Carnevale d’Italia: maschere, suggestioni ed eventi dai borghi

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Il Carnevale è una festa antichissima, nata con l’uomo e con la sua voglia di celebrare la vita. E nel 2020, come ogni anno, è pronto a colorare l’Italia di coriandoli, dolci calorici e sfilate. Dai borghi e dai piccoli centri della penisola arriva l’eco delle tradizioni e della storia che fa capolino tra la cartapesta dei carri allegorici e ha ancora voglia di venire fuori, proprio come la lacrima dell’intramontabile Pierrot.

carnevale-2020-eventi Il Carnevale più iconico d’Italia è quello di Venezia, ma non c’è solo la sua parata ad accendere il periodo pre-quaresimale. ©Vigen M/Shutterstock

Dici Carnevale, pensi a Venezia e alle sue maschere, a Ivrea e le arance o a Putignano in Puglia coi giganti. Del periodo che precede la quaresima e la Pasqua e che da sempre colora le vie delle città italiane di coriandoli e sfilate, c’è chi coglie solo la goliardia senza senso di un ritrovo in maschera. Ma il Carnevale è una festa che ha origini antichissime quasi quanto l’uomo stesso e la sua voglia di godersi l’ultimo barlume di allegria prima del sacrificio quaresimale. Dietro la cartapesta dei carri e le mascherine dei bambini c’è molto di più: c’è tradizione, storia e ricordo, paura della morte e voglia di vincerla. Nei luoghi in cui la tradizione del Carnevale riempie febbraio da secoli, l’amore per questa festa è cosa di famiglia: per questo a Ivrea troverete intere generazioni che per anni si sono tramandate la gioia di far parte di qualcosa di grande; e così a Offida, nelle Marche, la sensazione sarà quella di vivere dentro una speciale allucinazione di gruppo in cui solo chi “ci è nato” può comprendere pienamente cosa sta succedendo. C’è tanto passato in tutto questo, che grazie agli eventi del Carnevale 2020 nei borghi d’Italia, torna a raccontare come una volta si superava la paura della morte e della solitudine: insieme, con una dolce tipico in mano e un bicchiere di vino nell’altra.

Carnevale d’Italia 2020: viaggio tra borghi e tradizioni

Carnevale si mangia tutto un mese, Carnevale è febbraio. Gli eventi del 2020 si concentreranno nell’ultima settimana ma il calendario di parate, eventi, sfilate e feste è fitto e spesso inizia a metà gennaio e prosegue a ridosso della Pasqua. La tradizione, oltre le maschere dei bambini e le stelle filanti, viene conservata gelosamente nelle rievocazioni degli eventi del Carnevale 2020 in Italia: sono ancora una volta i borghi e piccoli centri a tenere memoria della voce delle bisnonne, che alle superstizioni carnevalesche ci credevano sul serio e avrebbero fatto di tutto per non scontentare gli spiriti. Gli eventi più famosi – da Cento a Viareggio con la rapida ascesa dei Carnevali di Santhià e Chivasso in Piemonte e di Putignano – sono uno spettacolo indimenticabile, è vero. Ma nei dolci tipici preparati come una volta e nelle credenze popolari si gioca il vero carnevale, più che una festa, uno modo di vivere e vedere la vita.

Il viaggio nel Carnevale che resiste al tempo comincia a Bari, a Sammichele: qui la festa inizia il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate e poi prosegue per tutto febbraio a base di festini, feste casalinghe tradizionali che, alle loro origini, servivano per conoscere i vicini, far fidanzare figlie nubili e divertirsi. Sin dal Medioevo a Sammichele il Carnevale è ballo in maschera: oggi si fa una rappresentazione delle figure che componevano il festino, che non ha più valenza sociale come una volta, ma soprattutto culturale.

In Calabria, ad Alessandria del Carretto (CS), ci sono i Połëcënellë ovvero le maschere del Carnevale tradizionale sia in versione “bielle” che in versione “brutte” e sono le grandi protagoniste della giornata di festa all’insegna del passato. In questo borgo calabrese si rivive con la stessa emozione di una volta la cerimonia della vestizione, che una volta (e anche oggi) era ritenuta importante come quella del giorno delle nozze: i giovani andavano incontro all’amore e l’intero villaggio alla primavera. Il ballo dei due gruppi, entrambi con enormi copricapi di legno e maschere di legno in volto, ancora oggi rappresenta la battaglia tra bene e male. Si fa per le vie di un paese che da decenni ormai ha deciso di riscoprire le sue tradizioni in inverno e in estate, quando il borgo si accende grazie al bellissimo festival dedicato proprio alle radici, “Radicazioni“.

In Sicilia, a Saponara (Messina), è un’antica leggenda che si tramanda da generazioni la protagonista del Carnevale: quella dell’orso, che per tradizione viene catturato e portato a spasso il martedì grasso per le vie del paese in catene circondato da una corte di dame e principi, fa sì che la Sfilata dell’Orso e della Corte principesca diventi ogni anno una sorta di danza in cui il paese interno è coinvolto e fa festa.

Acqualagna, nella provincia di Pesaro e Urbino, vanta il primato del Carnevale più pazzo e gustoso di tutti: qui a essere lanciati al culmine delle festività carnevalesche (per il 2020 previste per il 23 febbraio) sono i tartufi, eccellenze della cittadina marchigiana. Il tradizionale lancio dei tartufi avviene dai carri, con la folla travestita per le strade che prova a portarsi a casa un bel bottino profumato.

A Oristano, a Carnevale, c’è la Sa Sartiglia: una corsa tradizionali e sfrenate a bordo di un cavallo ©Emmanuele Contini/Shutterstock

Il Carnevale in Sardegna è un tripudio di tradizioni prelevate dalle storie delle famiglie contadine, con l’anima che pulsa a suon di rivisitazioni dal sapore medievale da nord a sud dell’isola. Qui il Carnevale prende il meglio della superstizione e lo trasforma in balli sfrenati, corse a cavallo e maschere spaventose: si chiama Su Carresecaree significa, letteralmente, “carne viva da smembrare“. Dal borgo di Mamoiada (Nuoro) arrivano i Mamuthones e gli Issohadores, maschere tradizionali con campanacci e movimenti grotteschi, che rappresentano i seguaci di Dioniso in un festino che sembra un viaggio nell’oltretomba. A Oristano la fortuna si caccia in sella a un cavallo: i cavalieri con maschera bianca diventano grandi protagonisti della Sa Sartiglia e provano a portarsi a casa una stella che porta bene. E a Orotelli (Nuoro) c’è la carica dei Thurpos, mostri dalle fattezze antropomorfe che si muovono per la città con la faccia dipinta di nero e il cappuccio in testa.

Ad Antrodoco, borgo laziale della Valle del Velino, il Carnevale ‘ndreocanu arriva ogni anno da secoli. Il tempo e i 12 mesi che scandiscono l’anno sono i grandi protagonisti di questi festeggiamenti: il passaggio dall’inverno e le sue difficoltà alla primavera, dolce e mite, è il cuore delle celebrazioni di questo borgo che non merita una visita solo sotto Carnevale, ma anche in periodi meno festosi.

A Bagolino (Brescia), il Carnevale è una cosa seria dal 1600. Maschere e ballerini riempono le vie del borgo da secoli, per ingraziarsi il vicino o ringraziarlo di un favore, attingendo a una tradizione che affonda le sue radici nei rituali di corteggiamento e propiziatori che un tempo si facevano per donne e natura. Nel 2020 il Carnevale di Bagolino si celebra il 24 e il 25 febbraio: è uno dei più amati e coinvolgenti, con la popolazione locale che si ritrova al centro di una rappresentazione che avrà anche perso il significato di un tempo, ma non il suo valore. Morte e amore, futuro e fortuna sono i grandi temi che dal passato riemergono nei Carnevali italiani, oltre il colore e oltre i riferimenti più moderni. La cultura popolare è il cuore di febbraio da nord a sud Italia e rivive, anno dopo anno, sotto una maschera o dentro un vestito tradizionale e ha il sapore del racconto delle nonne la cui voce non perde vitalità.

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