A Senigallia arrivano gli anni 50

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E’ come salire sulla macchina del tempo di «Ritorno al Futuro» e fare un tuffo negli anni 40 ‘ e 50’, un periodo ribelle e affascinante. Ritrovandosi letteralmente in un altro mondo, circondati da ragazzi in jeans con la cimosa (il mitico risvolto) di James Dean e ragazze con la frangetta in versione Olivia Newton John del musical «Grease» con le gonne larghe a pois. Insomma: tutto un fiorire di sneakers e brillantina.

E’ come salire sulla macchina del tempo di «Ritorno al Futuro» e fare un tuffo negli anni 40 ‘ e 50’, un periodo ribelle e affascinante. Ritrovandosi letteralmente in un altro mondo, circondati da ragazzi in jeans con la cimosa (il mitico risvolto) di James Dean e ragazze con la frangetta in versione Olivia Newton John del musical «Grease» con le gonne larghe a pois. Insomma: tutto un fiorire di sneakers e brillantina.

IL FESTIVAL – Non siamo a Greaceland la famosa residenza-bomboniera di Elvis Presley, ma a Senigallia, nelle Marche, dove ha preso il via il «Summer Jamboree» , il più importante festival di genere in Italia e il terzo per importanza nel mondo. Un viaggio nel passato, che richiama nella cittadina marchigiana decine di migliaia di devoti del genere, con i ciuffi impomatati alla maniera di "the Pelvis" rigorosamente con la Tricofilina – ovvero la famosa brillantina nella scatolina verde di latta in voga cinquant’anni fa –, che popolano le strade e le spiagge sotto gli occhi dei turisti e curiosi e che ammirano divertiti i juke box in azione o le band che suonano swing, jive e doo-wop, mentre dalla strada sfilano Chevrolet, Corvette e Cadillac.

«PASSIONE SENZA FINE» – L’intento degli organizzatori, partiti nove anni fa con il proposito di ricreare una atmosfera «di nicchia» , si è rivelato azzeccato al punto che il giocattolo funziona come un orologio svizzero. La kermesse dura dieci giorni dal (17-26 agosto) e scalda i cuori degli appassionati (e non solo) con un ricco programma di musica e cultura degli anni Quaranta e Cinquanta. Il "deux ex machina"dell’evento è il direttore artistico Angelo Di Liberto, un appassionato e cultore dell’epoca del primo mito americano, che ha realizzato l’incredibile sogno di far sognare gli altri. Si presenta al nostro appuntamento con una Chevrolet Bel Air del 1953 come utilitaria, la moglie in perfetto e ricercatissimo look anni 40′ e due figlie di 7 e 8 anni rigorosamente con frangetta, che in qualche occasione cantano il jive. «La nostra è una passione senza fine che si nutre di oltre mille cd – ci racconta il carismatico Di Liberto – uno stile di vita in osmosi con il genere e la ricerca di innovare, partendo da un passato glorioso che ha espresso il meglio di se stesso in tutti gli ambiti, dopo la seconda guerra mondiale».

BASETTONI E ROCK ‘N’ROLL – Siamo circondati da perfetti esemplari in stile che si atteggiano con naturalezza e grazia, improvvisando balli rock. «Gli amanti del genere non si travestono, è un modo come un altro per vivere differenziandosi – prosegue l’ideatore della kermesse – perché molti di loro non sanno cosa sia una polo nell’armadio». Il target dei nostalgici è dei più svariati: dai manager con basettoni, agli impiegati con i vinili nella ventiquattrore, ai pensionati con i cuori e le anfore tatuate all’epoca. Nel programma della manifestazione non mancano, tra i 24 dj e gli oltre 100 musicisti, anche artisti di calibro internazionale come gli Stray Cats, impegnati nel loro tour d’addio.

ACCONCIATURE TEXANE – Ma non solo virtuosismi a colpi di rock, anche i parrucchieri del decennio d’oro fanno faville come il texano, ormai di casa, Rob Schop, che si esibisce a colpi di sforbiciate raccogliendo consensi e sguardi ammirati. Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima edizione del 2000 quando le altre anime del Summer Jamboree, Alessandro Piccinini e Andrea Celidoni, proposero l’idea al Comune con il timore di non riuscire a superare le mille presenze. «E’ stato fin da subito un successo – raccontano oggi divertiti – e nel 2007 abbiamo toccato le 150 mila presenze in sette giorni. La nostra più grande soddisfazione è che questo evento nel tempo è diventato un rock village per tutti». Qui, dove la passione per il Jamboree ha contagiato anche personaggi come Fiorello e Renzo Arbore, il telefono continua a squillare e le chiamate arrivano dalle Hawaii, dalla Nuova Zelanda, dall’Australia. Con un unico ritornello: ci rivediamo? Sì, stesso posto, stessa spiaggia, stesso rock.

Fonte: www.corriere.it

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