A tutto gas

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E’ una delle manovre che si effettuano in fase di decollo. Provoca un senso di schiacciamento verso i sedili. E’ necessaria in caso di turbolenze ma anche quando la temperatura è troppo alta.

La delle prime sensazioni fisiche legate al volo è il brusco schiacciamento contro i sedili al decollo, quando i piloti, come si sente spesso dire, “danno tutta manetta”.

E’ una delle manovre che si effettuano in fase di decollo. Provoca un senso di schiacciamento verso i sedili. E’ necessaria in caso di turbolenze ma anche quando la temperatura è troppo alta.

La delle prime sensazioni fisiche legate al volo è il brusco schiacciamento contro i sedili al decollo, quando i piloti, come si sente spesso dire, “danno tutta manetta”.

Sensazione sgradevole per i più, anche se noi, in realtà, solo in rari casi usiamo tutta la potenza (o meglio, la spinta) di cui i motori sono capaci. Si dà tutta manetta se la pista è corta e l’aereo molto carico, o se c’è turbolenza forte… oppure quando è brutto tempo, e piove forte o nevica o c’è nebbia e si vuole lasciare la pista il prima possibile… e si dà tutta manetta anche quando il tempo è al contrario troppo bello, e fa caldo, perché con le alte temperature i motori e le ali non riescono a lavorare al meglio.

Ma in condizioni normali, tutta questa potenza non serve, e allora si decolla con la tecnica detta “della spinta flessibile”, che consiste in ultima analisi nell’usare solo la potenza strettamente necessaria a levarsi in volo in sicurezza (e sicurezza vuol dire che anche il malaugurato arresto di un motore è comunque tenuto nella debita considerazione). Così, prima di ogni partenza, c’è da fare un calcolo per stabilire con esattezza quanto motore dare, ed è inutile dire che, in caso di incertezza, vale la prudente regola del “meglio troppo che troppo poco”. E se per caso un qualche guasto o una maligna raffica di vento complicano le cose durante il decollo, la spinta non utilizzata può sempre essere recuperata con una manovra semplicissima.

Il vantaggio di un simile comportamento? Ce ne sono diversi, per esempio il fatto che a minore potenza corrispondono minori consumi di carburante e minori livelli di rumorosità, ma c’è anche, per quanto strano possa sembrare, un motivo legato alla sicurezza. Sì, perché a pensarci bene, quando è che un motore ha le maggiori possibilità di rompersi? Semplice: quando è spinto al massimo delle sue prestazioni, e le sollecitazioni meccaniche e termiche sono maggiori.

Meglio allora, ogni volta che si può, evitare di farlo girare al massimo. E del resto, anche un’automobile è destinata a durare poco, se vi divertite a sgommare e a tirare inutilmente le marce a tutti i semafori.

Fonte: www.repubblica.it

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