Buenos Aires

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"Buenos Aires no es Argentina". Una frase, uno slogan, una grande verità. Non c’è dubbio: mai come in questo caso, la capitale non rappresenta l’intero paese. Buenos Aires è un luogo a sé. E’ una specie di "puzzle", un crogiuolo composto da comunità dalle più svariate origini: spagnola, siriana, basca, tedesca, polacca, russa e ovviamente italiana. Anzi, le stime dicono che a Buenos Aires, gli italiani sono il doppio degli abitanti di Roma.

"Buenos Aires no es Argentina". Una frase, uno slogan, una grande verità. Non c’è dubbio: mai come in questo caso, la capitale non rappresenta l’intero paese. Buenos Aires è un luogo a sé. E’ una specie di "puzzle", un crogiuolo composto da comunità dalle più svariate origini: spagnola, siriana, basca, tedesca, polacca, russa e ovviamente italiana. Anzi, le stime dicono che a Buenos Aires, gli italiani sono il doppio degli abitanti di Roma.

Non è un caso che venga definita "la città al mondo con il maggior numero di italiani". L’estrema frammentarietà delle origini culturali di Buenos Aires è alla base della schizofrenia espressiva che la rende così inquietante e nel contempo affascinante. Anche sotto un profilo urbanistico. Ogni quartiere ha le sue peculiarità, le sue differenze e, ovviamente, le sue influenze culturali.

Molte chiese, tra cui  la Basilica del Pilar e San Ignacio, presentano inequivocabili tratti spagnoli. Un quartiere come Recoleta, riporta alla mente i fervidi fasti della Parigi più intellettuale. Quì si trova il Centro Culturale della città, il Museo delle Belle Arti, il cimitero monumentale e un centro commerciale molto particolare.

Il monumentale "Palacio del Congreso", ha un imperioso stile greco-romano. Tra i quartieri tipici c’è il vecchio quartiere italiano La Boca, dove la città confina con la foce del fiume Riachuelo. E’ uno dei più pittoreschi della città. Nato dai sogni dei navigatori genovesi e dei poeti argentini, è stato reso famoso soprattutto da vicende calcistiche. Questo è il regno del grande Diego Armando Maradona. Qui si sono vissute le più grandi emozioni del leggendario Boca Junior. L’anima genovese della Boca permane ancora, ma non è facile da trovare. Bisogna armarsi di curiosità e avventurarsi con pazienza nella dimensione della memoria: solo così si potrà trovare la "piccola patria" (patria chica).

Un’altra zona interessante della città é San Telmo, il quartiere storico più caratteristico, famoso per i suoi caffè, i ristoranti, gli spettacoli di tango ed i vecchi negozi. Il quartiere offre il meglio di se la domenica quando, intorno a Plaza Dorremo, si svolge il mercato delle antichità e "delle pulci". San Telmo è un quartiere dove domina la molteplicità. Anche sotto il profilo artistico e musicale. Si balla tango, si suona il "Candombe" (uno stile di musica) e nei pub si ascoltano e si vedono i gruppi del jazz, rock, blues e degli altri generi musicali come la musica classica e l’opera. E’ inoltre uno dei quartieri con la maggiore identità, diversità e molteplicità di manifestazioni artistiche e culturali che ha la città di Buenos Aires.

Fonte: www.ilsole24ore.it

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