inizio del XXI secolo. Eppure, nonostante le continue minacce da blog, siti di prenotazione, e, più recentemente, pandemie, c’è qualcosa di fondamentale nelle guide che ha ancora un forte impatto.  Resistendo alla prova del tempo, si comportano come toccanti promemoria della nostra vita in itinere, ciascuna ricordandoci una storia unica e profondamente personale.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: