Batalha, la città nata da una promessa

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Se c’è un luogo in Europa, che più di ogni altro si identifica in un monumento simbolo, questo è sicuramente la piccola città di Batalha in Portogallo. Il monastero di Santa Maria da Vitória, è una delle opere più importanti dello stile manuelino, ed è talmente sorprendente da far dimenticare tutto il resto. È sorto per ricordare la battaglia di Aljubarrota, che il 4 agosto 1385, sancì la vittoria del Portogallo sugli spagnoli e con essa l’indipendenza nazionale.

Se c’è un luogo in Europa, che più di ogni altro si identifica in un monumento simbolo, questo è sicuramente la piccola città di Batalha in Portogallo. Il monastero di Santa Maria da Vitória, è una delle opere più importanti dello stile manuelino, ed è talmente sorprendente da far dimenticare tutto il resto. È sorto per ricordare la battaglia di Aljubarrota, che il 4 agosto 1385, sancì la vittoria del Portogallo sugli spagnoli e con essa l’indipendenza nazionale.

Il piccolo centro, si è sviluppato proprio intorno alla monumentale abbazia, e ancora oggi, vive in sua funzione. La sua importanza, si legge persino nel nome: il monastero è chiamato semplicemente Batalha, “battaglia” in portoghese, e Batalha è anche il centro abitato. La stupenda cattedrale, è sorta in seguito ad un voto fatto da João de Aviz, fratello bastardo di Ferdinando I, re del Portogallo, che nel 1383, concesse in sposa la figlia Beatrice, al sovrano di Castiglia Juan I. Poco dopo, il re morì senza eredi maschi e proprio il genero, iniziò ad avanzare pretese sul trono portoghese. Qui, entra in scena de Aviz, che incarnava per la borghesia, il modello dell’eroe nazionale. Le Corti di Coimbra, lo nominarono re, con il nome di João I, facendo scattare la scintilla che portò alla guerra. Juan I di Castiglia, invase il Portogallo con le sue truppe ben armate, che vennero allo scontro con quelle di João, nella piana di Aljubarrota, dove gli spagnoli, non solo subirono una pesante sconfitta, ma furono inseguiti e ricacciati fino in Castiglia.

Alla vigilia della battaglia, re João, promise, che in caso di vittoria, avrebbe fatto erigere una chiesa in onore della Vergine. Il monastero, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è un trionfo di contrafforti, pinnacoli e colonne, che ne fanno uno degli edifici gotici più affascinanti della penisola iberica. I lavori, iniziati tre anni dopo la battaglia, furono seguiti da diversi architetti, uno dei quali, inventò uno stile gotico fiorito, che ricorda le cattedrali di York e Canterbury. Fu il Maestro Huguet, lo stesso che costruì la cappella del fondatore, che custodisce la tomba di João e della moglie Filippa di Lancaster, con le statue giacenti che si tengono per mano. Iniziò anche il pantheon ottagonale di Duarte I, figlio di João, ma morì prima di riuscire a completarlo. Lo terminarono altri due architetti, che vi costruirono una serie di cappelle intorno, rimaste però incompiute. Sono dette le Capelas Imperfeitas, e forse, l’emozione che si prova nel guardarle, è dovuta proprio al fatto che non sono mai state terminate.

La mancanza di una volta, e l’apertura sul vuoto, le rendono magiche. Così come il resto dell’edificio: trafori di pietra ambrata attraversati dal sole, creano giochi di luce spettacolari. Gli enormi portali, le cupole a stella che sfidano la legge di gravità, e i chiostri scolpiti nel calcare traforato come un merletto, creano uno spettacolo mozzafiato. Un capolavoro che merita di essere visto al tramonto, quando la pietra si accende di riflessi dorati; o la sera, quando la magnifica architettura, è avvolta da mille luci e sembra uscita da un sogno. Cerca le offerte viaggi lastminute e gli alloggi attrezzati come gli hotel Barcellona, per vivere la magia di questa splendida città.

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