Analizzare le foto dei turisti

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Le fotografie digitali raccontano segreti. Codici e dati, anzi metadati, nascosti tra i bit delle immagini. Quali? Data e ora di scatto e condizioni di luce, per esempio, che possono far ricostruire la situazione meteorologica. Non solo: dall’analisi dei metadati si deducono i percorsi del fotografo e persino si può tentare un’interpretazione psicologica del suo indice di gradimento dell’ambiente esterno appena immortalato.


Le fotografie digitali raccontano segreti. Codici e dati, anzi metadati, nascosti tra i bit delle immagini. Quali? Data e ora di scatto e condizioni di luce, per esempio, che possono far ricostruire la situazione meteorologica. Non solo: dall’analisi dei metadati si deducono i percorsi del fotografo e persino si può tentare un’interpretazione psicologica del suo indice di gradimento dell’ambiente esterno appena immortalato.

INDAGINE SUI GUSTI – Secondo i ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, grazie ai metadati e all’interpretazione visione delle immagini stesse, è possibile realizzare una vera e propria indagine sui gusti e le tendenze di migliaia di persone. Senza disturbarle o spiarle, ma solo dando un’occhiata ai “segreti” delle loro opere fotografiche, pubblicate su Internet e dunque di pubblico dominio. E per dimostrare l’assunto, lunedì pomeriggio il prestigioso istituto di ricerca americano presenterà nel palazzo che fu di Lorenzo il Magnifico e oggi è sede della Provincia di Firenze, una ricerca definita avveniristica.

COME SI COMPORTANO I TURISTI – Ovvero uno studio, basato appunto sui metadati delle foto digitali, per indagare i comportamenti dei turisti. «Una delle materie più magmatiche e difficili da trattare in termini scientifici», scrive in una nota la Provincia che insieme all’Apt ha commissionato la ricerca. Difficile e magmatica, certo, ma anche la più affascinante. Dall’analisi dei metadati di una miriade di foto scattate a Firenze e pubblicate su Internet è stato possibile ricostruire virtualmente il percorso di ciascun turista. «I ricercatori hanno stabilito quali siano stati gli itinerari seguiti, i luoghi più frequentati e più fotografati, in quale città era il giorno prima di visitare Firenze e dove si è recato il giorno successivo e infine quali i monumenti e i punti di osservazione considerati più attraenti», precisa ancora la Provincia. I risultati? Ancora top secret, ma c’è chi annuncia sorprese.

Fonte: www.corriere.it

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