A Las Vegas aprirà il Museo della Mafia

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C’è la Hall of fame del basket, del baseball, la strada delle stelle di Hollywood dove i campioni del cinema lasciano la loro impronta: tra le tante trovate made in Usa per attirare turisti e clienti spunta ora il "Museo della mafia".

Non poteva non essere che Las Vegas la città pronta ad aprire la nuova attrazione per il 2010. A fondare la città del gioco furono infatti Bugsy Siegel e il suo socio Lansky che nel 1946 aprirono il Flamingo, il più sfarzoso casinò del dopoguerra.

C’è la Hall of fame del basket, del baseball, la strada delle stelle di Hollywood dove i campioni del cinema lasciano la loro impronta: tra le tante trovate made in Usa per attirare turisti e clienti spunta ora il "Museo della mafia".

Non poteva non essere che Las Vegas la città pronta ad aprire la nuova attrazione per il 2010. A fondare la città del gioco furono infatti Bugsy Siegel e il suo socio Lansky che nel 1946 aprirono il Flamingo, il più sfarzoso casinò del dopoguerra.

Entrambi erano capimafia tra i più temuti sul territorio, Warren Beatty nel 1991 raccontò la storia di Las Vegas e della sua prima casa da gioco, diretto in "Bugsy" da Barry Levinson.

Il museo aprirà tra due anni: accanto alla storia dei "padrini" ci sarà ovviamente quella degli uomini che hanno combattuto il crimine organizzato. L’Fbi collaborerà poi direttamente con la fondazione che realizzerà il progetto, oggi presieduta da un ex agente federale, Ellen Knowlton.

Tutto è partito da un’idea del sindaco di Las Vegas Oscar Goodman, avvocato che in passato ha difeso personaggi provenienti dal mondo della mafia italo americana, come difeso Meyer Lanski e "Tony la formica" Spilotro. Goodman è stato eletto nel 1999 dopo avere recitato anche un cameo nel film "Casinò" di Martin Scorsese, che seguiva le vicende di De Niro e Pesci nella Las Vegas dei primi anni Settanta. Dopo i primi giorni di lavoro, il sindaco decise di dedicare uno spazio ai fondatori della città.

Il Federal Bureau metterà a disposizione il suo archivio storico "per mostrare i risultati del nostro lavoro alla gente" come spiega il portavoce dell’Fbi. L’ex agente Knowlton spiega: "Il museo sarà storicamente accurato e racconterà la vera storia del crimine organizzato". Della costruzione del museo, si occuperà Dennis Barrie, architetto noto per aver disegnato la Rock and Roll Hall of Fame.

Il posto d’onore all’interno del palazzo sarà ovviamente lasciato a Bugsy Siegel che venne ucciso sei mesi dopo l’inaugurazione del Flamingo, probabilmente perché i 6 milioni di dollari spesi in quel progetto avevano ecceduto le previsioni di spesa della mafia. Nessuno immaginava quale intuizione geniale avesse avuto quel boss sanguinario.

All’interno del museo ogni genere di memorabilia appartenuti ai boss diventati figure leggendarie nella storia di Las Vegas. Come i cimeli di gangster storici come Anthony "Tony the Ant" Spillotto, Meyer Lansky e Nick Civella, ma anche installazioni multimediali. Lo stesso Goodman si vanta infatti di possedere una videocassetta originale di una cerimonia di iniziazione mafiosa ed è pronto a metterla a disposizione.

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Fonte: www.repubblica.it  

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