Buddha afghani, 50 milioni di dollari per il restauro

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Per restaurare i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan, occorrerebbero almeno 50 milioni di dollari. Sono le stime avanzate dagli esperti che in questi giorni riaprono il dibattito sull’opportunità di ricostruire le due gigantesche statue, distrutte dalla furia iconoclasta dei talebani. Secondo alcuni destinare risorse a quest’opera sarebbe inopportuno, data l’estrema povertà in cui versano gli abitanti della zona.

I 50 milioni di dollari necessari alla ricostruzione dei Buddha potrebbero essere utilizzati per aiutare la popolazione, ancora priva di acqua corrente e di elettricità.

Per restaurare i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan, occorrerebbero almeno 50 milioni di dollari. Sono le stime avanzate dagli esperti che in questi giorni riaprono il dibattito sull’opportunità di ricostruire le due gigantesche statue, distrutte dalla furia iconoclasta dei talebani. Secondo alcuni destinare risorse a quest’opera sarebbe inopportuno, data l’estrema povertà in cui versano gli abitanti della zona.

I 50 milioni di dollari necessari alla ricostruzione dei Buddha potrebbero essere utilizzati per aiutare la popolazione, ancora priva di acqua corrente e di elettricità. Ma il governatore della provincia di Bamiyan ritiene indispensabile ricostruire le icone, se non altro per dare un segnale di normalità in un luogo dove è tornata la libertà. Ricostruendo le statue si cadrebbe però in un paradosso senza precedenti: Baiyman perderebbe il titolo di Patrimonio dell’Umanità conferitole dall’Unesco perché le opere andrebbero ricostruite completamente e non solo conservate.

In proposito si sono mossi i tecnici di un’impresa italiana, che da qualche giorno stanno esaminando ciò che resta delle statue per prendere in considerazione l’idea del recupero e scartare quella della ricostruzione completa. Il lavoro è in atto ma sembra che gran parte dei resti siano costituiti da polvere, più che da roccia. Un fatto che renderebbe ancora più difficoltosa l’opera di recupero. 

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