Aeroporti con vista spettacolare

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Da Sion al Nepal, da Las Vegas ai Caraibi (ma c’è anche Londra), la lista delle città che offrono i più spettacolari atterraggi con vista. Naturalmente opinabile

Sono luoghi da cui si parte e in cui si arriva: nessuno ci passerebbe una vacanza. Eppure anche un aeroporto può essere una meta turistica, non tanto per quello che c’è dentro, sebbene alcuni ormai siano piccole città del consumismo e del tempo libero, ma soprattutto per quello che c’è intorno.

Da Sion al Nepal, da Las Vegas ai Caraibi (ma c’è anche Londra), la lista delle città che offrono i più spettacolari atterraggi con vista. Naturalmente opinabile

Sono luoghi da cui si parte e in cui si arriva: nessuno ci passerebbe una vacanza. Eppure anche un aeroporto può essere una meta turistica, non tanto per quello che c’è dentro, sebbene alcuni ormai siano piccole città del consumismo e del tempo libero, ma soprattutto per quello che c’è intorno.

Un sito di viaggi, consultando migliaia di passeggeri e di esperti in mezzo mondo, ha infatti compilato una classifica degli aeroporti con il panorama più bello: la vista più spettacolare, insomma, che si può apprezzare dal finestrino di un Boeing o di un Airbus, durante la fase di decollo o di atterraggio.

In testa a questa singolare graduatoria c’è l’aeroporto di Sion, in Svizzera, che ottiene il primo posto grazie alla vista mozzafiato della valle del Rodano e delle Alpi circostanti. E’ tuttavia il mare, o perlomeno l’acqua, non la montagna, a dominare l’elenco di Private-Fly.com, il sito internet che ha lanciato l’iniziativa. In seconda posizione figura il Princess Juliana Airport dell’isola di St. Marteen, nei Caraibi, seguito al terzo posto da quello di un’altra isola caraibica, St. Barth: mare cristallino, spiagge di sabbia dorata, palme, scenari da cartolina. Al quarto posto c’è l’aeroporto di Gibilterra, una striscia di asfalto così stretta e corta che, quando decolla o atterra un aereo, bisogna fermare il traffico automobilistico sulla strada che le corre parallela: d’altra parte la rocca di Gibilterra, colonia britannica che la Spagna tenta inutilmente di riavere indietro da secoli, oltre che limitare dello stretto che chiude il mar Mediterraneo, è un territorio minuscolo, claustrofobico, segnato da lunghi assedi in passato e da contenziosi anche recenti frai due paesi. L’aeroporto non poteva essere molto grande.

I monti ricompaiono nel quinto aeroporto della classifica, St. Gallen-Altenrhein, anche questo in Svizzera, con le cime delle Alpi da una parte e il lago Costanza (l’acqua dunque c’è anche qui) dall’altra. Al sesto posto l’aeroporto di Funchai, sull’isola portoghese di Madeira, sperduta in mezzo all’Atlantico. Al settimo, finalmente, l’aeroporto di una grande città. O per essere più precisi: uno dei ben cinque aeroporti di Londra, più grande città d’Europa. E’ il City Airport, il più piccolo dei cinque, il più vicino alla cittadella della finanza, dunque molto frequentato da uomini d’affari che si spostano con piccoli jet privati a reazione, ma utilizzato anche per voli commerciali verso l’Europa continentale. Un aeroporto che viene paragonato al ponte di una portaerei, perché è situato di fianco al Tamigi, e di notte, quando è tutto illuminato, si vede solo una striscia di luce nel buio: ma decollarci o atterrarci offre una visione unica dall’alto di tutto il centro di Londra.

Chiudono la graduatoria l’aeroporto di Lukla, in Nepal, l’aeroporto McCarran di Las Vegas, dal quale si gode una visione dello "strip", il viale di casinò sempre illuminato dal neon, e al decimo posto quello più piccolo e originale di tutti, l’aeroporto di Barra, nelle isole Ebridi, al largo della Scozia: l’unico al mondo praticamente costruito sulla sabbia. E per di più bisogna stare attenti prima di atterrare, perché quando c’è l’alta marea è sommerso dall’acqua.

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