A New York cucina italiana e giapponese si fondono

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Sbocciano a Manhattan i primi ristoranti che combinano sapore italiano e gusto giapponese. A dare il via al nuovo fenomeno gastronomico sono il Moco Global Dining (tra la 34ma e la 35ma strada) e il Greenwich Grill (tra Vestry e Laight): i loro menu incarnano la forma evoluta di entrambe le tradizioni e il critico del New York Sun, Paul Adams, ha già passato al vaglio l’esperimento.

Sbocciano a Manhattan i primi ristoranti che combinano sapore italiano e gusto giapponese. A dare il via al nuovo fenomeno gastronomico sono il Moco Global Dining (tra la 34ma e la 35ma strada) e il Greenwich Grill (tra Vestry e Laight): i loro menu incarnano la forma evoluta di entrambe le tradizioni e il critico del New York Sun, Paul Adams, ha già passato al vaglio l’esperimento.

A partire dall’arredamento, il Greenwich Grill, gestito dalla compagnia giapponese Plan Do See, si presenta nella forma classica di ristorante italiano: corridoio ampio con una pila di bottiglie di vino. Al tavolo, i camerieri servono anelli di calamari ma anche carpaccio tagliato a fette proprio come il pesce esposto al mercato orientale. Al piano di sotto, il locale dispone di un sushi bar, chiamato Sushi Azabu. Per gli amanti della pasta ci sono spaghetti al ragù, spaghetti alla carbonara e spaghettini tipici del Nord Italia, ma che puntualmente ricordano i prodotti made in Japan. Immancabile, il risotto.

Anche al Moco, tra zuppe, primi e secondi coniuga cucina mediterranea e orientale, con aggiunta di Parmigiano.

Un trend d’ibridazione che i newyorkesi possono già trovare a Downtown e che potrebbe presto dare il via a una catena di ristoranti pensata sia per la comunità giapponese che per quella italiana. In realtà, la rivista Time Out, nel 2007, aveva recensito due ristoranti italo-giapponesi. Sembra infatti che Dieci e Natsumi (situato nell’Amsterdam Court Hotel) siano gli autentici iniziatori gastronomici. I loro cuochi si spingono anche verso i ravioli e la pizza. Lo chef di Dieci, Junichi Ota, è cresciuto a nord di Tokyo e ha vissuto alcuni anni a Bologna.

Fonte: www.alice.it

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