Buenos Aires: cosa vedere, cosa fare, dove dormire e mangiare

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Multiculturale, colorata, impegnata, affascinante e tradizionale, Buenos Aires è una destinazione da favola, una delle più belle e suggestive non solo dell’Argentina, ma dell’intera America Latina. Scopritela con noi!

Ballando il tango a Buenos Aires

Buenos Aires, detta la “Regina de La Plata” e la Parigi del Sud America”, è una città travolgente, un’esplosione sensoriale ed emotiva di storia, musica, ballo, tradizione, sapori e architettura. Gigantesca, cosmopolitica e colorata, è suddivisa in 48 “barrios”, ossia “quartieri”, ognuno diverso dall’altro, ma tutti armonicamente uniti agli altri. La città, una delle più grandi del mondo, fu fondata nel 1580 dall’esploratore spagnolo Juan de Garay, il quale la battezzò “Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires”.

Scopriamo insieme quali sono i suoi punti di interesse più belli!

  • La storica Plaza de Mayo e i suoi monumenti
  • I colori vivaci de La Boca
  • L’atmosfera multiculturale di San Telmo
  • La malinconia di Recoleta
  • La modernità di Puerto Madero
  • Il fiore più grande del mondo: la Floralis Genérica
  • Altri monumenti e quartieri da non perdere
  • Informazioni utili

La storica Plaza de Mayo e i suoi monumenti

Plaza de Mayo è il cuore splendido e sofferente della città, sorto nel 1580, insieme alla stessa Buenos Aires. Questo centro è storicamente tra i più rilevanti: qui, ad esempio, nel 1810, scoppiò la Rivoluzione di Maggio, da cui si sviluppò la Guerra d’Indipendenza Argentina contro la Spagna, conclusasi con la vittoria del paese latinoamericano.

Plaza de Mayo
Plaza de Mayo, il cuore di Buenos Aires

La bellissima “Piazza di Maggio” fu anche il centro di una delle proteste più dolorose e drammatiche della storia nazionale e mondiale. In Argentina, durante la dittatura militare che massacrò la popolazione tra il 1976 e il 1983, il governo uccise e fece scomparire decine di migliaia di oppositori. Come forma di protesta pacifica, dal 1977, ogni giovedì le Madri di Plaza de Mayo, ossia un’associazione composta dai familiari dei desaparecidos, soprattutto madri e nonne, con in testa un fazzoletto bianco, si ritrovano in piazza per chiedere giustizia e per ricordare i loro cari assassinati da un potere brutale e spietato.

 

Madres de Plaza de Mayo
Le Madri di Plaza de Mayo in corteo nella piazza centrale di Buenos Aires

Intorno a questa grande e significativa piazza, sorgono, inoltre, alcuni importanti e suggestivi edifici, tra cui la neoclassica Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires, costruita nel 1752, l’imponente Banco de la Nación Argentina, la “Banca nazionale argentina”, e il raffinato Cabildo di Buenos Aires, edificio barocco di epoca coloniale realizzato nel XVII secolo che ospitò gli uffici comunali per lungo tempo. Oggi, è un bel museo storico dedicato alla Rivoluzione di Maggio.

 

Cabildo di Plaza de Mayo
Il Cabildo, edificio coloniale usato anticamente come Comune, a Plaza de Mayo

Il palazzo più famoso e fotografato di Plaza de Mayo rimane, però, la meravigliosa Casa Rosada, sede del governo argentino. Neoclassica e dipinta di con un suadente colore rosa, essa fu costruita nel 1710 e sostituì una precedente struttura, la fortezza reale di Don Juan Baltazar d’Austria, risalente al XVI secolo. L’aspetto contemporaneo è frutto di numerose modifiche e ampliamenti, ma la sua bellezza rimane sempre magicamente sospesa nel tempo.

Casa Rosada
La splendida Casa Rosada, sede del governo argentino

I colori vivaci de La Boca

La Boca è uno dei quartieri più belli e colorati di Buenos Aires e del mondo: le sue case sono caratterizzate da tonalità splendidamente accese ed eccentriche, che vanno dal blu al rosso, dal giallo al verde, dall’arancione al viole, in un turbinio di sfumature e allegria.

La Boca
Un colorato scorcio delle case de La Boca

Abitata, durante la colonizzazione spagnola, prevalentemente dagli schiavi di colore, La Boca si trasformò in una “piccola Genova a partire dal XIX secolo, quando un significativo flusso di emigrati provenienti dalla Liguria si riversò nell’area. Nel 1882, la popolazione proclamò addirittura l’indipendenza del barrio e la neonata Repùblica de la Boca, issata la bandiera di Genova, notificò la “nascita” del piccolo “quartiere-stato” anche al re italiano Uberto I di Savoia. La situazione fu risolta, in maniera più o meno pacifica, in breve tempo e lo status quo fu ristabilito.

Case a La Boca
Le incantevoli case colorate di La Boca

Il cosiddetto Caminito, un museo architettonico a cielo aperto, è la via più vibrante e famosa de La Boca ed è vivacizzata, oltre che dalle casette colorate, anche da bancarelle di prodotti artigianali, artisti di strada, ballerini di tango (il ballo argentino per eccellenza), caffé affollati, locali dove ascoltare musica e divertirsi, ragazzini che giocano a pallone e murales di Diego Armando Maradona, che rimane una leggenda intoccabile del paese. Il quartiere è molto legato al calcio: qui furono fondate due squadre molto seguite ancora oggi, il River Plate (1901) e il Boca Juniors (1905).

Il Caminito, la strada principale de La Boca
Il Caminito, la vivace e suggestiva strada principale de La Boca

L’atmosfera multiculturale di San Telmo

San Telmo è un altro pittoresco quartiere, uno dei più antichi di Buenos Aires, e conserva ancora, suggestivamente, un aspetto coloniale. Fondato nel XVII secolo e abitato in prevalenza da marinai e lavoratori portuali fino al ‘700, divenne successivamente un’area ricca riservata all’élite locale.

Il barrio di San Telmo
L’allegro e multiculturale barrio di San Telmo

Dal 1871, anno in cui una pericolosa epidemia di febbre gialla colpì la città, la classe benestante si trasferì in zone più sicure, come Recoleta, e abbandonò San Telmo, che si trasformò nuovamente: i suoi nuovi “inquilini” furono in prevalenza immigrati provenienti da tutto il mondo. Decine e decine di nazionalità diverse si unirono in una e donarono al barrio una preziosa anima multiculturale, rimasta intatta nei secoli. Oggi il barrio conserva alcuni dei monumenti e dei luoghi più interessanti della capitale. Fermatevi ad osservare i ballerini di tango, sedetevi in bar a sorseggiare mate. Chiacchierate con la gente.

Cercate i murales che si nascondono negli angoli più inaspettati. Visitate il MAMBA, Museo di Arte Moderna, e il MACBA, Museo di Arte Contemporanea (ha lo stesso nome di uno dei musei più famosi di Barcellona) e immergetevi nell’arte argentina. Perdetevi tra le incantevoli stradine di San Telmo e scopritene gli scorci più magici, da Plaza Dorrego, una bellissima e vibrante piazza piena di bar, ristoranti, boutique e negozi di artigianato e antiquariato, alla chiesa di San Pedro Telmo (da cui deriva il nome del barrio) e a quella ortodossa (e squisitamente bianca e blu) della Santissima Trinità.

Feria di San Telmo
La Feria di San Telmo, un gigantesco e allegro mercato nel quartiere più antico di Buenos Aires

San Telmo è famoso principalmente per il suo Mercato, aperto, in una struttura in stile italianeggiante, nel 1897, e per la sua caotica e travolgente Feria, un gigantesco mercato che si tiene ogni domenica dalle 10 alle 16. La Feria attira ogni settimana circa 10.000 persone, sia locali, sia turisti, che passano ore e ore a spulciare tra le sue coloratissime bancarelle, circa 270, per acquistare di tutto, da oggetti d’artigianato a macchine fotografiche d’epoca, da orecchini e collane colorate a vestiti in lana di alpaca, e tanto altro ancora!

Bancarella di frutta nel Mercato di San Telmo
Bancarella di frutta nel caratteristico Mercato di San Telmo

La malinconia di Recoleta

Recoleta è un elegante quartiere di alto interesse storico e culturale, anticamente centro principale dell’immigrazione francese. Area residenziale contraddistinta da palazzi raffinati le cui forme richiamano castelli e “petit hôtel” francesi, sorse nel XVIII secolo intorno al Convento dei Frati Minori Recolletti, appartenenti all’Ordine francescano.


I religiosi fondarono anche la bella Basilica di Nuestra Señora del Pilar (consacrata nel 1732), dagli esterni candidamente bianchi e gli interni riccamente barocchi, e un cimitero adiacente al luogo di culto. Questo “cementerio” è famosissimo e molto visitato, come Père-Lachaise a Parigi: aperto nel 1882, esso si estende su oltre 54.000 mq e accoglie circa 4.800 tombe, la maggior parte appartenenti a famiglie benestanti.

La più famosa e omaggiata è quella di María Eva Duarte de Perón, meglio nota come Evita Perón, il cui ricordo è ancora vivo in gran parte della popolazione argentina. La celebre attrice sposò il Presidente Juan Domingo Perón nel 1945 e divenne un’icona politica (e d’eleganza) idolatrata dai suoi cittadini, pronta a lottare per i diritti dei lavoratori e delle donne. Si spense a soli 33 anni, nel 1952, a causa di un tumore.

La modernità di Puerto Madero

Puerto Madero sorge alla foce del Rio de la Plata, dove un tempo c’era il vecchio porto, ed è l’area più innovativa e ricca di Buenos Aires, piena di loft, uffici, negozi, ristoranti e locali, tra i più chic che potrete trovare in Argentina. Deve il suo nome all’imprenditore Eduardo Madero, il quale, nel XIX secolo, presentò diversi progetti per la costruzione di un porto efficiente e ben organizzato, dal momento che mancavano strutture adeguate per migliorare la rete commerciale della città.

Puerto Madero
Il quartiere più chic e innovativo di Buenos Aires: Puerto Madero

Oggi, lo skyline di Puerto Madero si distingue per numerosi e originali grattacieli, alcuni residenziali, come le Torri El Faro, le Torri River View e le Torri Renoir. Impressionante è, poi, il Puente de la Mujer, un ponte pedonale realizzato dal brillante architetto spagnolo Santiago Calatrava e inaugurato nel 2001. Lungo 160 m e largo 5 m, la sua forma leggermente spigolosa è una sintesi ipermodernista di una coppia che balla il tango.

Il ponte di Puerto Madero: Puente de la Mujer
Il Puente de la Mujer, interpretazione modernista di una coppia che balla il tango

Il fiore più grande del mondo: la Floralis Genérica

La Floralis Genérica è un’inaspettatamente fiabesca scultura a forma di fiore, il fiore (di metallo) più grande del mondo, alta 23 m, pesante 18 tonnellate e dal diametro di 32 m. Realizzato nel 2002 dal geniale architetto argentino Eduardo Catalano, è stato pensato per essere, secondo le parole del suo creatore, “la sintesi di tutti i fiori e, allo stesso tempo, la speranza di una rinascita quotidiana”, in un periodo in cui il paese si trovava ad affrontare una grave crisi.

La scultura del fiore più grande: Floralis Genérica
La Floralis Genérica, la scultura a forma di fiore più grande del mondo

La Floralis Genérica è progettata, infatti, per chiudersi al tramonto e riaprirsi letteralmente e simbolicamente ogni mattino alle 8. Dal 2011 al 2015 è rimasta permanentemente aperta a causa di un guasto nel meccanismo che ne regola i movimenti, ma oggi il problema sembra risolto.

Altri monumenti e quartieri da non perdere

Data la sua grandezza e la sua storia, Buenos Aires è una città incredibilmente ricca di suggestivi luoghi di interesse. Noi vi abbiamo raccontato in maniera dettagliata alcuni dei suoi monumenti e dei suoi quartieri più belli, ma, per questioni di spazio, non possiamo approfondire altri must see della capitale argentina. Vi lasciamo, comunque, qualche altro suggerimento imperdibile!

Il quartiere di Palermo è tra i più animati ed è molto consigliato per la movida notturna. Giovane, allegro e ravvivato da locali, bar e concerti, deve il suo nome alla Chiesa di San Benedetto da Palermo e, in diverse aree, vi sembrerà di essere a casa, in Italia!

Piazza del Congresso
Una delle piazze più belle di Buenos Aires: Plaza del Congreso

Plaza del Congreso è una grande e panoramica piazza dominata dal neoclassico Palazzo del Congresso della Nazione Argentina, costruito tra il 1897 e il 1946, su progetto di Víctor Meano e Julio Dormal, e abbellita da diverse statue di pregio, tra cui una variante de Il Pensatore di Auguste Rodin.

L'Obelisco di Plaza de la Republica
Il possente Obelisco di Plaze de la Repubblica

A Plaza de la Republica vi aspetta, invece, un possente Obelisco, alto quasi 68 m. Costruito nel 1932 su progetto del modernista argentino Alberto Prebisch, celebra i 400 anni della fondazione di Buenos Aires. Bellissima, infine, è la Torre Monumental, detta anche Torre de los Ingleses: costruita in stile rinascimentale, con un gradevole gioco di mattoni e pietra, per volere della comunità inglese emigrata in Argentina, fu inaugurata nel 1916 e omaggia la Rivoluzione di Maggio.

La Torre Monumentale
La Torre Monumental di Buenos Aires, omaggio della comunità inglese alla città

Cosa sapere prima di partire per Buenos Aires

  • Quando e come andare
  • Dove e cosa mangiare
  • Dove dormire
  • Moneta e documenti

Quando e come andare

Buenos Aires è una destinazione dal clima subtropicale umido, detto “pampeano”: l’estate è molto calda (le temperature possono superare anche i 40°), l’inverno non è troppo rigido, mentre primavera e autunno sono miti. Queste ultime due stagioni sono le più consigliate per visitare la splendida capitale argentina, che, comunque, è bellissima e piacevole tutto l’anno. L’unico dettaglio da tenere a mente è che, trovandosi nell’emisfero australe, le stagioni sono invertite rispetto a noi: la primavera va dal 21 settembre fino a 20 dicembre, l’estate da 21 dicembre fino a 20 marzo, l’autunno da 21 marzo fino a 20 giugno e, infine, l’inverno dal 21 giugno fino a 20 settembre.

Buenos Aires è ottimamente collegata con l’Italia. Alitalia e Aerolineas Argentinas hanno voli diretti dalle maggiori città italiane. Altre compagnie, tra cui Iberia, Lufthansa, LATAM Airlines Group, American Airlines, British Airways, KLM, Air France e Delta Airlines, invece, offrono collegamenti con uno o più scali per questa amatissima meta. I cui costi medi di un volo per Buenos Aires sono compresi tra 400 e 800€, mentre la durata va da 14 ore (voli diretti) a 18-20 ore (voli con scalo).

Dove e cosa mangiare

La cucina argentina è molto gustosa, sostanziosa e “carnivora”. La carne è la protagonista della tavola e viene preparata in tanti modi differenti ma sempre saporitissimi. Tra i piatti più amati, ci sono la parrilla, ossia una succulenta grigliata di carne mista, l’asado, carne di manzo cotta molto lentamente alla brace con salsa piccante (chimichurri), il locro, uno stufato di pollo o salsiccia condito con mais, cipolla e altre verdure che sembra essere di origine andina e diffuso già al tempo degli Incas, il choripán, un panino con salsiccia, chimichurri e verdure, e il churrasco, una bistecca servita con patate fritte.

Asado argentino
Succulento asado con chimichurri

Molto famose, diffuse e squisite sono, inoltre, le empanadas, piccoli e “tentatori” panzerotti ripieni di carne, formaggi, verdure o pesce. Non riuscirete a fare a meno di mangiarne in quantità!

Le classiche empanadas
Le classiche e gustose empanadas argentine

Avrete l’imbarazzo della scelta anche per quanto riguarda i dolci: il dulce de leche (una crema al caramello fatta con latte, zucchero ed essenza di vaniglia) è un must-try della pasticceria argentina ed è una delle guarnizioni più amate per torte, gelati e biscotti, come gli alfajores (biscotti glassati al cioccolato e ripieni di dulce de leche).


Provate, poi, le bolas de fraile, dolcetti fritti ripieni di crema o frutta, e l’arroz con leche, un budino di riso e latte. La bevanda nazionale argentina è il mate, un infuso – dal sapore forte – di erba mate che si sorseggia da un’apposita tazza bombata con cannuccia.


Tra i migliori ristoranti di Buenos Aires, non perdetevi La Cabrera, dallo stile caratteristico e i piatti superbi (unica nota negativa: è molto turistico), La Bridaga, dove la carne è talmente tenera da essere tagliata con un cucchiaio, l’italianissimo Filo, il rustico Don Julio e lo stravagante Perón Perón, dedicato alla potente famiglia e alla sempre amata Evita!


Elegante e ricercato è El Baqueano, dello chef Fernando Rivarola. Eletto come uno dei 50 migliori ristoranti di tutta l’America Latina, propone piatti particolari e originali, come il carpaccio di lama accompagnato da quinoa in 3 colori e il brodo di gamberi con croccante di calamari.

Il miglior choripán lo potrete assaggiare dall’informale e colorato Chori, mentre, per un pasto sbrigativo e squisito oppure per fermarsi a fare quattro chiacchiere davanti ad un mate e qualche dolce, vi consigliamo l’allegra Alacena e il vittoriano El ultimo beso. Aperto nel 1858, il magnifico Caffé Tortoni, infine, è uno dei 10 bar più belli del mondo, oltre che il più vecchio del paese.

Dove dormire a Buenos Aires

Buenos Aires è una città gigantesca e offre numerose strutture per il pernottamento, da hotel stellati ed eleganti a ostelli colorati e allegri. Tra gli hotel quattro stelle più belli e centrali, risaltano il raffinato Pestana Buenos Aires (meravigliosa la sua spa!), il moderno NH Buenos Aires Latino e l’accogliente CH Madero Urbano Suites.

Il loro costo, con colazione inclusa, va da 70 a 90 a notte per camera doppia. Tanti anche i lussuosi hotel cinque stelle dai prezzi non esorbitanti (in media, tra 100 e 250 euro): noi vi suggeriamo il confortevole Melià Buenos Aires, il raffinato Regal Pacific Buenos Aires e l’impeccabile NH Buenos Aires City.

Bellissimi ed economici sono poi gli hotel boutique, ospitati in edifici e aree di importanza artistica o storica, come, ad esempio, il sofisticato ma informale 1828 Smart Hotel Boutique. Tra gli ostelli (molto raccomandati quelli del quartiere di Palermo), i migliori sono il Selina Palermo (camerata da 15 euro), l’America del Sur Hostel Buenos Aires e il Malevo Muraña Hostel.

Moneta e documenti

La valuta ufficiale dell’Argentina è il peso, che oggi vale 0.02€. Conviene di cambiare in Italia almeno un parte dei soldi a disposizione per il viaggio. Assicuratevi, inoltre, che le vostre carte di credito siano abilitate per l’estero. L’unico documento necessario per l’Argentina è un passaporto con almeno 6 mesi di validità. Se volete fermarvi oltre 3 mesi, però, avrete bisogno di un visto.

Pronte alla partenza? Quali dei quartieri principali di Buenos Aires vi piace di più?

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