Ad Aosta il Mountain Photo Festival

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Come Arles e Perpignan anche Aosta si candida a città della fotografia. Fino al 21 settembre ospita infatti il primo Mountain Photo Festival, con mostre monografiche ed eventi che celebrano lo stretto rapporto tra il capoluogo valdostano e le sue montagne e invitano a riflettere sugli intrecci tra i tanti territori montani nel mondo.

Come Arles e Perpignan anche Aosta si candida a città della fotografia. Fino al 21 settembre ospita infatti il primo Mountain Photo Festival, con mostre monografiche ed eventi che celebrano lo stretto rapporto tra il capoluogo valdostano e le sue montagne e invitano a riflettere sugli intrecci tra i tanti territori montani nel mondo.

Prima di affrontare i pellegrinaggi, anche gourmand, in alta quota, vale la pena di godersi l’atmosfera del Vecchio Ristoro (via Tourneuve 4, tel. 0165.33.238; da 50 €), proprio dietro l’elegante piazza Chanoux. Una stella Michelin, propone ricette locali rivisitate: tagliolini alle castagne con cipollotto fresco e bottarga di muggine e coniglio disossato al forno coi finferli. Nella piccola via Maillet, al numero 5-7, la Trattoria degli Artisti (tel. 0165.40.960; 30 e) è da quarant’anni meta di pittori e viaggiatori appassionati di gastronomia. In menu i piatti regionali: polenta, carbonade, brasato al Blanc de Morgex.

La montagna ad Aosta è davvero a portata di mano. Dalla centralissima via De Tillier è possibile raggiungere in poco tempo gli itinerari e le passeggiate nei parchi nazionali. A 14 km dalla città, per esempio, in direzione Plan Detruit – Champillon, si può programmare una camminata di due ore alla Conca di By sulle tracce degli antichi ru, i canali utilizzati dai coltivatori in Valle d’Aosta fin dal XII secolo. E in mezz’ora d’auto si sale a Cogne (1534 m), allungata sulla prateria di Sant’Orso, d’estate un manto verdissimo, d’inverno una distesa per fondisti provetti sotto il profilo del Gran Paradiso. 

Il paese, intatto, chic e frequentato da autentici cultori di trekking, offre il meglio di sé a settembre: pochi turisti, giornate di sole e gastronomia di stagione. Da non perdere il raffinato Le Petit Restaurant dello storico Hotel Bellevue (rue Grand Paradis 22, tel. 0165.74.825; da 60 €, doppia b&b da 187 €), che ha accanto anche il Bar à Fromage, con un’ ampia e selezionata scelta di formaggi d’alpeggio (tel. 0165.74.96.96). Tome e tomini si acquistano a Valnontey, a 2 chilometri da Cogne, punto di partenza per escursioni di fine estate lungo i sentieri che portano fino al rifugio Vittorio Sella, a 2588 metri. Si soggiorna volentieri al Petit Dahu, un piccolo albergo ricavato da antichi rustici nel cuore nel Parco Nazionale del Gran Paradiso (tel. 0165.74.146; doppia b&b da 63 €). A pochi passi La Ferme du Paradis merita una sosta per i caprini freschi e stagionati (tel. 0165.74.93.61). Ma tutta la valle è un carnet di indirizzi golosi: per i salumi e la classica pierrade, misto di carne alla piastra, si va alla Brasserie Du Bon Bec (rue Bourgeois 72, tel. 0165.74.92. 88; 35 €), raffinato décor di montagna ed eccellente cantina. Mentre a Lillaz, a 3 km, il Lou Tchappé (tel. 0165.74.92. 91; 25-30 €) propone carni e verdure di stagione freschissime. Qui si viene anche per la celebre trota di Lillaz. La si gusta in crosta di nocciole con spaghetti di verdure al ristorante del confortevole Hotel Miramonti di Cogne (viale Cavagnet 31, tel. 0165.74.030, doppia b&b da 140 €) con una piccola spa dove rilassarsi dopo una lunga passeggiata (è aperta anche agli esterni).

Aosta e le mostre fotografiche si raggiungono facilmente anche da Entrèves, frazione di Courmayeur, e dal ricercato chalet Auberge de la Maison, 33 camere con interni in legno e un bel ristorante dove si cena a lume di candela (tel. 0165.86.98.11, doppia b&b da 150 €). Per i più sportivi, infine, ma adatti anche a famiglie con bambini, ci sono i rifugi con camere da due a sei posti specializzati soprattutto in cucina tipica e facilmente raggiungibili a piedi in un’ora o due (www.lovevda.it ). In alternativa La Clusaz, lungo la strada verso il Colle del Gran San Bernardo (località La Clusaz 1, Gignod, tel. 0165.56.075; doppia b&b 65-115 €), risale al XII secolo: le prime testimonianze scritte sono dell’anno 1140, quando la locanda era punto di sosta e ristoro dei viandanti. Oggi ha 14 camere e un ristorante dove gustare la seuppa à la Vapelenentse; fricandò con polenta cotta su fuoco a legna e crema alla toma; carré di cervo e porcini.

Fonte: www.corriere.it

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