8 ottimi motivi per visitare l’Isola di Pasqua

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Pochi luoghi al mondo possiedono il fascino mistico di questo minuscolo lembo di terra, uno dei posti più isolati del pianeta, dove è già difficile avvertire un legame con il Cile, che si trova oltre 3700 chilometri a est, figurarsi con il resto del mondo. Con le sue enigmatiche statue, i ben noti moai, l’Isola di Pasqua (Rapa Nui per i suoi abitanti polinesiani) emana un’aura di misterioso fascino.

Gli enigmatici moai di Ahu Akivi, Isola di Pasqua ©Eric Lafforgue/Lonely Planet

Ma l’Isola di Pasqua è ben più che un museo a cielo aperto. Le immersioni subacquee, lo snorkelling e il surf sono fantastici da queste parti, mentre sulla terraferma non esiste modo più ecocompatibile per ammirare la bellezza selvaggia dell’isola che visitarla a piedi oppure in sella a una bici o a un cavallo. Se invece volete soltanto ricaricare le batterie, vi attendono un paio di magnifiche distese di sabbia bianca.

L’Isola di Pasqua è ormai famosa in tutto il mondo e i visitatori sono in aumento, ma qui il turismo è ancora su piccola scala e basato su principi di ecosostenibilità. Se riuscirete a raggiungere questo paradiso, ecco otto attrazioni da non perdere.

Moai sul vulcnao Rano Raraku ©Olga Danylenko/Shutterstock

1 Rano Raraku, il ‘vivaio’ dei moai.

Chiamato ‘il vivaio’ (the nursery in inglese), il vulcano Rano Raraku, a circa 18 chilometri da Hanga Roa, è la cava da cui venivano estratti i blocchi di tufo utilizzati per scolpire i moai. Aggirandovi tra decine di moai in tutte le varie fasi di realizzazione, sparsi lungo le pendici meridionali del vulcano, vi sembrerà di essere catapultati indietro nel tempo, fino agli albori della civiltà polinesiana. Sulla sommità, la vista a 360° è davvero spettacolare. All’interno del cratere ci sono un piccolo lago scintillante e una ventina di moai in posizione eretta.

Sul versante sud-orientale della montagna cercate il Tukuturi, una singolare statua in posizione accovacciata: il corpo è seduto sui talloni e le mani e gli avambracci sono appoggiati sulle cosce.

Ahu Tongariki, il più grande ahu mai costruito ©Bryan Busovicki/Shutterstock

2 L’enigmatica Ahu Tongariki

Il monumentale Ahu Tongariki sarà sicuramente il soggetto di molte vostre foto. Con le sue 15 statue imponenti, è il più grande ahu mai costruito. Le statue guardano verso un grande villaggio raso al suolo, dove sono ancora visibili alcune rovine sparse e, nelle vicinanze, qualche petroglifo. Tra le varie figure si possono osservare una tartaruga con il volto umano, un tonno e un uomo-uccello.

Il sito è stato restaurato da una squadra giapponese tra il 1992 e il 1996; nel 1960 uno tsunami aveva abbattuto le statue e scagliato diverse acconciature più all’interno. So tanto una delle acconciature è tornata al suo posto, sulla testa di un moai.

La spiaggia di Anakena, Isola di Pasqua ©Eric Lafforgue/Lonely Planet

3 Relax sulla spiaggia di Anakena

Gli amanti delle spiagge alla ricerca di un posto per crogiolarsi al sole apprezzeranno questa magnifica spiaggia di sabbia bianca che fa anche da perfetto sfondo all’Ahu Nau Nau, dove vi sono sette moai, alcuni dei quali completi di acconciature. Su un’altura a sud della spiaggia sorge l’Ahu Ature Huki con il suo solitario moai, che fu rimesso in piedi nel 1956 dall’esploratore norvegese Thor Heyerdahl con l’aiuto di una decina di isolani.

Qui troverete, fra le altre cose, servizi igienici pubblici e bancarelle che vendono cibo e souvenir.

il lago vulcanico Rano Kau ©Skreidzeleu/Shutterstock

4 Il villaggio cerimoniale di Orongo

In parte coperto da una palude di fluttuanti canne di totora, il lago vulcanico Rano Kau sembra il gigantesco calderone di una strega e rappresenta un magnifico saggio di biodiversità endemica. Adagiato 300 metri più in alto, sul bordo del cratere da un lato e, dall’altro, affacciato su un precipizio verticale che si getta nelle acque blu cobalto dell’oceano, il villaggio cerimoniale di Orongo offre uno dei paesaggi più incredibili di tutto il Sud Pacifico. Si affaccia su diversi piccoli motu (isole al largo della costa), tra cui Motu Nui, Motu Iti e Motu Kao Kao.

Costruite nel fianco del pendio, le case presentano pareti fatte con lastre di pietra sovrapposte in senso orizzontale, con un tetto arcuato realizzato in materiali simili e coperto di terra, dando l’impressione di essere parzialmente sotterrate. Nel XVIII e XIX secolo Orongo fu il centro di un culto che venerava un uomo-uccello legato al dio Make- make, diffuso in tutta l’isola. Petroglifi raffiguranti l’uomo-uccello sono visibili su un gruppo di massi situati tra la sommità della scogliera e il bordo del cratere.

Orongo si raggiunge con una ripida salita oppure con un breve percorso panoramico in auto di 4 chilometri, con partenza dal centro di Hanga Roa.

5 Escursioni lungo la costa settentrionale

Sull’isola vi sono alcuni sentieri che si prestano magnificamente alle escursioni a piedi. Una camminata indimenticabile è la Ruta Patrimonial, che dal Museo Antropológico Sebastián Englert sale al villaggio cerimoniale di Orongo lungo il sentiero Te Ara O Te Ao, ottimamente segnato (circa 4 h, 7 km). Altri bei percorsi sono la salita a Maunga Terevaka dai pressi dell’Ahu Akivi (circa 3 h) e la camminata sulla Península Poike (una giornata). Per l’escursione tra l’Ahu Tepeu e la spiaggia di Anakena, sulla costa settentrionale (da 6 a 7 h, 13 km), è meglio avvalersi di una guida perché il sentiero non è segnato.

Bicicletta 

La bicicletta è un mezzo splendido per visitare l’isola. Il percorso ad anello, che fa il giro dell’isola seguendo la costa sud fino all’Ahu Tongariki, superando Poike e toccando Ana- kena per poi ripiegare verso Hanga Roa lungo strada centrale, è lungo 48 chilometri. La strada litoranea è relativamente pianeggiante, mentre lungo la strada che attraversa il centro dell’isola si incontrano alcune moderate salite. Potete spezzare il percorso pernottando al Camping Sustentable Ana Tekena, vicino alla spiaggia di Anakena.

6 Immersioni a Motu Nui

Sull’Isola di Pasqua le immersioni subacquee sono un’attività sempre più diffusa. I punti di forza dell’isola sono la trasparenza dell’acqua, che garantisce una visibilità eccezionale (fino a 50 metri), l’assenza di grandi folle, gli spettacolari fondali sottomarini e l’abbondanza di formazioni coralline incontaminate. Il punto debole è la fauna marina, alquanto scarsa.

Le immersioni possono essere praticate tutto l’anno. La temperatura dell’acqua va da 20°C in inverno a 26°C in estate.

I siti sono per la maggior parte sulla costa occidentale. Non è necessario avere una grande esperienza: ci sono siti per tutti i livelli. Alcuni dei più frequentati sono Motu Nui, La Catedral e La Pyramide; gli ultimi due in particolare sono molto scenografici.

Cavalli sulle pendici del vulcano Rano Raruku ©Eric Lafforgue/Lonely Planet

7 Península Poike

All’estremità orientale dell’isola, questo altopiano è dominato dal vulcano estinto Maunga Pu A Katiki (400 metri) e circondato da alti precipizi. Ci sono anche tre piccole cupole vulcaniche, una delle quali presenta una grande maschera scolpita nella roccia che ricorda una gigantesca gargolla. Vale la pena di dare anche un’occhiata alla fila di piccoli moai che giacciono a faccia in giù, nascosti in mezzo all’erba, e alla Grotta delle Vergini (Ana O Keke).

Narra la leggenda che in questa grotta venissero confinate le vergini per far sì che la loro pelle rimanesse la più chiara possibile. Se non soffrite di vertigini, vi consigliamo di entrare nella grotta (raggiunta da un piccolo sentiero lungo una cengia, con la distesa del Pacifico che si estende ininterrotta sotto di voi) per ammirare una serie di petroglifi.

Il modo migliore per osservare la natura primordiale della Península Poike è partecipare a un’escursione in giornata con una guida, perché i luoghi d’interesse sono difficili da trovare.

8 A cavallo sulle pendici del Maunga Terevaka

Il Maunga Terevaka è il punto più alto dell’isola (507 m) e il più giovane dei suoi tre vulcani. Questa brulla collina è accessibile soltanto a piedi o a cavallo e merita senz’altro lo sforzo per la sensazionale vista panoramica.

Come arrivare

  • Aereo L’unica compagnia aerea che serve l’Isola di Pasqua è LATAM, che effettua voli giornalieri per/da Santiago e un volo alla settimana per/da Pape’ete (Tahiti).
  • Via mare Ogni anno passano da cinque a sei navi da crociera, per lo più durante i mesi estivi. Sull’isola fanno tappa anche alcuni yacht, di solito a gennaio, febbraio e marzo. I punti di ormeggio non sono ben riparati.

Quando andare

  • Gennaio - marzo Alta stagione. Tariffe al massimo e scarsità di alloggi durante il Tapati Rapa Nui (febbraio) .
  • Luglio - settembre Clima fresco, non adatto alla spiaggia ma ideale per passeggiate a piedi o a cavallo.
  • Aprile - giugno e ottobre -
dicembre La stagione intermedia non è un brutto periodo, visto il clima abbastanza mite.

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