Aeroporti di Milano, Linate chiuso tre mesi per lavori: sarà assalto a Malpensa

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La chiusura dello scalo cittadino per il rifacimento della pista comporterà il maxi-trasloco per tre mesi, dal 27 luglio al 26 ottobre, di aerei, personale e indotto. E per il maxi ponte di aprile-maggio attesi 1,65 milioni di passeggeri

L’aeroporto di Malpensa (LaPresse)

Sarà un 2019 «straordinario» dopo un 2018 da record in termini di passeggeri e utili. «Straordinario» per quello che Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, definisce un evento «che succede una, al massimo due volte nella vita» di chi lavora in un aeroporto: la chiusura di Linate per il rifacimento della pista e il maxi-trasloco per tre mesi (27 luglio-26 ottobre) di aerei, personale e indotto a Malpensa. Questo spiega anche perché in Sea, l’azienda che gestisce i due scali, sono impegnati per rendere il trasloco il più fluido possibile e con il minor numero di disagi. Secondo il database specializzato FlightGlobal nel «semestre estivo 2019» (per l’aviazione è il periodo aprile-ottobre) tra gli scali più grandi d’Europa Malpensa sarà quello con il terzo tasso di crescita maggiore dei posti offerti (+12%) dopo Mosca-Sheremetyevo e Vienna, ma il primo se si considerano i novanta giorni di stop di Linate (+23,9%). In Sea hanno individuato anche un giorno da «bollino nero», il 2 agosto, dove sono previsti 941 movimenti complessivi e quasi 126 mila viaggiatori.

Previsioni sui flussi che rallegrano, ma non aiutano la logistica. Come ci arriveranno a Malpensa non solo i passeggeri previsti sin dal principio, ma anche i 25 mila in più ogni giorno «dirottati» per la chiusura di Linate? Intanto seguendo la campagna di informazione della società che gestisce i due aeroporti, a partire dal presentarsi con largo anticipo al check-in. Poi muovendosi da e per lo scalo in modo agevole. In Sea da tempo puntano sui treni, in particolare su quel Malpensa Express che per l’ad Brunini «funziona bene», tanto che gli piacerebbe avere più corse.

Trenord però ritiene che sia sufficiente raddoppiare i posti su quelle già programmate (146) «con un aumento della capacità del 47%». Un’offerta non definitiva, sostengono in Trenord, perché «il servizio sarà sottoposto a un continuo monitoraggio». L’aumento delle frequenze non viene escluso e riguarderebbe Cadorna. Ma qui è bene fare un po’ di calcoli. I posti messi a disposizione ogni giorno sul Malpensa Express passeranno — con il piano di Trenord — da 39 mila a 57.500. Stando alle proiezioni del Corriere il prossimo agosto nello scalo in provincia di Varese dovrebbero arrivare 34.700 persone in più ogni giorno (considerando i 25 mila di Linate): la metà di queste dovrebbe prendere altri mezzi (gli autobus, i taxi o i veicoli privati) perché basti la capacità aggiuntiva sui convogli.

Una volta a Malpensa migliaia i viaggiatori dovranno poi vedersela con il controllo dei passaporti. E qui la competenza — al netto degli e-gate, le porte automatiche installate e che aumenteranno, anticipa Brunini — spetta alle forze dell’ordine che dovranno prevedere un investimento maggiore: circa un terzo del flusso che di solito transita su Linate — e che quindi per tre mesi convergerà su Malpensa — parte e arriva dal Regno Unito. Quanto agli imbarchi l’ad di Sea aggiunge che in quel periodo saranno messi a disposizione dei vettori «6 gate attualmente inutilizzati» e che si sta «lavorando per una formazione del personale di Linate che andrà Malpensa».

Altro tema che da tempo aleggia sul futuro di Sea è l’aggregazione con Sacbo, il gestore dell’aeroporto di Orio al Serio di cui Sea detiene il 30%. «Sono gli azionisti che decidono», ha chiarito Brunini, senza nascondere che un’eventuale integrazione «credo che possa avere senso: se i soci dovessero scegliere in questo senso, noi saremmo pronti a lavorarci» visto che «si tratta di tre scali che hanno una propria vocazione e possono coesistere, ciascuno con la propria finalità ben definita».

Il tutto alla luce di un 2018 decisamente positivo. Venerdì i soci di Sea si sono riuniti per approvare il bilancio 2018 chiuso con un utile netto di 136,1 milioni di euro (in crescita rispetto agli 84 milioni dell’anno precedente) e ricavi pari a 693,1 milioni (+5,8% sul 2017). Pierfrancesco Barletta, Michaela Castelli, Davide Corritore, Patrizia Michela Giangualano, Luciana Sara Rovelli, Armando Brunini e Rosario Mazza sono stati nominati consiglieri d’amministrazione e il Cda ha deliberato di nominare presidente Castelli e vicepresidente non esecutivo Corritore.

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