A Capri, spendendo poco

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“C’è una Capri recondita dove si entra soltanto dopo un lungo pellegrinaggio e quando ormai l’etichetta di turista ti si è staccata di dosso”, scriveva il poeta Pablo Neruda. La Capri recondita c’è ancora, lontana dai luoghi comuni che la vogliono esagerata e costosa. Dove si può cenare con 30 euro in una trattoria con vista e dormire con meno di 100 in una pensione piena di sole, con terrazza e piscina.

“C’è una Capri recondita dove si entra soltanto dopo un lungo pellegrinaggio e quando ormai l’etichetta di turista ti si è staccata di dosso”, scriveva il poeta Pablo Neruda. La Capri recondita c’è ancora, lontana dai luoghi comuni che la vogliono esagerata e costosa. Dove si può cenare con 30 euro in una trattoria con vista e dormire con meno di 100 in una pensione piena di sole, con terrazza e piscina.

Dove si scopre che la migliore caprese la preparano una salumeria e uno stabilimento balneare, e l’ultimo sarto del paese confeziona abiti in soli tre giorni. L’importante è scegliere mesi come settembre e ottobre, quando l’isola lentamente si svuota e persino gli hotel cult propongono prezzi prêt à porter.

Via Occhio Marino, via Ignazio Cerio e via Matteotti offrono scorci da cartolina, voci e immagini di una Capri diversa da quella delle cronache mondane. Ma vicine alle mete top per natura e cultura, la Certosa di San Giacomo, i Giardini di Augusto e la mitica via Krupp, la strada-scultura scavata nella roccia che conduce a Marina Piccola. Lungo via Matteotti c’è ancora un vecchio chiosco di agrumi, da Tizzano, che dispensa granite e limonate: ci veniva anche Brigitte Bardot. Scorci veri e il benvenuto di un caprese che conosce a fondo l’isola si ritrovano pure a La Tosca, in via Dalmazio Birago, un alberghetto a una stella come pochi ne esistono ormai in Italia e soprattutto a Capri: 11 stanze spartane ma pulite, tutte con aria condizionata e bagno privato, senza Tv ma con connessione wi-fi. La prima colazione, abbondante e con un caffè fresco di moka, è servita sulla terrazza con vista sui Faraglioni e la Certosa. Il prezzo è senza dubbio imbattibile: 150 € per la doppia anche per le camere con gran vista.

Per cenare con la stessa semplicità e atmosfera, con lo stesso panorama, basta raggiungere in pochi passi il ristorante Il Geranio, dove si mangia bene e il conto è correttissimo. Ancora piuttosto sconosciuto è Il Tinello, piccolo locale in un vicolo sopra la Piazzetta. I tavoli sono pochi, non più di 25 coperti in un ambiente rimesso a nuovo da poco e di taglio minimalista. La cucina è verace, abbondante, tipica, l’oste davvero simpatico e accogliente. Si ordinano bruschetta, ravioli alla caprese, una buona mozzarella di bufala e poi polpetti affogati, frittura di paranza spendendo non più di 30 €a persona. Insomma, l’altro volto di Capri. Per ritrovare il sapore e l’atmosfera di una trattoria semplice e casereccia bisogna camminare un po’ e raggiungere Tonino a Dentecale, lontano dalla mischia, con un piccolo giardino e una sala interna se dovesse far fresco. La cucina è casalinga e il servizio alla buona. Ma i piatti sono quelli della tradizione, ravioli al pomodoro fresco, spaghetti alla Nerano (con zucchine), coniglio e pesce fresco.

Conosciuto da pochissimi perché non compare su alcuna guida, né tanto meno sul Web, è l’enoteca-casa-ristorante Èdivino. L’atmosfera è vagamente délabré, luci soffuse, tavoli e sedie di legno. L’accoglienza, cordiale, il menu essenziale: per lo più taglieri di formaggi e salumi, un’ottima parmigiana di melanzane e una buona scelta di vini al bicchiere. I tavoli d’estate sono nella corte interna a cielo aperto, ma se fa freddo vengono apparecchiati in casa, tra gli arredi e gli oggetti vissuti dal proprietario, Pasquale Romano. Così si può anche cenare nella stanza da letto o nel tinello di casa.

Fonte: www.corriere.it

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