50 anni di Swinging London

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Infilatevi un paio di pantaloni con le zeppe, le dr martins ai piedi oppure una minigonna corta. Non avere le gambe snelle e lunghe come Twiggy non ha importanza. Peró bisogna prenotare una mini coupe (www.smallcarbigcity.com ) oppure, ben coperti da un parka per difendersi dal clima sempre un po’ bizzoso della primavera inglese, noleggiare una vespa o una lambretta, quelle modificate con un grappolo di fanali accesi sulla parte anteriore, come facevano e fanno ancora i buontemponi sempre trendy dei mods, per scorrazzare lungo le strade di Londra.

Infilatevi un paio di pantaloni con le zeppe, le dr martins ai piedi oppure una minigonna corta. Non avere le gambe snelle e lunghe come Twiggy non ha importanza. Peró bisogna prenotare una mini coupe (www.smallcarbigcity.com ) oppure, ben coperti da un parka per difendersi dal clima sempre un po’ bizzoso della primavera inglese, noleggiare una vespa o una lambretta, quelle modificate con un grappolo di fanali accesi sulla parte anteriore, come facevano e fanno ancora i buontemponi sempre trendy dei mods, per scorrazzare lungo le strade di Londra.

Nella capitale inglese si celebra, infatti, il mezzo secolo trascorso dagli Swinging Sixties, i mitici anni ’60, ovviamente sulle note dei Beatles, Jimi Hendrix e degli Who, cantori assieme ai Sex Pistols dell’epoca che ha rivoluzionato la storia del costume.

Il cuore pulsante delle tante iniziative in programma (www.carnaby.co.uk ) non poteva che essere Carnaby Street dove è allestita l’omonima mostra, curata da Judith Clark e Amy de la Haye. Attraverso una carrellata di immagini in bianco e nero, scattate da Philip Townsend, e a colori, oltre ai video, si compie un viaggio a ritroso nel tempo trascorso lungo questi duecento metri che costituiscono da sempre una passerella di stile di abbigliamento e in fondo anche di vita. Carnaby é ancora oggi meta dello shopping nelle oltre cinquanta boutique indipendenti che in questo mezzo secolo hanno resistito secolo all’assalto dei grandi marchi. Ad esempio, si possono acquistare magliette e giubbotti da Ben Sherman al civico 50, i jeans di Pepe al 26, le scarpe da Sherry’s al 24 dell’adiacente Ganton Street che si sposano perfettamente con i nuovi store ove sono esposte le creazioni dei giovani fashion designer di Londra, dagli accessori di Ollie & Nic al 20 di Foubert’s Place alle t-shirt "grafiche" in edizione limitata che Super Superficial vende tre porte prima. Questa zona è amata anche dai punk che affollano l’atelier dell’italo inglese Rocky Manzilli, lo Year Zero London al 37 dell’adiacente Beak steeet, un arcobaleno di colori.

Nel 2010 ricorre anche il 50º anniversario da quando i Beatles decisero di fare sul serio con la musica diventando una vera rock band. Lasciarono Liverpool, la scuola e le occupazioni con le quali sbarcavano il lunario, per raggiungere Amburgo e iniziare seriamente la propria carriera. Il modo migliore per ricordarli è quello di seguire uno dei tanti tour commemorativi (http://www.beatlesinlondon.com/ ), ad esempio The Beatles in my life walk, che dalla stazione della metropolitana di Tottenham Court Road, il capellone Richard Porter, fan della prima ora e anche di quelle successive, guida su di un percorso che tocca i luoghi mitici della band, dall’ufficio di Paul McCartney in Soho Square ad Abbey Road dove il via vai di appassionati che attraversano le strisce pedonali immortalati sulla copertina dell’ultimo disco in studio inciso dai Fab Four è ininterrotto. Se i Beatles erano animali da palcoscenico, gli animali veri si possono ammirare nella nuova Rainforest Life exhibition dello zoo londinese.

Ci sono poi, in questa primavera, mostre assolutamente da non perdere come le fotografie di Irving Penn alla National Portrait Gallery, una retrospettiva dedicata ai lavori di dagli anni ’20 ai ’40 del secolo scorso realizzati dal pittore armeno americano Arshile Gorky alla Tate Modern, che dal 10 al 12 maggio festeggerà la sua apertura nella sede della Turbin Hall sul Tamigi con un art festival. Dal 30 aprile, gli appassionati di mappe geografiche, invece, resteranno sicuramente incantati dall’esposizione allestita alla British Library, dove saranno esposte cartine antichissime in argento, papiro, seta, marmo, legno. Le sculture di Henry Moore che raccontano il rapporto di ossessione dell’artista inglese verso la donna, la sua concezione della guerra e le sue conseguenze fanno invece bella mostra alla Tate Britain, costituendo davvero un bel contrasto con le sculture africane esposte al British Museum nell’ambito di Kingdom of Ife, mostra dedicata alla scultura nigeriana tra il XII e il XV secolo. Nello stesso museo, dal 22 aprile approdano anche una ricca collezione di disegni provenienti in larga misura dagli Uffizi comprendenti opere di Fra Angelico, Leonardo da Vinci, Botticelli, Tiziano.

Per rivivere il mito dell’attrice e principessa Grace Kelly, indimenticata icona di stile, bisogna entrare nelle sale del Victoria and Albert Museum. Dopo tanta arte, ci si è meritati una cena sui divanetti del ristorante marocchino Momo in Heddon Street o, proprio di fronte, dal vegetariano Tibits, le ultime novità della melting cusine londinese che in questo mezzo secolo ha fatto passi da giganti, più lunghi di quelli di Twiggy.

Fonte: www.lastampa.it

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