Berlino in 10 tappe

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Dai concept store del quartiere di Neukölln, regno del design più innovativo, alle ultime tendenze gourmand, tra performance artistiche e sperimentazioni ardite. Dalla retrospettiva di Herb Ritts ai locali cosmopoliti per gli amanti della movida di tutta Europa. La capitale tedesca non è una città da contemplare ma da vivere. Ecco i consigli di Viaggi24 per sperimentare fino in fondo la nuova essenza della metropoli.

Dai concept store del quartiere di Neukölln, regno del design più innovativo, alle ultime tendenze gourmand, tra performance artistiche e sperimentazioni ardite. Dalla retrospettiva di Herb Ritts ai locali cosmopoliti per gli amanti della movida di tutta Europa. La capitale tedesca non è una città da contemplare ma da vivere. Ecco i consigli di Viaggi24 per sperimentare fino in fondo la nuova essenza della metropoli.

Berlino è la prova che il bisogno aguzza l’ingegno. Capitale «povera ma sexy» secondo il celebre slogan del sindaco Klaus Wowerei, la città tedesca è un centro di creatività e dinamismo.
Berlino è in continuo cambiamento. Una città contemporanea, che attrae turisti e giovani da ogni parte del continente, che decidono di stabilirsi qui per realizzare un progetto, sperimentare o vivere una dimensione più internazionale.

1. LA PORTA DI BRANDEBURGO E LA PORTA DI ISHATAR
Chi arriva a Berlino non può fare a meno di passare in rassegna la parte monumentale della città, da Alexanderplatz fino alla Porta di Brandeburgo. I 1400 metri della Unter den Linden – l’arteria principale del centro – sono un susseguirsi di tre secoli di storia berlinese. Qui si trova l’Università Humboldt (dove ha studiato Karl Marx e insegnato Albert Einstein), il Teatro dell’Opera di Stato, il Duomo, la Gendarmenmarkt –- forse la piazza più bella della città – e poco distante la fotografatissima cupola di vetro e cristallo del Reichstag, il parlamento tedesco. Progettata dopo la riunificazione da Norman Foster, che dell’antico edificio semidistrutto dalla guerra ha mantenuto solo i muri portanti, è uno dei luoghi più visitati dalla città. Le file sono lunghissime, meglio guardare dall’esterno e passare al Museumsinsel, l’isola sulla Sprea sede di diversi musei.

Scegliere tra questi importantissimi musei è difficile. Chi ama l’arte classica e i reperti colossali può investire qualche ora nella visita del Pergamon Museum, sede della Collezioni di antichità classiche, del Museo delle antichità del vicino Oriente e del Museo di arte islamica. Tra i reperti di maggior pregio l’altare di Pergamo, la porta di Mileto e la colossale Porta di Ishtar, il portale di tasselli di ceramiche blu, porta di ingresso di Babilonia.

2. OSTALGIE IN MOSTRA
«A Berlino si sente ancora la divisione tra Est e Ovest», commenta Francesco Lillo, ventottenne trapiantato a Berlino e uno dei quindicimila italiani che vivono nella capitale tedesca.
Un muro invisibile venato di nostalgia, fascinazione per il passato, per uno stile di vita e un’estetica estinte.
L’ostalgie, la nostalgia per l’Est, sta contagiando sempre più berlinesi e turisti che si mettono in fila all’ingresso del Ddr Museum, museo interattivo di fronte alla Museumsinsel. Qui i visitatori si aggirano per salotti arredati secondo lo stile razionale e funzionale di un appartamento della Ddr degli anni 70. Si siedono sul divano e accendono la televisione per vedere le trasmissioni di propaganda dell’epoca. Oppure si mettono al volante di una Trabant, o possono – volontariamente – subire un interrogatorio in uno stanzino della Stasi.
«Ostalgie ha anche un significato negativo – spiega Melanie Alperstaedt, la responsabile delle relazioni pubbliche del Museo -. Indica il ricordo delle Repubblica democratica tedesca solo in un senso positivo. A volte penso che i non tedeschi pensino all’ostalgie come a un rimpianto per uno stile di vita senza connotazioni politiche. Ed è proprio contro questa concezione che combatte il nostro museo».

3. EX SQUATTER SOTTO SFRATTO
Se Unter den Linden alla sera (a parte qualche gruppo di turisti) si spopola basta fare poche fermate della metropolitana e scendere alla stazione Oranienburger Tor. Oggi questo centralissimo quartiere – fa sempre parte del Mitte (il "centro") – è una delle zone più animate. Qui è un susseguirsi di ristoranti etnici, dagli orientali in stile minimalista, alle pizzerie italiane aperti tutta la notte. E mentre la strada principale, l’Orianenburger Strasse, è dominata dalle grande Sinagoga, nelle vie laterali si mette in mostra la creatività dei giovani berlinesi. Qui si trovano piccole boutique che espongono gioielli, abiti e oggetti di giovani designer, venuti da tutto i mondo.
Tra le visite obbligatorie, prima che sia troppo tardi, c’è il Tacheles, l’icona della creatività degli anni 90.
Questo palazzo, diventato simbolo della controcultura berlinese nel mondo, è oggi meta di pellegrinaggio di persone di ogni tipo.
Ex fabbrica occupata da squatter-artisti nel 1990, oggi è uno spazio creativo, dove si possono affittare dei laboratori.
Ma bisogna fare in fretta perché gli artisti sono sotto sfratto da quando i proprietari hanno deciso di riconvertire il palazzo ad altra destinazione. Meglio andare subito prima che anche il Tacheles entri a far parte del circuito della nostalgia.

4. BAMBINI, YOGA E ECOLOGIA NEL QUARTIERE TRENDY
Trovare casa a Berlino non è difficile. In città non mancano spazi, recuperati e affittati per poche centinaia di euro al mese. Per questo Berlino è una sorta di capitale europea per i giovani che si sono trasferiti in massa nel trendy Prenzlauer Berg, nel contiguo e più popolare Friedrichshain, nel Kreuzberg (quartiere a maggioranza turca), e il più innovativo e ultimo arrivato nelle preferenze di chi cerca casa, il Neukölln.
Prenzlauer Berg, ex quartiere operaio della Berlino Est, con i suoi parchi e larghi viali è oggi il preferito dalle giovani coppie, ma anche da attori e scrittori.
Il quartiere, abbastanza appartato rispetto al centro, è stato risparmiato dai bombardamenti che hanno distrutto la città durante la guerra. Per questo qui si vedono ancora vecchi palazzi oggi ristrutturati. E poi in questa parte della città si trova uno dei mercati di prodotti biologici più grandi d’Europa (a Prenzlauerberg sono tutti ecologisti), bar e locali con clientela rilassata ma in carriera, scuole di yoga che spuntano come funghi con corsi anche per bambini dell’asilo.
E i bambini sono dappertutto, affollano le tantissime e attrezzatissime aree gioco nei parchi, librerie e laboratori artistici.
Molti berlinesi di altri quartieri vengono qui nei week end per passare un pomeriggio di relax.

5. MUSICA TECNO E BUTTAFUORI ENIGMATICI
La sera davanti a un’ex centrale dell’energia elettrica centinaia di berlinesi e qualche turista fanno la fila per sottoporsi al sommario e spietato giudizio del buttafuori di turno.
È il Barghain, discoteca a cinque piani, tempio della tecno conosciuto in tutta Europa.
Qui, a quanto sembra, vogliono entrare tutti. Ragazzini e persone di mezza età, travestiti e gruppi di amici. Un’umanità varia che si mischia sulla pista, nella migliore tradizione berlinese. Il Barghain è il locale della trasgressione senza filtri, per nulla patinato e non tollera timorati e schizzinosi. Consigli da chi è riuscito a entrare? Arrivare presto, non atteggiarsi a vip (questo costa la bocciatura immediata di chi fa la selezione) e poi confidare nel caso.

 

6. GALLERIE FOTOGRAFICHE, BERLINO IN BIANCO E NERO
Un altro spazio riadattato, questa volta a Orianenburger Strasse, è la galleria fotografica C/O, una delle più importanti della città. Aperta nel 2000 nell’ex edificio delle poste, dal fotografo Stephan Erfurt, dal designer Marc Naroska, e dall’architetto Ingo Pott, è una realtà di rilievo internazionale dove si tengono conferenze, seminari e laboratori. Fino a fine giugno sono esposte 120 foto di Fritz Eschen, sulla Berlino del dopoguerra.
Chi ama la fotografia di moda dal 14 maggio fino a fine luglio può assistere alla mostra di opere di Herb Ritts. Una retrospettiva delle foto degli anni 80 e 90 curata da CAMERA WORK. La galleria, aperta dal 1997 in quindici anni ha organizzato esposizioni dei maggiori fotografi come Man Ray, Irving Penn, Horst P. Horst, Peter Lindbergh, Peter Beard, Richard Avedon, Diane Arbus e Helmut Newton.

7. UN ARTISTA DIETRO AL BANCONE. NUOVE ESPERIENZE IN CUCINA
La condivisione degli spazi per attività diverse è una caratteristica tipicamente berlinese. La tendenza degli ultimi anni è l’incontro tra cibo e arte. Tra questi ci sono anche le sperimentazioni di .HBC che, nel Mitte, occupa il palazzo dell’ex Centro culturale ungherese. «.HBC è un ristorante e un bar ma anche uno spazio per le feste, concerti e mostre. Il locale ha un’atmosfera retro-socialista-modernista con suggestioni dell’avanguardia berlinese», spiega Stephan Rothfuss, manager del locale. Ogni due settimane la curatrice Fanny Gonella presenta "A bar is a bar is a bar", durante le quali diversi artisti, oltre a gestire il bar di .HBC, espongono le loro installazioni. Qui si organizzano anche concerti, incontri e si assaggiano nuovi piatti.

8. ATELIER E BOUTIQUE
Che Berlino sia giovane, creativa e una città in cui gli affitti sono bassi si nota anche dal numero di piccoli negozi e boutique di giovani designer che continuano a spuntare in tutti i quartieri. Difficile tenere il passo con la scena in continua evoluzione. Qualche aiuto viene dai blog di settore.

Per avere consigli personalizzati si può andare nel Mitte nella boutique di Paula Immich, stylist e disegnatrice di moda, che collabora con disegnatori di gioielli e accessori per creare uno stile femminile e disinvolto. Stoffe, forbici e macchine per cucire sono messe in mostra, perché gli spazi del negozio funzionano anche come laboratorio.
Atmosfere da club per gentlemen, divani in pelle e manichini, come nelle vecchie sartorie, accolgono i clienti da Dandy of the Grotesque, un atelier che fa abiti su misura da uomo al Mitte. Al Dandy sono attentissimi ai dettagli e cuciono abiti con tessuti italiani.
Per fare shopping di abiti vintage anni 70-80-90, si cambia quartiere e ci si trasferisce a Neukölln da Sing Blackbird. Mentre i clienti fanno girare vassoi con torte e focaccine fatte in casa si può scegliere se dare una seconda chance ai capi esposti o decidere se portare i propri abiti usati.

9. LA CITTÁ DELL’ARTE PROVVISORIA
2009. Il profilo roseo di Leonid Breznev che bacia "alla russa" il leader comunista tedesco Erich Honecker torna al suo posto.
Murale storico, immagine simbolo dei dipinti sul Muro (il graffitismo era un’arte già popolare nella Repubblica democratica tedesca) riprodotta infinite volte sulla paccottiglia per turisti, il "bacio" era stato cancellato senza preavviso dalla municipalità. Dopo furiose proteste, l’autore, il russo Dmitry Vrube è tornato per ridipingere la sua opera.
Questa è solo una delle moltissime opere che compaiono (e scompaiono) in ogni parte della città.
Berlino è un museo all’aperto, con mostre dell’arte di strada, forma espressiva provvisoria per scelta e necessità. Messaggi politici, slogan, dipinti estemporanei e vere e proprie opere di street art compaiono sui muri grigi di palazzi e fabbriche negli angoli più disparati della città.
Per un assaggio di quanto rimane dei dipinti sul Muro bisogna andare al Kreuzberg per vedere la East Side Gallery, una galleria a cielo aperto che raccoglie le opere di 118 artisti che insieme hanno dipinto oltre un chilometro del Muro rimasto in piedi in questa parte della città.

10. TOUR NELLA BERLINO DEL SOTTOSUOLO
Se si ascolta con attenzione e si usa molta fantasia i passi della folla berlinese risuonano a voto. La capitale è in marcia su una città segreta.
Perché tra le sue molte vite Berlino non si è dimenticata di concedersi anche un’esistenza sotterranea, ipogea, catacombale.
I cunicoli, dove tedeschi dell’Est in fuga si immergevano alla ricerche di libertà corrono invisibili nel sottosuolo.
Per fare un tour guidato (anche in italiano) nelle viscere di Berlino bisogna rivolgersi a Berliner Unterwelten, un’associazione di volontari che dal 1998 gestisce questo patrimonio sotterraneo. I membri dell’associazione raccontano storie delle fughe verso libertà dei tedeschi dell’Est, inseguiti in questi cunicoli labirintici da agenti della Stasi. O del rifugio che avrebbe accolto 1300 persone per sole 48 ore in caso di guerra atomica, e poi la storia delle "stazioni fantasma" le fermate della metropolitana dell’Ovest che passavano nei territori della città sotto influenza sovietica senza fermarsi. Ingegno umano, paura, grandi eventi storici. Una visita a questi mondi sotterranei è un modo per rivivere la storia di Berlino e del ‘900 da un punto di vista inedito.
Anche in questo caso Berlino, capitale d’Europa.

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