Andy Warhol a Matera

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Atterra a Matera Andy Warhol, l´artista contemporaneo forse più conosciuto e amato, anche dal grande pubblico. Da geniale testimone del suo tempo e delle nuove icone della società di massa, a intramontabile icona di se stesso: vent´anni dopo la sua morte non cessa di alimentare il proprio mito. Rassegne e libri rileggono il suo eclettico percorso, il modello Factory (la comunità di lavoro da lui fondata a New York) continua a ispirare teorie e gruppi creativi.

Atterra a Matera Andy Warhol, l´artista contemporaneo forse più conosciuto e amato, anche dal grande pubblico. Da geniale testimone del suo tempo e delle nuove icone della società di massa, a intramontabile icona di se stesso: vent´anni dopo la sua morte non cessa di alimentare il proprio mito. Rassegne e libri rileggono il suo eclettico percorso, il modello Factory (la comunità di lavoro da lui fondata a New York) continua a ispirare teorie e gruppi creativi. Mentre le esperienze artistiche internazionali fanno i conti con un immaginario postpop, che contamina alfabeti e codici visivi dei linguaggi popular, dalla musica al cinema, alla moda alla pubblicità, ad internet.

È dunque un´occasione ghiotta la mostra Warhol on Paper che verrà presentata sabato prossimo alle 18 presso la Libreria di Palazzo Lanfranchi e s´inaugura alle 19 nella galleria Opera Arte e Arti, in via Ridola 4 (fino al 29 gennaio, dal martedì alla domenica, ore 11-13, 17-20,30, info 0835.25.64.73). Vi sono esposte – cosa non molto usuale dalle nostre parti – diciannove serigrafie risalenti al periodo 1975-1987, che provengono dall´Andy Warhol Foundation for the Visual Art di New York. Opere grafiche, ma che nella filosofia del padre della pop art non hanno il valore di una produzione minore, bensì sono parte integrante del suo rivoluzionario progetto creativo. «Penso che sarebbe fantastico se più persone si servissero del silk screen (ovvero la tecnica della serigrafia), così che nessuno potesse riconoscere il quadro mio da un altro», dichiarava profeticamente Andy Warhol nel lontano 1963.

Alla base c´era l´idea di un´arte anonima, che potesse essere fatta da chiunque. Un´arte meccanica non solo in senso tecnico, ma come esclusione di ogni emozione soggettiva, per aderire in tutto e per tutto a ciò che egli chiamava vita. Ed è la vita che si dà attraverso gli oggetti di consumo quotidiano o attraverso la comunicazione di massa: la radio, la televisione, la fotografia sui giornali. Una visione che sovvertiva la concezione individualistica, eroica quasi, fondata sul gesto estremo, sul rifiuto della società urbana, sul culto della materia primaria che aveva caratterizzato tutta la cultura artistica degli anni Cinquanta, per misurarsi con le mutazioni visive ma anche metodologiche e mentali della nascente civiltà massmediale.

La selezione materana, presentata dal critico brindisino Massimo Guastella, abbraccia molti dei temi e dei soggetti tipici di Warhol. Lungo il percorso si passa dal ritratto femminile a grafite su carta della serie Ladies and Gentlemen del 1975, ad uno dei più famosi supereroi, Superman, in un esemplare unico del 1981. Nel firmamento delle star, o meglio dei loro simulacri, troviamo campioni dello sport come il giocatore di hockey Wayne Gretzky , in un lavoro del 1984. Attori come Gerard Depardieu, recuperato da una immagine pubblicitaria del 1986. E insieme il padrino di Cosa Nostra John Gotti, in una stampa serigrafica ricavata da una fotografia pubblicitaria del 1986. Allo Studio 64, la famosa discoteca ricavata nella 54esima Strada da uno studio televisivo abbandonato, coacervo di mondanità e celebrità, sono dedicate due differenti versioni di Studio 54 complimentary drink invitation, del 1978.

Un altro must del consumo assorto ad arte sono poi le etichette di Kellog´s Cornflakes, del 1978; cui si affianca la ristampa della prime pagina di una delle testate più conosciute, il New York Post del 1 aprile 1983, elevato a sua volta a dimensione estetica. Da carte da parati con pesci provengono invece i due Fish dell´83. Mentre l´estrema fase di questa «sconfinata vena creativa» è documentata da quattro esemplari tratti dalla serie Hans Christian Andersen dell´87, e dai Camouflage, un altro ciclo di stampe, pubblicate postume.

Fonte: www.repubblica.it

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