Cena a New York

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Tra i tanti quartieri in cui è articolata New York, Manhattan è uno di quelli che, negli ultimi anni, sta diventando più alla moda. I suoi ristorantini etnici, i bar con narghilè e le birrerie in stile Oktoberfest, esercitano un’attrazione sempre maggiore verso giovani, artisti e turisti.

Tra i tanti quartieri in cui è articolata New York, Manhattan è uno di quelli che, negli ultimi anni, sta diventando più alla moda. I suoi ristorantini etnici, i bar con narghilè e le birrerie in stile Oktoberfest, esercitano un’attrazione sempre maggiore verso giovani, artisti e turisti.

Qui, a Manhattan, si sperimentano anche nuove tendenze. Sicuramente discutibili, ma pur sempre tendenze. Come Bamn!, un ristorante che non c’è possibilità di trovare nelle più celebrate guide internazionali, ma che si ispira a una filosofia che ha decisamente preso piede negli Stati Uniti: mangiare è una necessità corporale e non un momento edonistico, perciò tanto vale farlo più in fretta ed economicamente che si può. "Bamn!" ha aperto circa un anno fa nella zona del Lower East Side di Manhattan ed è il primo ristorante automatico in America.

In pratica un insieme di macchinette distributrici simile a quelle delle merendine o delle sigarette: ci sono scompartimenti a vista con i piatti, si sceglie quello che si vuole, si inseriscono i soldi e si ottiene il cibo. Puro e semplice. Nessun cameriere, spese ridotte ai minimi termini. Probabilmente anche gusto ridotto ai minimi termini, ma almeno i prezzi sono bassi: per meno di 2 dollari (circa 1,50 euro) si ottengono hot dog, hamburger, tranci di pizza, strisce di pollo fritto, panini al maiale cinesi (cha siu bao).

Di tutt’altro tenore (e di tutt’altri prezzi) è il Tribeca Grill, il ristorante di De Niro. Tribeca confina con il Greenwich Village o Village, come dicono gli americani, la zona degli artisti, degli studenti; si deve prendere la Greenwich Street e al 375 c’è questo ristorante. Il salone principale contiene la sala da pranzo e la cucina, mentre al secondo piano ci sono gli uffici di De Niro e una sala di proiezione, dove ogni sera vengono proposti film scelti direttamente dall’attore. Usciti dal locale, a pochi passi, c’è una panetteria, che è stata acquistata da De Niro e che viene gestita da persone di fiducia, perché l’attore c’è affezionato fin da piccolo: è uno di quei negozi dove si recava tante volte quando era ragazzo e che ha voluto mantenere, salvare dalla chiusura.

Ma, tra un eccesso e l’altro, ci sono anche delle onestissime vie di mezzo. Piccolissimo, non particolarmente chic, ma sempre affollato di signore bene che sgranocchiano frites e ingurgitano hamburger nonostante il servizio sia spartano, Viand si trova in Madison Avenue. Un localino semplice nel cuore della Manhattan dello shopping, considerato dalle guide-bibbia della gastronomia newyorkese il top per i sandwich di tacchino. Ma sono da provare anche i pan cakes e le insalate dietetiche come la slenderella. Costa poco, si mangia in fretta e si torna a fare shopping.

Per chi avesse voglia di etnico, ecco Casa Adela, dove si mangia un pollo squisito cotto alla portoricana contornato da riso giallo e fagioli rossi. Da Veselka in Second Avenue, ci si può saziare con pierogi e kasha varnishke, annaffiati con una scodella di borscht freddo e con altre pietanze polacche. In sostanza, un piccolo giro del mondo nel cuore di Manhattan.

Fonte: www..ilsole24ore.com

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