Arte e Hotel

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Non solo musei ma neppure semplici alberghi. Luoghi dove ammirare l’arte, in alcuni casi acquistare un quadro o una scultura, e insieme confortevoli paradisi del riposo. Sono gli "arte hotel", cosa ben diversa dai design hotel, ultima tendenza decollata nei soliti paesi all’avanguardia del nord Europa e ora arrivata trionfalmente anche in Italia.

Non solo musei ma neppure semplici alberghi. Luoghi dove ammirare l’arte, in alcuni casi acquistare un quadro o una scultura, e insieme confortevoli paradisi del riposo. Sono gli "arte hotel", cosa ben diversa dai design hotel, ultima tendenza decollata nei soliti paesi all’avanguardia del nord Europa e ora arrivata trionfalmente anche in Italia. L’idea è semplice quanto di sicuro effetto: mettere a braccetto due dei patrimoni del buon vivere, quali il turismo e l’arte, e creare dei luoghi di riposo che siano anche un’occasione per arricchirsi culturalmente.

Di più. In un momento in cui l’arte gode di grande fortuna può rivelarsi un’occasione per trascinare il turismo che, al contrario, sembra risentire parecchio della crisi generale. L’ultimo esempio di arte hotel, almeno in ordine di tempo, è quello dell’Alexander Museum Palace (www.alexandermuseum.it ) hotel di Pesaro.
Così lo definisce il proprietario Alessandro Marcucci Pinoli: «Una performance permanente 365 giorni l’anno, per 24 ore al giorno, che parla e comunica attraverso il linguaggio universale del bello». Il che, tradotto in pratica, vuol dire quattro anni di lavori in cui sono stati coinvolti ingegneri, architetti e soprattutto artisti famosi o anche emergenti. Ogni sala, ogni stanza, ogni dettaglio porta la firma di un autore diverso a cominciare dalla stele di Arnaldo Pomodoro, alta 16 metri, installata all’entrata. In totale ci sono 63 camere, firmate da 75 artisti (tra gli altri Sandro Chia, Giò Pomodoro, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Primo Formenti, Nanni Valentini, Simon Benetton, Mauro Brattini), mentre le parti comuni sono decorate da altri 25, per un totale di 100 fra pittori e scultori. «La selezione non è stata facile», spiegano dall’hotel, "nel 2004 sono state scelti i bozzetti di un centinaio di artisti e altri ancora sono stati segnalati da critici come Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio. In più ci sono tre grandi sculture della Transavanguardia acquistate su indicazione di Achille Bonito Oliva.

Esiste già da qualche anno l’Atelier sul mare (www.ateliersulmare.it ), nel paesino di Castel di Tusa, sulla costa tra Cefalù e Santo Stefano di Camastra. L’albergo è nato dall’intuizione di Antonio Presti, già autore del parco di sculture all’aperto più grande d’Europa, sulla necessità di creare un rapporto più diretto con l’arte. L’Atelier sul mare offre la possibilità di dormire all’interno di 20 stanze d’artista, vere e proprie sculture e installazioni. Il solo vincolo, posto agli artisti al momento dell’avvio dei lavori, è stato quello di fornire un letto e un bagno funzionali. «L’Atelier sul mare — ha sempre dichiarato Presti — si propone come esclusivo centro internazionale e grande contenitore d’arte contemporanea. Un museo vivo dove l’ospite visitatore non ha con l’opera un rapporto contemplativo o estraneo ma può viverla come un’emozione».

Tra le Gallerie d’arte che costeggiano via Margutta, in pieno centro di Roma, sorge poi l’hotel Art (www.hotelart.it ). Entrando un lungo corridoio pedonale, con le pareti rivestite di lucido marmo bianco, è illuminato da una creazione dell’artista Enzo Catellani. Un tempo era una cappella, ora sconsacrata e restaurata, e propone un mix tra sacro e profano, tra antico e moderno. Sulle volte a crociera brillano stelle dorate. Per terra, lungo i lati del corridoio, scorrono nastri di luce su cui sono scritti versi di poeti come Garcia Lorca e Octavio Paz. Anche Milano, naturalmente, ha il suo albergo d’arte. E’ l’Arte Hotel Navigli (www.arthotelnavigli.com ) dove Raymundo Sesma ha rivisitato anche l’ingresso del garage. Una collezione di dipinti e sculture di arte contemporanea, opera di artisti italiani e internazionali come Giuseppe Ajmone, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Arturo Carmassi, Mark Kostabi e Raymundo Sesma, sono sparpagliate tra gli ambienti comuni e le camere.

Tra i tanti musei dell’ospitalità fuori dall’Italia, invece, vale la pena di citare almeno un modesto albergo a tre stelle a conduzione familiare di Copenaghen: l’Hotel Fox (www.hotelfox.dk ). L’indirizzo è recentemente diventato un arte hotel, dedicato al design e all’arte contemporanea, e si è rapidamente trasformato nella nuova meta glamour della capitale scandinava. Un gruppo di 21 giovani creativi hanno ridisegnato l’albergo secondo le ultime tendenze della graphic, street e urban art, in totale libertà. Il risultato è di sicuro effetto: per ognuna delle 61 camere i progettisti hanno creato scenografie che spaziano dal Decò ai Manga giapponesi, dai comics alla street art, dipingendo pareti e porte e, naturalmente, disegnando mobili e tappeti.

Fonte: www.repubblica.it

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