Caro carburante anche per gli aerei

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L’estate scotta più del solito per i pacchetti turistici, su cui si abbatte il caro carburante degli ultimi mesi.
Indipendentemente da come ci si orienti per le vacanze, il caro-petrolio inciderà considerevolmente sui bilanci familiari per via degli adeguamenti applicati sui viaggi da quasi tutti i Tour Operator.

L’estate scotta più del solito per i pacchetti turistici, su cui si abbatte il caro carburante degli ultimi mesi.
Indipendentemente da come ci si orienti per le vacanze, il caro-petrolio inciderà considerevolmente sui bilanci familiari per via degli adeguamenti applicati sui viaggi da quasi tutti i Tour Operator.

A denunciare il fenomeno è Assoviaggi, l’associazione italiana delle agenzie viaggi, che definisce "scorretto" l’adeguamento carburante o fuel surcharge per dirla all’inglese, dei pacchetti turistici e chiama in causa l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato.

Cosa prevede la legge?

Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 206 (Codice del consumo) del 6 settembre 2005, "la revisione del prezzo forfetario di vendita del pacchetto turistico convenuto tra le parti, sia ammessa solo quando sia espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione delle modalità di calcolo, in conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelle di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del tasso di cambio applicato".
"I costi devono essere adeguatamente documentati dal venditore" continua il decreto.

Un aggiornamento improprio delle tariffe

In completa violazione dei diritti dei consumatori, Assoviaggi sostiene che il comportamento dei Tour Operator dovrebbe essere fermato o quantomeno sanzionato.
Secondo l’associazione infatti si potrebbero ravvisare gli estremi di pratiche scorrette e di abuso di posizione dominante da parte delle compagnie aeree per le modalità di calcolo degli adeguamenti, "che evidenziano incongruità in relazione anche al cambio favorevole euro/dollaro, una pratica – fa notare l’associazione – di cui fanno le spese anche gli agenti di viaggi, che spesso pagano loro la differenza di prezzo per non minare il rapporto di fiducia con il cliente".

Al posto di dettagliate motivazione i Tour Operator starebbero infatti comunicando le variazioni di prezzo alle agenzie viaggio, adducendo solo generiche indicazioni sull’incremento dei costi del trasporto, a fronte di adeguamenti che oscillano tra i 10 e i 150 euro per persona, in base al tipo di viaggio e alla località scelta. Da tenere presente però che la comunicazione dell’aggravio di costo deve pervenire al viaggiatore almeno ventun giorni prima della partenza e non può superare il 10 per cento del valore del pacchetto turistico.

Fonte: www.lastampa.it

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