Bonifacio, a picco sul mare

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Qui tutto parla di Genova: i porticcioli, le case pastello e i carrugi. Ma oggi la rude città di mare è diventata meta di shopping e di arte.

Sembra la prua di un’immensa nave la spettacolare scogliera di calcare bianco su cui è arroccata la città di Bonifacio, in Corsica. Una sola strada sterrata nella macchia mediterranea la collegava fino a quarant’anni fa a Portovecchio. Un isolamento che ha preservato la città vecchia, protetta dai bastioni e dal fiordo, collegata al mare da una scalinata in pietra.

Qui tutto parla di Genova: i porticcioli, le case pastello e i carrugi. Ma oggi la rude città di mare è diventata meta di shopping e di arte.

Sembra la prua di un’immensa nave la spettacolare scogliera di calcare bianco su cui è arroccata la città di Bonifacio, in Corsica. Una sola strada sterrata nella macchia mediterranea la collegava fino a quarant’anni fa a Portovecchio. Un isolamento che ha preservato la città vecchia, protetta dai bastioni e dal fiordo, collegata al mare da una scalinata in pietra.

Tutto parla di Genova, a cui è appartenuta fino al 1768: il porticciolo, le case dai colori pastello, i carruggi, il dialetto. Nella deliziosa via dell’Archivolto, vale una sosta il ristorantino Lan’k per assaggiare piatti tipici (tel. 0033.4.95.22.45.71). I velisti che navigano nell’arcipelago di Lavezzinon si perdono i trionfi di mare dell’Hôtel du Centre Nautique, in una dimora ottocentesca sul porto, serviti ai tavoli sulla terrazza in riva all’acqua. In scena, orate e branzini, frutti di mare, crostacei.

Da qualche anno la rude città di mare è diventata una meta per lo shopping. Grazie al tocco di designer francesi che hanno aperto boutique dedicate al lifestyle da spiaggia. Come Mare di Latte, dove il pareo malizioso o il copricostume si trasforma in vestito da sera (Montée de Rastello, tel. 0033.4.95.72.13.33). Merita un’occhiata anche Au Petit Bazar, brocanteur che setaccia i villaggi e le dimore patrizie alla ricerca di ceramiche antiche, pezzi di argenteria, ma anche bottega di interior dove procurarsi un pezzo stravagante per la tavola o il bagno. Mentre le gourmandise per riempire il più invitante dei cestini da picnic sono in vendita in rue Saint-Jean-Baptiste al Comptoir Bonifacien, dal figatellu, un salame a base di fegato, ai saporiti formaggi di mucca o pecora come il Venaco, il Brin d’amour e il Calinzana (tel. 0033.4.95.73.58.54). È frequentata da vacanzieri doc, popolo delle barche e collezionisti la Galerie Méditerranée, in città alta, che offre opere di artisti vari come i bronzi delicati di Bérit e le sculture animalier di Geymann.

Verso est, percorrendo la litoranea N198, le scogliere lasciano il posto alle spiagge, ai paesaggi punteggiati di eucalipti, aranceti e limonaie. Una deviazione tutta curve lungo la sterrata D158 svela un panorama da cartolina. Come Rondinara, a metà strada tra Porto Vecchio e Bonifacio, mezzaluna di sabbia bianca con la forma di conchiglia che racchiude una laguna dai colori polinesiani. È una delle più belle del Mediterraneo, presa d’assalto in piena estate, ma godibilissima fuori stagione. Risalendo verso nord, ci si lascia alle spalle Santa Giulia, purtroppo invasa da villette anni Sessanta.

Lungo la strada, una sfilata di pini marittimi giganteschi annuncia la sontuosa spiaggia di sabbia candida di Palombaggia, davanti alla riserva naturale delle isole Cerbicali. Qui vale una sosta il ristorantino I Pini, sulla sabbia, per assaggiare insalate, tomini alla piastra e sardine grigliate. Per una cena comme il faut, invece, si può scegliere il ristorante gastronomico dell’Hôtel Le Belvédère, a pochi minuti d’auto, dove lo chef Philippe Nogier si esibisce in meraviglie a base di pesce accompagnate dalle migliori etichette di Corsica e Francia; si gustano dopo l’aperitivo, servito nel lounge bar sulla terrazza arredata con divani, protesa verso il golfo pennellato dalle luci del tramonto. Per la notte ci sono 15 camere e quattro suite, sobrie, con grande uso di materiali naturali, dalla pietra al legno.

A qualche chilometro, Porto Vecchio. È nella parte alta, labirinto di stradine a ridosso dei bastioni, che l’antica città del sale racconta la sua storia di antica roccaforte ligure. Il fil rouge è la musica. Le note delle ballate dell’orgoglio separatista attraversano la città dopo il tramonto, canti di resistenza e d’amore, malinconici o fieri, in genovese antico o in un dialetto simile a quello dell’entroterra sardo. Da ascoltare la sera nel resto-pub Le Troubadour davanti a un piatto di bignè di zucchine o al maialino “a la streta”. Arredano le più belle case dell’isola, i tavolini e i mobili in legno délavé, le poltroncine in tessuti mediterranei in vendita nella raffinata boutique Malinea. Poco distante, il Grand Hôtel de Cala Rossa con spiaggia privata e ristorante stellato, è uno dei più lussuosi della costa. E anche fra i più cari; ma a prezzi possibili fuori stagione. E comunque perfetto per un aperitivo al tramonto nella terrazza fra i pini. La grande estate mediterranea.

Fonte: www.corriere.it

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