Air France diventa low cost !

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«Senza dirlo, Air France diventa low cost». Il titolo più azzeccato, probabilmente, lo ha pubblicato ieri sera un seguitissimo sito Internet francese. Perché è esattamente quello che è successo: la compagnia di bandiera parigina ha lanciato una nuova gamma di biglietti aerei, denominata “Mini”, che ricorda in tutto e per tutto le tariffe e le condizioni di vendita dei vettori low cost.

«Senza dirlo, Air France diventa low cost». Il titolo più azzeccato, probabilmente, lo ha pubblicato ieri sera un seguitissimo sito Internet francese. Perché è esattamente quello che è successo: la compagnia di bandiera parigina ha lanciato una nuova gamma di biglietti aerei, denominata “Mini”, che ricorda in tutto e per tutto le tariffe e le condizioni di vendita dei vettori low cost.

La rivoluzione partirà il prossimo 6 febbraio e prevede prezzi-base di 49 euro a tratta su linee molto frequentate come la Parigi-Montpellier, la Orly-Bordeaux e la Orly-Nizza. «Con questa scelta non vogliamo diventare una compagnia totalmente low cost» ha specificato Alexandre de Juniac, presidente esecutivo di Air France. Certo è che i servizi correlati alle tariffe “Mini” ricordano molto quelli dei principali concorrenti internazionali, Easyjet e Ryainair: niente bagaglio in stiva (se non a pagamento) e nessuna possibilità di accumulare miglia “Flying Blue”. In ogni caso, l’iniziativa è immediatamente piaciuta ai francesi: «Il nostro sito è stato preso d’assalto», ha spiegato in serata la compagnia. «Abbiamo abbassato i prezzi perché abbiamo ascoltato i nostri passeggeri: per il 60% di loro la tariffa è determinante nell’acquisto di un biglietto aereo», ha detto ai giornalisti Florence Parly, responsabile della clientela di Air France.

Le super-offerte non saranno solo nazionali: un volo Marsiglia-Marrakech, per esempio, costerà 79 euro, mentre raggiungere Mosca e Tel Aviv da Parigi ne costerà 139. Proprio ieri, intanto, Air France-Klm ha smentito le indiscrezioni di stampa che parlano di un’accelerazione dei piani di acquisizione della compagnia italiana. Ora – spiegano da Parigi – i mezzi sono limitati e non sono consentite operazioni, ma è indubbio che l’ipotesi francese resti la più accreditata sul piatto, magari con tempi un po’ più lunghi di quelli di cui si parla (qualcuno dice entro l’estate). Anche perché sembra difficile che la partita possa essere chiusa prima della formazione del nuovo Governo. Anche Immsi, la holding di Roberto Colaninno che detiene il 7% del capitale di Alitalia, su richiesta della Consob «smentisce l’esistenza di trattative in corso aventi ad oggetto la cessione» della quota, e riferendosi alle indiscrezioni di stampa «ritiene che possano avere influenzato l’andamento odierno del titolo», in forte rialzo a Piazza Affari. Intanto il tema è entrato a pieno titolo nel dibattito della campagna elettorale.

Ieri Corrado Passera, che nel 2008 con Intesa SanPaolo ha guidato la cordata di imprenditori italiani, commentando l’ipotesi di cessione di Alitalia ad Air France su Twitter ha detto: «Parliamone a fondo, quando avremo tutti gli elementi». La vicenda scalda anche la Borsa, dove è stata una giornata di forti acquisti su Immsi (+18,24% a 0,53 euro). Debole invece Atlantia (-1,57%), che possiede l’8,9%, e Gemina (-0,73%), che controlla Aeroporti di Roma. Air France-Klm ha fatto sapere di non aver iniziato «alcuna negoziazione» per l’acquisto di «tutte o parte» delle azioni di Alitalia detenute dai soci italiani. Il gruppo franco-olandese, ha infatti spiegato l’ad di Air France Alexandre de Juniac, «è attualmente nel pieno di un piano di riassetto» e dispone di «mezzi molto limitati» e questo comporta «estrema cautela» su ogni possibile acquisizione. Parigi comunque assicura di sostenere tutti gli sforzi di Alitalia per risanare la situazione, che è «sulla buona strada». Su eventuali operazioni future, invece, de Juniac dice di non sapere nulla. Invece la banca d’affari Lazard, che secondo la stampa sarebbe l’advisor di Air France-Klm nell’operazione, dice di non poter fare commenti sulla questione. Alla finestra intanto c’è anche la compagnia degli Emirati Ethiad, che con Alitalia ha già un accordo commerciale.

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