A Nosy Be tra lemuri, camaleonti e orchidee

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Nosy Be non è il Madagascar, è la sua spiaggia. Da questa minuscola isoletta, distante solo una quindicina di chilometri dalla costa nord-ovest, vedrete la grande terre stagliarsi all’orizzonte. Dipende dalla foschia che si alza dal mare e dal punto dell’isola in cui vi trovate. Il nord, con le sue spiagge di sabbia bianca come borotalco, o il sud, con le spiagge rosse della riserva naturale di Lokobe. Vi stupirà comunque, non fissatevi col colore della sabbia tanto avrete abbastanza tempo per girarla tutta in meno di una settimana, piccolina com’è a dispetto del nome che significa “isola” (Nosy) “grande” (Be).

Barche a Nosy Be Nosy Be, una minuscola isoletta del Madagascar

Mentre raggiungete Nosy Be in barca, in circa un’oretta di navigazione da Ankify, vi potrà capitare, come è successo alla sottoscritta, di venire intercettati da una barca di gentiluomini, determinati a scucire al vostro barcaiolo una tanica di benzina. Potete girare tranquillamente nella capitale Hellville senza venire avvicinati o importunati, ma preparatevi a mostrare il passaporto alla polizia locale qualora ve lo chiedessero mentre siete a un incrocio, a bordo di un risciò, o fermi a una pompa di benzina che rifornite la vostra auto a noleggio. Capita più spesso di quanto pensiate.

Chiunque vi fornisca qualche tipo di servizio a Nosy Be si aspetterà una lauta mancia: tenete parecchi dollari di piccolo taglio a portata di mano, vi saranno indispensabili per ricompensare l’addetto alla sicurezza dell’aeroporto, che di sua spontanea volontà si chinerà a rammendarvi la valigia scalcinata dai troppi scossoni, a cui è saltata una cerniera. Quei cinque dollari (poiché avete finito i tagli da uno) saranno ben investiti e vi sarete conquistati un inaspettato upgrade in prima classe, su un volo in overbooking dove la lotteria della sorte ha scelto proprio voi per sonnecchiare tra le portate di champagne e salmone affumicato, durante le quattordici ore di volo incluso lo scalo alle isole Comore. Attualmente è il volo più breve dall’Italia, ma poteva andarvi peggio: allo stesso prezzo potete farvi quattro scali o metterci 28 ore. Comunque deciderete di raggiungerla è un viaggio che vi darà enormi soddisfazioni se avete una settimana a disposizione e l’intenzione di non stare fermi nello stesso posto per più di mezza giornata, anche meno.

lemure indi babakoto Un lemure Indi, noto anche come babakoto, tra i più grandi lemuri al mondo si rilassa su un ramo. ©Arto Hakola/Shutterstock

Alla ricerca dei lemuri

Anche se siete a Nosy Be per rilassarvi al mare non avrete molto tempo per farlo, rassegnatevi: c’è tanto da vedere, a partire dalle piccole isole che la circondano. Nosy Komba, un cerchio perfetto che affiora dal canale di Mozambico, è interamente ricoperta da una foresta abitata dai lemuri. Al richiamo della vostra guida, che li incalzerà urlando “maki maki maki” vedrete dei simpatici lemuri Macaco saltellare tra i rami, probabilmente poco intenzionati a scendere per essere ammirati più da vicino, ma accontentatevi: vengono considerati sacri dagli abitanti dell’isola e per questo vanno lasciati in pace.

Per vederli a distanza ravvicinata c’è Lemuria Land, ma considerate che si tratta di uno zoo e vedrete gli animali tenuti in cattività: l’emozione di scorgerli nella natura, in libertà, è impagabile. Certo dovrete impegnarvi, ricoperti con una generosa spruzzata di repellente per insetti tropicali e vestiti con abiti lunghi: anche se avete fatto la profilassi antimalarica meglio non rischiare. Nella foresta di Lokobe potrete imbattervi nel boa che vive da queste parti, ragni giganteschi che tessono le loro tele tra le foglie della vaniglia e i rami dell’ylang ylang, camaleonti che si lasceranno prendere in mano e vi osserveranno stringendo e dilatando in modo inquietante le pupille, mentre la loro pelle cambia delicatamente colore per assomigliare alla vostra o al blu elettrico del vostro k-way. Mentre passeggiate nel fitto della foresta, seguendo la vostra guida che a colpi di machete libera la via, fate attenzione a non pestare il camaleonte Brookesia, il più piccolo del mondo, lungo pochi millimetri, o un geco Uroplatus dalla silhouette indistinguibile da quella di una foglia secca.

Le isole nei dintorni di Nosy Be

È ora di ammirare anche le meraviglie sottomarine locali. Immergetevi nel parco marino protetto di Nosy Tanikely, uno dei luoghi al mondo con la maggiore biodiversità e varietà di specie endemiche, che hanno conquistato Jacques Cousteau quando esplorò il Madagascar nel 1994 a bordo della sua nave da ricerca Calypso. Anche se siete neofiti dello snorkeling potrete nuotare assieme a tartarughe marine, razze e piccoli squaletti che bazzicano la sua laguna turchese. Per visitarla dovrete pagare un obolo di circa 20.000 Ariary (circa cinque euro). Per ammirare tutto l’arcipelago e oltre trecento chilometri di costa malgascia dall’alto potete avventurarvi in un trekking di circa cinque ore tra i baobab che vi porterà sull’Antaninaomby, il picco dell’isola alto 621 metri.

Imbarcatevi su una piroga tradizionale con una guida locale per Nosy Sakatia, l’isola delle orchidee, distante appena 300 metri dalla costa nord-ovest di Nosy Be, dove troverete anche piantagioni di vaniglia e caffè, distese di mangrovie e spiagge ombreggiate dalle palme sotto le quali pranzare: è una delle inevitabili attrazioni dell’isola alle quali difficilmente riuscirete a sottrarvi e, se ci proverete, insisteranno perché vi sediate e vi rilassiate. Mora mora (piano piano) è il motto del luogo: prendetevela comoda. Pesce alla griglia e frutti di mare vi verranno cucinati sotto il naso, dopodiché potrete concedervi una pennica ma non prima di aver sorseggiato un bicchiere di rhum arrangé, un rhum bianco dove vengon lasciate a macerare spezie e frutta secca. Sa vagamente di salamoia e sotto il sole a picco potrebbe lasciarvi piacevolmente frastornati, andateci piano.

Sull’isola sacra di Nosy Faly sono sepolti gli antenati dei Sakalava, un’antica tribù malgascia, e troverete alcuni piccoli ecolodge spartanamente attrezzati dove fare ecoturismo, blandamente addomesticato: una meta speciale se volete incontrare le megattere, che in autunno transitano in queste acque cantando. Nosy Fanihy, l’isola dei pipistrelli, vi incanterà con la sua sabbia corallina di un bianco abbagliante: premunitevi di scarpette da scoglio, perché la spiaggia è costellata di conchiglie e coralli spezzati. Nella sua totale tranquillità troverete un mare da cartolina che fa concorrenza a Nosy Iranja, l’isola delle tartarughe: è composta da due isolotti collegati da una lingua di sabbia che con la bassa marea diventa un’istmo, percorribile a piedi. Su queste spiagge le tartarughe marine vengono a deporre le uova: con un po’ di fortuna potrete osservarle mentre si schiudono.

Se avete l’ambizione di naufragare come moderni Robinson Crusoe su un’isola deserta, o meglio riservata solo a voi e ai vostri amici, puntate su Nosy Vorona: è una minuscola isoletta privata che misura circa 50 metri di diametro, con una villa che può ospitare fino a 8 visitatori e una spiaggia. Costa circa 150 euro a persona a notte (100 euro per più di 3 persone).

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