A Milano incomincia la mostra su Oriana Fallaci

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Non è necessario condividere le idee di Oriana Fallaci per riconoscere che fu una grandissima giornalista e scrittrice, anzi «scrittore» (come amò farsi chiamare), sempre in prima linea sui fronti più caldi del Novecento e oltre: basta attraversare la sua vita, dal Vietnam al Sud America, dall’Iran agli Stati Uniti, e scorrere le immagini dei suoi incontri, da Indira Gandhi a Khomeini, da Kissinger ad Arafat.

Non è necessario condividere le idee di Oriana Fallaci per riconoscere che fu una grandissima giornalista e scrittrice, anzi «scrittore» (come amò farsi chiamare), sempre in prima linea sui fronti più caldi del Novecento e oltre: basta attraversare la sua vita, dal Vietnam al Sud America, dall’Iran agli Stati Uniti, e scorrere le immagini dei suoi incontri, da Indira Gandhi a Khomeini, da Kissinger ad Arafat.

Per renderle omaggio a un anno esatto dalla scomparsa, il ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con Rcs Media- Group, promuove la mostra «Oriana Fallaci. Intervista con la Storia» che si apre al pubblico a Palazzo Litta proprio sabato 15 settembre, il giorno della sua morte (l’inaugurazione a inviti è il 13 settembre, con Francesco Rutelli e Piergaetano Marchetti), e che comprende più di 400 pezzi tra immagini, oggetti personali, articoli e libri. Evento nell’evento, Palazzo Litta proprio per l’occasione riapre le sue porte dopo oltre un secolo di chiusura.

In mostra tante testimonianze scelte dal curatore Alessandro Nicosia, dal giornalista del Corriere della Sera Alessandro Cannavò e dal nipote della Fallaci, Edoardo Perazzi, e ordinate in sezioni tematiche. «Di Oriana si conosce poco, in realtà – spiega Cannavò, uno dei tre curatori -. Dei libri si ricorda "Un uomo" su Panagulis, mentre di un’intera carriera si ricorda solo la sua posizione post 11 settembre. Bisogna invece ricordare che questa donna è stata una grandissima giornalista. E la mostra lo racconta, come racconta episodi poco noti della sua vita, per esempio il fatto che fu staffetta partigiana. O che cominciò giovanissima la sua carriera con interviste alle star di Hollywood (il libro "I sette peccati di Hollywood" ebbe la prefazione di Orson Welles), e si mise in luce anche con un libro, "Il sesso inutile", sulla condizione femminile nei diversi Paesi. Poi i suoi reportage sul Vietnam, sulle rivolte a Detroit dopo l’assassinio di Luther King… Insomma, la sua vetrina era il mondo».

Le dodici sezioni della mostra costruiscono un ritratto a tutto tondo della Fallaci, dalla sua «Lettera 22» al suo ventaglio, dalle bozze dei testi ai video delle Teche Rai. Il tutto, ripercorrendo tra foto e gigantografie la sua infanzia, gli episodi storici come la visita agli astronauti della Nasa, i reportage per l’Europeo, la storia d’amore con Panagulis fino all’intransigente posizione dopo l’11 settembre.

«Oriana Fallaci. Intervista con la Storia». Dal 15 settembre al 18 novembre, Palazzo Litta, corso Magenta 24, aperto tutti i giorni, ore 10-20, ingr. gratuito, tel. 02.80.29.42.38.

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