Ajaccio

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Un’isola delle vacanze che non ha rinunciato alle tradizioni: la Corsica declina il suo patrimonio di feste religiose e rurali dai villaggetti di pietra perduti nel verde alle piccole città sul mare. Sempre rigorosamente con un côté sacro che sconfina nel profano. Anche le processioni dell’Assunta sono seguite da giorni di festa popolare, a Calvi come a Bastia, con la Vergine d”Argento portata a spalle per le vie del centro.

Un’isola delle vacanze che non ha rinunciato alle tradizioni: la Corsica declina il suo patrimonio di feste religiose e rurali dai villaggetti di pietra perduti nel verde alle piccole città sul mare. Sempre rigorosamente con un côté sacro che sconfina nel profano. Anche le processioni dell’Assunta sono seguite da giorni di festa popolare, a Calvi come a Bastia, con la Vergine d”Argento portata a spalle per le vie del centro.

Ma l’appuntamento più insolito del ferragosto còrso è ad Ajaccio. Perchè qui, nel 1769, proprio il 15 agosto, è nato Napoleone. Così la Vergine Assunta, protettrice della città, divide la scena con l”Imperatore nelle Giornate Napoleoniche, una festa di compleanno che diventa un revival in piena regola dei tempi d”oro di Bonaparte.
Si comincia il 13, con la sfilata della Guardia Imperiale, parate nel centro della città, grande spettacolo son et lumière e Ballo dell’Imperatore, con tanto di danze imperiali. Il giorno dopo, edizione speciale del Cambio della Guardia, alla presenza di Napoleone in persona. E il 15 Messa Solenne in cattedrale, con processione della Vergine scortata dalle truppe imperiali e tappa d”obbligo a casa Bonaparte.

Curioso legame, quello che unisce l”imperatore alla sua città natale. Lui lasciò l”isola quando aveva solo dieci anni, per entrare alla scuola militare di Brienne, in Champagne, e in seguito vi fece solo brevi comparse, come giovane ufficiale dell’esercito rivoluzionario e al ritorno dalla campagna d”Egitto. Ajaccio è soprattutto la città di un Napoleone bambino, quando era soprannominato «Nabulio», ficcanaso, e andava a giocare nella grotta di U Casone, sulla collina. Le statue riprendono l”iconografia ufficiale: Napoleone con il cappello a bicorno in place d”Austerlitz, Napoleone imperatore romano in place de Gaulle, Napoleone primo console tra le palme di place Foch…Ma poi sono soprattutto cafés e brasseries che portano il suo nome, negozietti di souvenir, piccoli musei intimi… Qui Napoleone è quasi uno di famiglia, uno che si è conosciuto prima che diventasse famoso.

E le Journées Napoléoniennes sono un’occasione perfetta per andare sulle sue tracce, nella vecchia Ajaccio. Cominciando, va da sé, dalla Maison Bonaparte, una casa semplice e un po’ severa, affacciata sulla minuscola place Létizia, con un microgiardino fiorito e il busto del figlio Napoleone I, il re di Roma, da ragazzino. Proprietà di famiglia fin dal ”600, confiscata dagli inglesi dal 1794 al 1796, risistemata dalla madre Letizia a fine ”700 e poi da Napoleone III a metà ”800, è certo assai diversa da com”era al tempo dell”infanzia del futuro imperatore. Ma ci sono tanti ricordi, oggetti, ritratti e si finisce per trovare credibile anche la presunta «camera natale». Da vedere, fino a ottobre, c”è una mostra dedicata alla «Legion d”onore e i corsi».
Pochi passi in rue Bonaparte, look da carrugio stile Genova d”antan, ed ecco il bel palazzo dei Pozzo di Borgo, oggi trasformato in hotel esclusivo. Erano la famiglia rivale dei Bonaparte, e assai più ricchi e potenti, poi il vento della storia fece il suo giro e i Pozzo di Borgo, sostenitori di Pasquale Paoli, morto in esilio, finirono travolti dalla sconfitta del paladino dell”indipendenza corsa.

La cattedrale dedicata all”Assunta è appena più in là, con la facciata rinascimentale giallo ocra, e all”interno qualche bella tela (anche un Delacroix) e il fonte battesimale dove è stato battezzato Napoleone. La toponomastica attorno è rigosamente imperiale, ed è per il quai Napoléon, all’ombra della cittadella, che si raggiunge l’Hotel de Ville, altra tappa obbligata: ospita un piccolo museo napoleonico, con souvenir curiosi, dalle maschere funerarie all’ultimo cucchiaino usato dall”imperatore morente… Pochi passi, e inizia rue Cardinal Fesch, intitolata allo zio materno di Napoleone, grande appassionato d’arte: mise insieme la bellezza di 16 mila opere e per contenerle fece costruire il grande Palais sulla via, oggi Museo Fesch. È la più grande collezione di dipinti italiani in Francia dopo il Louvre, con capolavori di Botticelli e Tiziano: peccato sia chiuso per restauri fino al 2009, come la cappella imperiale, dove riposano il cardinale e madame Letizia. Chissà se anche l’imperatore avrebbe voluto essere sepolto qui, nella sua vecchia Ajaccio, proprio da lui dichiarata capitale di un’isola che riconosceva ad occhi chiusi, dal profumo del maquis. Gli ajacciens giurano di sì. E ogni anno brindano al suo compleanno, ça va sans dire al Grand Café Napoléon di cours Napoléon. Vive l”Empereur.

Informazioni utili
Per arrivare, traghetti Corsica Ferries (www.corsicaferries.it ) e Moby Lines (www.moby.it ). Le linee dall”Italia non raggiungono Ajaccio: da Bastia sono circa 160 km, volendo percorribili anche sulla storica ferrovia del 1888, 4 ore di viaggio slow tra gallerie, viadotti e foreste (www.trainstouristiques-ter.com )
Per alloggiare ad Ajaccio in stile Napoléon, Palazzu u Domu (www.palazzudomu.com ), 4 stelle di charme nella casa dei Pozzo di Borgo, 45 camere, una scala monumentale dove sono riprodotti in proporzioni king size dettagli dei dipinti del Museo Fesch che rappresentano Napoleone, Letizia, il cardinale Fesch. Doppia da 180 euro. Più semplice ed economico l”hotel Fesch, in un palazzo d”epoca su rue Fesch (www.hotel-fesch.com , doppia da 66 euro)
L’ufficio del turismo di Ajaccio organizza itinerari guidati a tema, comprese le insolite le «visite-teatro» previste il 12 e 26 agosto e il 2 settembre, con personaggi in costume per le vie del centro. Info: www.ajaccio-tourisme.com ; www.visit-corsica.com ; www.franceguide.com

Fonte: www.lastampa.it

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