92 trucchi nei biglietti aerei

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L’orario del volo scritto sul biglietto? Solo indicativo, la compagnia aerea ha diritto di partire in ritardo se le circostanze lo richiedono e il passeggero non ha diritto di reclamare. Lo stesso per il prezzo scritto in calce alla ricevuta. Puramente indicativo pure questo, perché le tasse governative potrebbero aumentare, o le tariffe o gli oneri e a quel punto spetta al passeggero pagare la differenza. Cronache da un mondo dai contorni sempre più vaghi, quello dei trasporti aerei, dove l’unica certezza è che le compagnie debbano perderci il meno possibile.
 

L’orario del volo scritto sul biglietto? Solo indicativo, la compagnia aerea ha diritto di partire in ritardo se le circostanze lo richiedono e il passeggero non ha diritto di reclamare. Lo stesso per il prezzo scritto in calce alla ricevuta. Puramente indicativo pure questo, perché le tasse governative potrebbero aumentare, o le tariffe o gli oneri e a quel punto spetta al passeggero pagare la differenza. Cronache da un mondo dai contorni sempre più vaghi, quello dei trasporti aerei, dove l’unica certezza è che le compagnie debbano perderci il meno possibile.
 
L’elenco degli abusi è lungo. L’associazione Altroconsumo ha scovato in tutto 92 clausole vessatorie nei contratti di trasporto passeggeri. Sul banco degli accusati ci sono Air France, Air Italy, AirOne, Alitalia, British, EasyJet, Klm, Lufthansa, Meridiana, Ryanair. C’è chi procede alla cancellazione automatica della prenotazione per il ritorno se il consumatore non si presenta all’andata. C’è persino chi si riserva di decidere se trasportare o no alcune persone come i disabili. C’è chi vuole scegliere in quale tribunale affrontare le controversie, invece che in quello di residenza del consumatore come previsto dal Codice del Consumo. Per fare nomi e cognomi: la British Airways si riserva il diritto di chiedere addizionali per il carburante. Sia Air France che British Airways ed Alitalia non si assumono responsabilità se dovessero esserci variazioni nelle tasse, negli oneri e nelle spese accessorie. «Cambiano continuamente», recita in tono un po’ lamentoso l’articolo 4b3 del contratto della British, e quindi «voi dovrete pagare ogni eventuale aumento». Anche se l’acquisto del biglietto è già stato effettuato.
 
La Lufthansa non si assume responsabilità sui rimborsi e consiglia a chi usufruisce di tariffe particolarmente scontate e parzialmente o non del tutto rimborsabili di acquistare un’assicurazione per non avere problemi in caso di annullamento del viaggio. Air One e Lufthansa vanno oltre, la vaghezza nel loro caso si estende anche agli orari. Sostengono che quelli indicati nel biglietto non sono affatto impegnativi e non rientrano nel contratto. Insomma, in caso di ritardo non ci sarà alcun rimborso. 
 
EasyJet si riserva ogni diritto di scegliere come effettuare i rimborsi se in biglietti o con accrediti o altro. Ryanair rimborsa solo le tasse governative ma non spese ed oneri del biglietto aereo che spesso sono la quota più rilevante.
 
Alla fine di questa lunga e disarmante inchiesta, Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, commenta: «C’è un intero catalogo di obblighi pesantissimi per il consumatore e limitazioni dei diritti dell’utente, spesso in spregio delle norme internazionali di diritto dei passeggeri – è il caso dei ritardi o dei risarcimenti per danno o smarrimento bagagli indicati nei contratti. Clausole che devono sparire».
 
Altroconsumo ha inviato oggi dieci lettere di diffida alle compagnie affinché le clausole contestate siano eliminate o modificate. Se le dieci compagnie aeree non agiranno a favore degli utenti, Altroconsumo intenterà un’azione inibitoria presso il Giudice, come previsto dal Codice del Consumo. Comunque, prima di acquistare un biglietto aereo, la prossima volta forse sarà bene leggere con attenzione le clausole del contratto. 

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