Al via a Torino l’Olimpiade dell’aria

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Fino al 13 giugno i World Air Games: gli specialisti del volo in gara per il titolo mondiale.

Sulla scia del ricordo olimpico dei Giochi invernali 2006 e del motto coniato per quella rassegna, «Passion lives here», Torino si appresta a tornare al centro del mondo. Lo farà, dal 6 al 13 giugno, per i Wag, sigla che sta per World Air Games, in pratica i Mondiali, o, se preferite, l’Olimpiade delle discipline dell’aria. La manifestazione sbarca nel capoluogo piemontese con una formula rinnovata e accattivante: in una settimana ben dieci specialità saranno protagoniste, secondo un calendario serrato che si ripropone di concentrare le emozioni in rapida sequenza e in un unico luogo.

Fino al 13 giugno i World Air Games: gli specialisti del volo in gara per il titolo mondiale.

Sulla scia del ricordo olimpico dei Giochi invernali 2006 e del motto coniato per quella rassegna, «Passion lives here», Torino si appresta a tornare al centro del mondo. Lo farà, dal 6 al 13 giugno, per i Wag, sigla che sta per World Air Games, in pratica i Mondiali, o, se preferite, l’Olimpiade delle discipline dell’aria. La manifestazione sbarca nel capoluogo piemontese con una formula rinnovata e accattivante: in una settimana ben dieci specialità saranno protagoniste, secondo un calendario serrato che si ripropone di concentrare le emozioni in rapida sequenza e in un unico luogo.

LE DISCIPLINE – Il baricentro sarà rappresentato dall’aeroporto di Torino Aeritalia: 21 delle 27 competizioni, dalle spettacolari evoluzioni dei cultori dell’acrobazia ai lanci dei virtuosi del paracadutismo, si svolgeranno sullo storico campo di volo confinante con la città. Le gare dei palloni ad aria, invece, saranno ospitate da Mondovì, mentre gli esperti di parapendio e di deltaplano si daranno battaglia ad Avigliana e sul lago Grande. Al Pala Ruffini, infine, sarà ritagliato lo spazio per un’attività che non mancherà di incuriosire: l’aeromodellismo indoor, riservato a velivoli addirittura di peso inferiore ai 500 grammi.

IL PROGRAMMA – Il sito dei Wag 2009 offre una serie di ulteriori dettagli pratici, come il calendario delle prove, gli orari e una ricca galleria fotografica. Anche il profano avrà modo di interessarsi, detto che l’organizzazione ha curato in maniera intelligente pure un nutrito programma di contorno. All’aeroporto gli spettatori troveranno simulatori ed esposizioni di materiale aeronautico; in più, saranno organizzate conferenze a tema e all’Air Village si terrano concerti. Anche la città si “vestirà” di aviazione: sulla base dei concetti di libertà, di spazio e di cielo saranno programmati eventi e mostre collegate, mentre maxischermi in piazza San Carlo e in piazza Castello rilanceranno le fasi salienti della manifestazione.

L’OCCASIONE ITALIANA – E’ un’occasione per tutta la nostra aviazione, questa edizione dei Giochi dell’aria. L’Italia, che è stata una delle culle del volo mondiale, che ha saputo conquistare primati e proporre grandi personaggi, dal dopoguerra in poi ha creduto sempre di meno nello sviluppo dell’aeronautica diportistica: ad ostacolarla, sono nati impedimenti burocratici e di altra natura, legabili soprattutto alla clamorosa assenza della scuola (è il caso di ricordare, tanto per dire, che l’aeromodellismo è insegnato ai ragazzi tedeschi e di altre nazioni europee). Infine, aeroporti sono stati chiusi o lasciati scadere a livelli infimi, mentre altrove, anche in realtà più piccole della nostra, si andava in controtendenza. L’approdo è uno scenario da terzo mondo, in termini di ore volate, di aerei immatricolati, di accesso alle discipline nell’aria, di facilità nello sfruttare le (poche) strutture. Eppure, un cuore pulsante è rimasto e continua a battere in mezzo alle difficoltà: lo tengono attivo la realtà degli Aero Club o il pianeta del volo ultraleggero. I Wag 2009 sono anche un premio per questo “popolo” che non ha smesso di crederci e che ora ha l’occasione, forse l’ultima, di togliere l’aviazione italiana dall’anonimato nel quale governanti di ogni colore e razza l’hanno confinata.

Fonte: www.lastampa.it

 

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