Basilea – Art Basel dal 16 al 20 Giugno

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Dal 16 al 20 giugno torna Art Basel: 300 gallerie da tutto il mondo con opere di 2500 artisti del XX e XXI secolo. E poi mostre in tutti i musei della città (quasi 40), installazioni e performance in luoghi storici .

Dal 16 al 20 giugno torna Art Basel: 300 gallerie da tutto il mondo con opere di 2500 artisti del XX e XXI secolo. E poi mostre in tutti i musei della città (quasi 40), installazioni e performance in luoghi storici .

Basilea a giugno è arte a 360 gradi. Torna, dal 16 al 20, Art Basel (www.artbasel.com ), la mostra- mercato più prestigiosa del mondo, con oltre 300 gallerie internazionali che presentano opere di 2500 artisti del XX e XXI secolo. Qui si viene per cogliere umori e tendenze, ma anche per fare ottimi acquisti, soprattutto tra le gallerie ospiti di Art Statements, quest’anno presenti con 26 progetti di giovani artisti realizzati appositamente per la fiera. L’evento speciale è Art Parcours, una mostra itinerante che tocca i luoghi simbolo di Basilea e li trasforma con opere e performance di 10 autori.

Si va dall’affascinante scatola luminosa di Angela Bulloch, sospesa sopra l’altare della Cattedrale come un cielo notturno, all’installazione di Daniel Buren nella vecchia Università, che trasforma con pellicole colorate e retroilluminate le finestre della facciata. Nel cortile del Municipio è comparsa una monumentale statua della giustizia, affiancata da una bilancia a tre braccia, di Damián Ortega; mentre negli scantinati del Museo di storia naturale si proiettano, tra animali imbalsamati, i video animati di Nathalie Djurberg. Con storie crudeli e grottesche interpretate da pupazzetti modellati con la plastilina, i film della giovane artista svedese fanno furore: fino al 24/7, una sua personale è in scena anche a Milano alla Galleria Giò Marconi.

L’itinerario di Art Parcours, che inaugura il 17 su invito e apre al pubblico le due sere successive, si snoda anche sul sul Reno: con i fuochi d’artificio di Cerith Wyn Evans accanto al ponte Mittlere Rheinbrücke, il più antico di Basilea, e la performance di John Bock che intrattiene i passeggeri su un traghetto storico con racconti ripresi da Il lupo di mare di Jack London.

Anche nella grande Messeplatz, la piazza pedonale dove ha sede la mostra-mercato (e dove domina l’imponente grattacielo del Ramada Plaza Hotel, l’edificio più alto della Svizzera), si ammirano opere d’arte pubblica progettate da big internazionali come Ernesto Neto, ma anche da giovanissimi, fra cui, l’italiano Alberto Tadiello. E ancora, oltre 50 interventi di grandi dimensioni, tra installazioni murales, proiezioni video, sculture oversize, sfilano nel padiglione Art Unlimited, da anni settore di punta della fiera con Art Statements. Anche qui a maestri come Dan Flavin, Yona Friedman, Mario Merz e Pistoletto si affiancano le creazioni di emergenti, fra cui, lo svizzero Urs Fischer e Rosa Barba (siciliana, vive a Berlino).

Tante, infine, le occasioni di approfondimento: visite guidate, rassegne di film, tavole rotonde e incontri, come quello tra l’artista Paul McCarthy e il curatore Massimiliano Gioni che il 16 apre il programma di Art Basel Conversations.

Ma Basilea non è solo Art Basel: con i suoi quasi 40 musei, la città, crocevia di tre nazioni (è vicinissima a Francia e Germania), offre una scelta straordinaria di mostre e avvenimenti culturali. Si parte dalla Fondazione Beyeler con un duo d’eccezione: il cubano Felix Gonzalez-Torres (1957 – 1996), a cui è dedicata un un’ampia retrospettiva (fino al 29/8), e Jean-Michel Basquiat celebrato per i 50 anni dalla nascita. Una produzione vastissima quella del pittore e graffitista newyorkese, tragicamente scomparso nel 1988 a soli 27 anni: circa mille dipinti e duemila disegni. La Fondazione Beyeler ne ha raccolti più di cento per dar vita a una mostra che è un racconto profondo sulla vicenda dell’artista americano. L’amico di Andy Warhol, Keith Haring e Madonna usava materiali e oggetti della vita quotidiana per dar forma a immagini grottesche ed esplosive, una denuncia contro il razzismo e le diseguaglianze sociali (fino al 5/9, www.beyeler.com ).

Nello spazio dello Schaulager, progettato dal celebre studio di architettura Herzog & de Meuron, va in scena la mostra dedicata all’artista Matthew Barney che sviluppa un originale parallelismo tra i suoi film, foto e sculture e la pittura del Rinascimento nordico (dal 12/6 al 3/10, www.schaulager.org ). L’opera del celebre artista messicano Gabriel Orozco viene invece presentata fino all’8 agosto al Kunstmuseum (www.kunstmuseumbasel.ch ) in una retrospettiva che ha esordito al MoMA di New York: 80 lavori in tutto, tra installazioni, sculture, ironici ready-made, foto, dipinti e disegni, dagli anni Novanta a oggi.

Infine, non può mancare una visita al Vitra Campus di Weil-am-Rhein (a 5 km da Basilea, www.design-museum.de). Una straordinaria concentrazione di architetture firmate, fra i tanti, da Zaha Hadid, Frank Gehry e il duo Herzog-de Meuron, che qui ha inaugurato da pochi mesi lo showroom con le collezioni dell’azienda, Vitra Haus.

Sul fronte dell’ospitalità, si va dallo storico e lussuoso Hotel Les Trois Rois, dove hanno alloggiato Napoleone, Goethe e i Rolling Stones (Blumenrain 8, tel. 0041.61.26.05.050, www.lestroisrois.com , doppia b&b da 324 €), all’Ymca: più che un ostello per la gioventù, un piccolo hotel di design, prenotatissimo da artisti e galleristi (Gempenstrasse 64, tel. 0041.61.36.17.309, www.ymcahostelbasel.ch  doppia da 33 €).

Per godersi il tramonto e un buon aperitivo conviene prendere l’ascensore per raggiungere i 105 metri del Bar Rouge (Messeplatz 12, www.barrouge.ch ), modernissimo capolavoro di Morger & Degelo all’ultimo piano del Ramada Hotel. Vicinissimo alla mostra e con camere a prezzi accessibili il MünchnerHof Hotel (Riehenring 75, 0041.61.68.94.444, www.muenchnerhof.ch ; doppia b&b da 124 €). Per rimanere nel mondo dell’arte, c’è il Teufelhof Art Hotel (Leonhardsgraben 49, tel. 0041.61.26.11.010, www.teufelhof.com , doppia da 170 €). Ogni camera è dedicata a un artista; la cucina offre piatti di ricerca e in cantina una selezione di 450 etichette; c’è anche un piccolo teatro.

Piacevoli soste gourmand anche al Berower Park Restaurant della Fondazione Beyeler (Baselstrasse 77, tel. 0041.61.64.59.770) con tavoli in giardino, come pure al Chez Jeannot, bistrot del Tinguely Museum (www.tinguely.ch ), con un’ampia terrazza sul Reno.

Fonte: www.corriere.it

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