Austria – Un albergo (very) low cost per gli sciatori

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È un po’ palestra, un po’ parcheggio, un po’ ostello. La reception è il «check in», stile aeroporto. Le scale un ricordo: qui ci sono solo tre piani di rampe per portare biciclette e sci direttamente in camera da letto. Si chiama «cube» ed è un enorme cubo di acciaio cemento e vetro satinato ai piedi delle piste da sci di Nassfeld- Pramollo, in Carinzia.

È un po’ palestra, un po’ parcheggio, un po’ ostello. La reception è il «check in», stile aeroporto. Le scale un ricordo: qui ci sono solo tre piani di rampe per portare biciclette e sci direttamente in camera da letto. Si chiama «cube» ed è un enorme cubo di acciaio cemento e vetro satinato ai piedi delle piste da sci di Nassfeld- Pramollo, in Carinzia.

Comodo, dal design futuristico e minimalista, ma un vero pugno negli occhi con quel suo stile Unione Sovietica, che nulla ha a che fare con i caldi alberghi da montagna. Chi viene qui lo fa solo per sciare. Dimenticatevi lo struscio di Cortina o di Courmayeur: intorno al «cube» è il deserto e per trovare un briciolo di movimento bisogna fare 10 chilometri e arrivare a Hermagor. Ma i prezzi sono decisamente competitivi: si parte da un minimo di 18 euro a notte, 55 compreso lo skipass che incide per 37 euro, colazione, attrezzature per vari sport sulla neve, sauna, discoteca e animazione compresi. Più giorni si resta, più le tariffe sono convenienti.

Attenzione però: il pacchetto prevede lo skipass obbligatorio. I prezzi calano se si sceglie l’inizio settimana o camere a sei, e aumentano un po’ sotto Natale. Per una settimana bianca sono 60 euro al giorno (camera da 4, skipass sempre compreso), 68 in alta stagione. Per i single c’è anche la possibilità di dividere la stanza con altre persone e risparmiare. Intendiamoci, non è proprio un luogo dove trascorrere la luna di miele, l’intimità è ridotta all’osso: l’anticamera dove si mettono ad asciugare gli scarponi è in vetro satinato giallo o arancione, il lavandino è a vista (se ti lavi i denti lo fai in vetrina), i muri sono di cartone, il pavimento in cemento, i letti a castello (ma almeno le doppie hanno il matrimoniale).

«Con questo arancione mi sembra di essere a Guantanamo, la tazza del water è in uno stanzino nero» scherzano Luca e la fidanzata, arrivati qui da Padova per curiosità. «Però — dicono — i prezzi sono ragionevoli e le piste molto belle ». Età media degli ospiti: 27 anni. Ma il «cube» è animato anche da giovani famiglie con bambini. Quello di Nassfeld non è l’unico. Gli altri due sono a Biberwier, a nord di Innsbruck e in Svizzera, a Savognin, vicino a St. Moritz. Stessa architettura essenziale, stessa filosofia, stessa clientela: giovani che vogliono sciare e divertirsi senza spendere un patrimonio. Il «cube» sembra piacere e la Vienna International, proprietaria dei tre alberghi guarda avanti: «Siamo in avanzate trattative per creare due nuove strutture a Chamonix, in Francia, appena al di là del Monte Bianco e in Sierra Nevada, in Spagna. Sono le stesse amministrazioni che per rilanciare le loro stazioni sciistiche ci hanno chiesto se eravamo interessati a "esportare" la nostra filosofia di vacanza. Ma i contratti non sono ancora chiusi, è in discussione dove posizionare l’albergo». Infatti il sito non è di secondo piano. Una delle caratteristiche forti è che i «cube» sono a una manciata di metri dalle piste. Auto addio.

 «Offriamo buoni servizi a costi accessibili a tutti — spiega Marc Muyldermans — direttore del "cube" in Carinzia — e anche sempre più italiani vengono qui. La scorsa stagione invernale abbiamo raggiunto le 42 mila presenze». Inorridisce a sentire parlare del cubo il direttore di Dolomiti Superski, Franz Perathoner: «Lo so che è una tendenza, sono arrivati anche i progettisti del cubo. Da noi quella roba non c’è, non ne abbiamo bisogno e non la vogliamo. Abbiamo molta richiesta per il low cost, ma nei bed and breakfast e nei garnì si risparmia anche sulle Dolomiti. E poi, per favore, vogliamo paragonare le Dolomiti alla Carinzia?».

Fonte: www.corriere.it

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