Amsterdam non è più così trasgressiva

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Se state pensando di programmare le prossime vacanze in Olanda pensando ad una evasione tutta all’insegna di sesso e fumo libero, pensateci bene. Perché, se il vostro interesse per Amsterdam e il suoi dintorni non sono Rembrandt, Veermer, i canali o il mulino a vento e siete rimasti affascinati dai racconti di quella che è riconosciuta come la città della tolleranza per antonomasia, sappiate che qualcosa sta cambiando. Nessun attentato alla libertà assoluta, di cui Amsterdam fa da sempre una bandiera.

Se state pensando di programmare le prossime vacanze in Olanda pensando ad una evasione tutta all’insegna di sesso e fumo libero, pensateci bene. Perché, se il vostro interesse per Amsterdam e il suoi dintorni non sono Rembrandt, Veermer, i canali o il mulino a vento e siete rimasti affascinati dai racconti di quella che è riconosciuta come la città della tolleranza per antonomasia, sappiate che qualcosa sta cambiando. Nessun attentato alla libertà assoluta, di cui Amsterdam fa da sempre una bandiera.

Tuttavia, dalla prossima estate, aspettatevi di trovare un’offerta un po’ più limitata rispetto al passato. Si riduce infatti drasticamente il numero delle vetrine con ragazze in bella mostra nel Red Light District e forti limitazioni stanno per entrare in vigore anche nell’altra attività che ha reso la città famosa nel mondo più ancora delle sue vie d’acqua e dei suoi angoli romantici: i coffee shop. Che, per chi ancora non lo sapesse, vendono sì caffè, ma questa è solo un’attività collaterale, visto che le ordinazioni dei clienti sono in particolare di hashish, marijuana e altre sostanze da fumo, che da queste parti sono autorizzate. Abbiamo attraversato il cuore pulsante della città per approfondire la crisi – o forse sarebbe meglio dire l’evoluzione – di un modello sociale che più di ogni altro è entrato nell’immaginario collettivo: per la tolleranza, lo spinello libero, i coffee shop, il sesso legalizzato in vendita e l’anticonformismo cucito su misura. Percorrendo questo reticolo di strade cartesiane note in tutto il mondo per il business delle donne in vetrina e degli spinelli liberi consumati nei coffee shop si respira l’aria di una metamorfosi in atto. È’ solo una questione di tempo.

350 VETRINE CHIUSE NEL RED DISTRICT – Dalla fine di gennaio nel Red District di Oudezijds Achterburgwal hanno chiuso ben 350 vetrine per volontà delle autorità olandesi che hanno siglato un accordo con la società immobiliare NV Stadsgoed per riqualificare la zona e riconvertire in show room della moda e della creatività alcuni degli spazi in cui prima a fare mostra di sè erano solo ragazze seminude in cerca di clienti. Il nuovo motto è : «Compra il vestito, non la donna» e finora ha coinvolto 17 vetrine. Le minuscole stamberghe affacciate sul canale del Oudezijds Achterburgwal continuano a convivere con le altre vetrine in attività dove spicca la prostituta in bikini fosforescente che cerca di attirare l’attenzione dei tursiti, che increduli osservano accigliati l’originale accostamento tra i manichini in smoking, i lussuosissimi abiti da sposa e le signore della porta accanto.

«RED LIGHT FASHION» – Così il Wallen, il quartiere dell’eros, ha finito con il cambiare nome e da oggi, con un’azzeccata operazione di marketing, viene identificato come il «red light fashion». Anche lo slogan «I Amsterdam», che richiama l’omonimo progetto per la valorizzazione della città e dei suoi dintorni, si è diffuso come il prezzemolo e impazzano le t-shirt che ridisegnano la città attraverso il nuovo che avanza. La decisione di limitare il numero delle vetrine a luci rosse non è l’effetto di un ripensamento sulla dottrina della libertà totale, bensì una scelta di ordine pubblico e di controllo della legalità. Con il tempo, infatti, il red light district ha finito col perdere sempre più l’immagine trasgressiva e romantica attirando su di sè gli interessi di una malavita sempre più organizzata. «Non si possono chiudere gli occhi sugli abusi sulle donne, il lavaggio di denaro sporco, il traffico di persone – si legge nella sezione delle Faq del sito Iamsterdam – la prostituzione continuerà ad essere consentita, ma dovrà essere portata avanti in modo legale e trasparente». Con un occhio anche alla sicurezza sul fronte igienico e sanitario: a marzo, ad esempio, è stato aperto un centro di assistenza medica per le prostitute.

15 MILIONI DI EURO CONTRO IL CRIMINE – Il Comune di Amsterdam, con al timone il battagliero sindaco Job Cohen ha stanziato circa 15 milioni di euro per cercare di controllare e delocalizzare il business nel crimine che nella patria di Van Gogh ha radici molto profonde. In città sono molto frequenti gli episodi di riciclaggio di denaro e traffico di droga che hanno spinto le autorità di competenza a revocare 33 licenze ai tenutari di bordelli.

RISCHIO DI CHIUSURA PER 70 COFFEE SHOP – Ma non sono solo i bordelli a chiudere le saracinesche e a rifarsi il make up, anche i coffe shop accusano il colpo del rinnovamento perché ben 70 attività rischiano di chiudere. «È da 12 anni che noi siamo aperti, ma è da due anni che il vento è cambiato per i 250 coffee shop di Amsterdam – affermano i gestori italiani del coffee shop The Bush Doctor nella centralissima Rembrandtplein –. Dal 2006 non si possono più somministrare alcolici nei nostri locali e dal primo luglio entrerà in vigore la legge antifumo. Per noi sarà dura. Prima era tutta un’altra vita». Il divieto di fumo riguarderà le sole sigarette, l’hashish e la marijiuana e si potranno fumare soltanto senza il tabacco. In sostanza i clienti dei coffee-shop potranno continuare a fumare i «purini»: le canne fatte con sostanze stupefacenti senza l’aggiunta di tabacco.

DA MARZO DIVIETO SEMI DI CANNABIS – Da marzo inoltre , il ministro della Giustizia, Ernst Hirsch Ballin, ha annunciato il divieto della vendita di semi di cannabis e ogni strumento per la coltivazione domestica. Anche questo è considerato un duro colpo per i coffee shop e gli smart shop (negozi con l’assortimento di prodotti pillole estatiche, funghi magici, accessori, per fumare ecc..) che oltre alle canne già pronte mettevano a disposizione dei clienti anche i kit per il fai-da-te. Fumo libero, insomma, ma un po’ meno. Ma occorre tener presente che in Olanda il numero di morti per droga resta tra i più bassi in Europa, in quanto la legislazione olandese distingue i derivati della cannabis (hashish e marijuana) dalle droghe pesanti (eroina, cocaina, droghe sintetiche). Infatti, è consentito il possesso di hashish e marijuana per uso personale (con un massimo di 30 grammi), mentre è assolutamente vietato l’uso e lo spaccio di ecstasy, cocaina ed eroina. Oltre al coffee shop The Bush Doctor, abbiamo visitato altri 12 attività dedite alla vendita legale di hashish e marijuana, tra cui lo storico The Bulldog aperto dal 1975, il De Kroon in Oudebrugsteeg, il Jungle, lo Sheeba, l’Extase, il Route 66 solo per citarne alcuni e abbiamo provato a sondare il terreno sulla rendita annuale prodotta da questi esercizi, ma sull’argomento le bocche sono rigorosamente cucite, nessuno vuole rivelare a quanto ammonti il «business della canna». È quasi l’una di notte e si avvicina l’orario di chiusura del The Bush Doctor, prendiamo un caffè mentre un via e vai di persone entra per comprare una canna già pronta di «weed con tabacco» a 4 euro l’una sigillata in una provetta di plastica take away. «Le sembrerà strano – ci dice l’addetta alla vendita del The Bush Doctor – ma riceviamo telefonate preoccupate dall’Italia a qualsiasi ora del giorno e il tormentone è sempre lo stesso: «È vero che chiudete?»».

Fonte: www.corriere.it

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